Leonardo Zaccaria : un supermercato che sembra Louvre – Intervista –

di InsideMusic

A cura di Alessia Andreon

Per presentarlo attraverso una metafora  tratta da una delle sue passioni più grandi direi che le  canzoni sono la tela su cui dipinge e le parole sono i colori con cui crea le sfumature e questa sua propensione per l’arte si evince già dal titolo del suo nuovo singolo: Louvre.

Facciamo conoscenza con Leonardo Zaccaria, ventiduenne cantautore romano, che ci guida alla scoperta della sua musica attraverso le corsie di un supermercato…

Ciao Leonardo, in questi giorni è uscito il tuo nuovo singolo, Louvre, in cui unisci la tua passione per l’arte con altri elementi come la notte e l’amore, in un contesto particolare come il supermercato. Se dovessi scegliere un quadro per raffigurare l’amore nel 2020 quale sceglieresti?


Ciao! Wow, che bella domanda. In un anno particolare come questo, per tutti noi l’amore credo rappresenti un pilastro, uno scoglio a cui aggrapparsi solidamente anche quando il mare è in tempesta.

Mi piace pensare all’amore come l’abitudine che non perderemo mai in un anno in cui abbiamo cambiato moltissime abitudini.

L’amore è un qualcosa che resiste e allora mi viene in mente un quadro di William Turner “Paesaggio con un fiume e una baia in lontananza”.

In questo quadro in alto c’è un piccolo spicchio di cielo azzurro che spunta tra le nuvole e i colori della baia.

L’amore potrebbe essere quello spicchio di cielo rimasto in alto che cerca di farsi vedere,qualcosa che è sottoposto a un presente difficile e a un futuro sbiadito ma che riesce ancora a brillare e ad emergere.


Sei anche un grande appassionato di cinema, quali interpreti vedresti bene nel video della tua nuova canzone?

Nel panorama cinematografico italiano sono molti gli attori che apprezzo e con cui mi piacerebbe collaborare. Per il video di Louvre vedrei molto bene Claudio Santamaria o Louis Garrel magari in coppia con Léa Seydoux, come nel film “La Belle Personne”.

Sei giovanissimo, scrivi da molto tempo? Puoi raccontarci il tuo percorso?

Il mio primo vero approccio alla musica è stato con la chitarra, che ho iniziato a studiare verso gli 8/9 anni. Quasi da subito però sentivo l’esigenza di creare qualcosa di mio oltre a suonare composizioni già esistenti.

Iniziai prima con delle melodie soltanto per chitarra e poi iniziai a scrivere anche dei testi. Posso dire però che le prime cose che possono avvicinarsi al concetto di canzone le ho scritte verso i 13 anni.

Ho studiato al Liceo Musicale “Farnesina” di Roma dove ho conosciuto persone che mi hanno ispirato moltissimo e così ho continuato a scrivere canzoni e a fare dei live in qualche pub di Roma.

Un anno dopo la maturità ho iniziato a lavorare come autore per altri artisti, che è una cosa che mi ha arricchito incredibilmente, aiutandomi a crescere e a scrivere nuovi pezzi.

Durante questo percorso autorale ho conosciuto Michele Canova e gli ho fatto ascoltare le mie canzoni. Ed eccomi qua.

Il secondo singolo arriva appena un mese dopo l’uscita di Il senso di una storia, dove si parla di un amore finito, non nel migliore dei modi. In Louvre parli di un amore tra le corsie di un supermercato chiuso, trovi che l’amore sia sempre fonte di ispirazione per un cantautore?


La mia fonte d’ispirazione sono la vita e il sogno. E direi che l’amore è il protagonista in entrambi. A volte dicono che sono già state scritte tutte le canzoni d’amore che si potevano scrivere, in qualsiasi modo possibile.

Per me non è così, mi piace affrontare questo tema in una maniera diversa ogni volta, esplorandolo e lasciandomi travolgere dal suo mistero.

Naturalmente parto dalle mie esperienze personali ma spero che con le canzoni possano acquisire un carattere universale in cui si possano riconoscere tutti.

Scrivere una canzone d’amore è riflettere sull’amore e a me piace riflettere sull’amore, anche se a volte fa male.

Dopo l’uscita di questi due singoli, immagino che avrai in preparazione un album….Puoi anticiparci qualcosa?

Per adesso sto lavorando ai nuovi singoli, e il singolo dopo Louvre è già pronto.

Per quanto riguarda l’album io sono molto legato al concetto di disco quindi ho già in mente qualcosa ma non vorrei anticipare troppo, magari svelerò qualche dettaglio passo dopo passo.

Spero di riuscire a costruire qualcosa di importante in cui le persone possano riconoscersi.

C’è un cantante/cantautore con cui ti piacerebbe collaborare?

Ce ne sono vari ma ti dico due nomi. Cesare Cremonini nella scena pop e Guè Pequeno per la scena rap.

Di Alessia Andreon

Louvre potete ascoltarlo anche da qui :

1

Potrebbe interessarti