Massimo esponente del realismo magico, Gabriel García Márquez è considerato tra i maggiori scrittori del Novecento, tanto che i suoi libri gli sono valsi il Premio Nobel per la letteratura. Tra i suoi romanzi più influenti troviamo L’amore ai tempi del colera, una storia d’amore fiabesca, dignitosa e perseverante all’insegna della speranza.

Capace di fondere nei suoi libri realtà e fantasia, Gabriel García Márquez – noto anche solamente come Gabo – ha fortemente contribuito a rilanciare l’interesse per la letteratura latinoamericana in tutto il mondo. L’arte di Márquez è stata associata al realismo magico, ma egli non si sentiva appartenere pienamente a questa categoria letteraria. Egli si sentiva più che altro un realista puro, o come preferiva definirsi, un “realista triste”. Ma non nel senso cupo del termine, ma in quello più malinconico e gioioso, quello più vivo e reale, insomma quello che contraddistingueva lo spirito dell’America Latina nel Novecento, vissuta da lui in gioventù. Un realismo che era una fotografia della quotidianità dell’uomo latino, della sua vita amara e colorata al contempo.

“Non ho inventato niente, tutto ciò che ho scritto c’era già… nella realtà.”

A cinque anni dalla sua scomparsa, voglio ricordare Gabriel García Márquez con uno dei libri più rimarchevoli della sua letteratura. No, non sto parlando Cent’anni di solitudine. Comprendo che per molti questo sia il libro più bello, forse perché lo ha definitivamente consacrato al grande pubblico, ma per me non è mai stato così. Nonostante non sia un’amante dello scrittore sudamericano, è impossibile non apprezzare in tutta la sua straordinaria interezza L’amore ai tempi del colera. Nel romanzo pubblicato nel 1985 i personaggi di Márquez – come in tutti i suoi lavori – sono al centro e, con uno straordinario gioco di realtà e immaginazione, possiamo ritrovare echi della storia d’amore dei genitori di Gabo nei due protagonisti del romanzo: l’impiegato telegrafista Florentin Ariza e Fermina Daza, da lui amata appassionatamente e che il facoltoso padre la diede in sposa a un pretendente più ricco.

Malinconico, intricato, elaborato, impetuoso, denso, ben sviluppato, fatto di salti temporali e invenzioni letterali, ne L’amore al tempo del colera Marquez ha maturato una misura narrativa perfetta, mettendo nella sua prosa sontuosa il filo fondamentale della passione amorosa. Il romanzo è incentrato sul quesito che molti si pongono: l’amore dura per sempre? Si, quello di Florentino Ariza è durato “Cinquantatré anni, sette mesi e undici giorni, notti comprese”. Il protagonista di questo capolavoro della letteratura moderna prova un amore prepotente e idealizzato per Fermina Daza, la ragazza più bella di tutta Caribe. Paziente, fiducioso e determinato Florentino ha custodito e protetto il suo sentimento per più di mezzo secolo, tanto da non legarsi mai a nessuna donna, facendo una vita libertina, fino ad aspettare il momento giusto per riconquistare la donna tanto amata.

Quella che ci racconta Márquez è un’elaborata epopea iconica, affrescata con varie sfumature di colori, ora più vivi e ora più cupi, dell’animo travagliato e ottimista del protagonista. Tra sorprese, risate e tante, tantissime lacrime, L’amore ai tempi del colera ci tiene con il fiato sospeso e con la speranza che Florentino possa coronare il sogno di una vita con la sua Fermina fino alla parola “fine”.