“La Stanza” di Bif, un manifesto estetico strettamente cantautorale [Recensione]

“La stanza” è il primo progetto discografico di Bif, una raccolta di otto brani frutto di un percorso artistico coerente con la storia personale e politica del cantautore salernitano. Un album che si inserisce in quell’immaginaria stanza dove stanno raccolte tutte le parole e i fotogrammi usati nei decenni per raccontare la società, la nostra fragile società, e Bif lo fa in maniera assolutamente personale.

Bif è lo pseudonimo scelto da Stefano Bifulco, cantautore salernitano, classe 1990. Dopo gli studi liceali ed universitari, una passione smisurata per le scienze politiche e l’Athletic Bilbao, alcune importanti esperienze come musicista – da menzionare quella dei Drunky Lovers con l’ex compagno di scuola Marco Annarumma – Stefano ha deciso di dedicarsi alla scrittura di testi, da sempre una delle sue passioni più vive. Negli anni tra il 2013 ed il 2018 ha studiato canto con Germano Parisi e scrittura e composizione con Francesco Di Bella, maturando sotto il profilo artistico, umano ed emotivo.

Dopo un lungo lavoro fatto di costanti ricerche stilistiche, il 5 gennaio 2019 è uscito “La Stanza”. Un album che è un manifesto estetico strettamente cantautorale e intimista dove parole e immagini si mimetizzano con il suono acustico, dolce e imperante della chitarra acustica. Il disco, prodotto dall’etichetta discografica Luma Records, è un affresco malinconico sulla dimensione interiore dell’animo umano, costantemente orientato alla ricerca della felicità. Una commistione di sfumature che spaziano dal grigio(re) metropolitano ai colori caldi di un tramonto campestre. Amore, disillusione, impegno sociale e solitudine sono i cardini intorno a cui ruota questo primo lavoro di Bif. Il cantautore salernitano si è preso la briga di portarci con lui nel viaggio di ricerca personale ricreato attraverso armonie e melodie eterogenee tra loro, dove l’immediatezza del pop moderno incontra un cantautorato tipicamente folk.

Già con Venti clandestini, primo brano della tracklist e singolo d’esordio, e subito dopo con Resto, Bif ha la consapevolezza di volerci raccontare la realtà osservata dagli occhi di un ragazzo che fa musica ma che è socialmente e politicamente impegnato. Con frasi come “Ti stai preoccupando di venti clandestini giusti?” oppure “Qui il lavoro nero come la nube tossica che respiro” ha la necessità di voler dischiudere tematiche quotidiane dal forte riferimento iconografico.

Ma nel primo capitolo di Bif, il suo animo politico e sociale di brani come Uomini di mare e la titletrack La Stanza si va a sposare con quello più romantico di canzoni come Nella mia testa e Chi troppo pensa muore, incastrandosi in modo perfetto, rendendoli compatibili tra di loro. Inoltre le due anime sono coniugate in modo sorprendentemente maturo, per un giovane artista al suo primo lavoro ufficiale, in brani come Amore Indipendente e Caro Diario.

Quello che va riconosciuto a Bif è la sua capacità di camminare sulla strada cantautorale campana della miglior specie, la sua destrezza nel raccontare ciò che accade nella nostra società e di cimentarsi in tematiche “pesanti” usando melodie leggere e fruibili, arrivabili a chiunque.

“La stanza” – tracklist

  1. Venti clandestini – 2:46
  2. Resto – 3:22
  3. Amore indipendente – 3:20
  4. Uomini di mare – 3:18
  5. Caro diario – 3:03
  6. Nella mia testa – 2:57
  7. Chi troppo pensa muore – 3:38
  8. La stanza – 3:06
Isabella Insolia

Sognatrice ad occhi aperti. Non ha mai voluto fare la ballerina o la velina. Le parole sono il suo mestiere, la musica il suo pane quotidiano. Scrive per passione, nella sua borsa non manca mai lo spirito critico, a volte sarcastico e a volte pungente. E’ in costante ricerca del bello.

2019-01-12T14:24:33+00:00 11 Gennaio 2019|Recensioni|0 Commenti