“LA SPOSA BAMBINA”, storia di Sheila, cantata da Marquica – L’INTERVISTA

di Serena Di Mambro

“La sposa bambina” (Ghianda Records, distribuzione Artist First) è il nuovo singolo della cantautrice Nicoletta Marchica, in arte Marquica, disponibile nelle radio e in digitale.

Una canzone dal profondo significato che racconta la toccante storia di Sheila, una bambina di 10 anni che vive a Milano, salvata da un matrimonio combinato con un uomo più grande.

Una parte dei proventi del brano sarà devoluta a EMERGENCY a sostegno del Centro di Maternità di Anabah nella Valle del Panshir in Afghanistan.

“La Sposa Bambina” è un invito a prendersi cura degli altri e a proteggere gli abitanti del futuro. Una canzone pop dalle sonorità delicate e travolgenti, con un testo crudo e diretto, scritto dalla stessa Marquica.

Intervistare Marquica è stato piacevolissimo sotto tanti punti di vista. 
La telefonata ha assunto quasi nell’immediato, dei toni molto confidenziali e si è spaziato su più temi, approfondendo, con accurate analisi critiche, molteplici argomenti.

Non vi anticipo di più: buona lettura!

Ciao Marquica, benvenuta su Inside Music!
“La sposa bambina”, brano toccante di forte impatto emotivo, che racconta, attraverso la storia di Sheila, una triste ed attualissima realtà. Qual è stata la genesi di questa canzone?

Sheila è la bambina di cui ho letto nel 2018, in un bar. Era mattina presto, avevo appena accompagnato mio figlio a scuola, e mentre bevevo il caffè, leggo questa storia sul quotidiano. Inizio a piangere disperatamente, tanto che il barista mi dice: “Vai Nico. Portami una canzone”. E così ho fatto. Nel tragitto dal bar a casa, il brano era già pronto. Canto questa canzone in prima persona, come se io fossi Sheila, nome inventato dai giornalisti per proteggere la privacy della bambina.

Ci vuoi parlare di Sheila?

Certamente! Sheila, una bambina del Bangladesh, portata in Italia, a Milano, verso i 7 anni insieme alla madre. Sono state recluse in casa dal padre, in attesa che la figlia si sposasse, con un matrimonio combinato, con un uomo molto più grande di lei. La madre troverà il coraggio di denunciare ed il padre verrà poi finalmente arrestato.
Mamma e figlia saranno poi portate in un centro di accoglienza, protette. Sarebbe un sogno, sai, se questa canzone arrivasse alla vera Sheila…

Già. Sarebbe bellissimo se Sheila potesse ascoltare il brano.
Ecco, ricordi appunto il momento in cui questo fatto di cronaca è diventato musica?

Assolutamente sì. La canzone sembra un piccolo mantra, una cantilena, se ci fai caso, perché appunto è venuta fuori come sound e come ritmo, nel tragitto dal bar a casa. Camminando. Nell’arco del breve tragitto, io avevo già la melodia ed il 95% del testo.
Ed è una cosa, in realtà, che a me capita spesso.

Nel senso che le tue canzoni nascono mentre sei occupata a “fare altro”?

Sì, esatto! Spesso appunto camminando o facendo altro: avendo il corpo distratto ed in movimento. Camminare, come sai, è un ritmo. Come anche andare in bicicletta. Quindi, molto spesso “facendo altro”, nascono le linee melodiche e mi succede spesso anche per quanto riguarda i testi, ossia, leggendo. E come ultima cosa ci metto la musica.

So che sei anche impegnata come vocal coach. Cosa consigli ai tuoi allievi per emergere in questo mondo artistico?

Di fare un altro lavoro (ridiamo, ndr). Consiglio loro di scrivere… Di ascoltare un po’ di tutto. 
Quello che ora ci offre il panorama musicale è per certi versi interessante, però scimmiottare non serve a nulla. Bisogna anche conoscere quello che ha veramente “spaccato” nella storia. 
Studiare Lucio Dalla o Mina, che hanno uno storico di canzoni che hanno veramente cambiato la storia della musica italiana. Le canzoni di ora fatico a pensare che possano restare. 
In pratica, imparare dai Grandi, ma senza staccarsi dalla musica moderna per prendere spunti stilistici. Mi viene in mente Calcutta, che ha preso a modello Battisti, ma ci ha messo del suo, c’è personalità. 

Torniamo al brano. “La sposa bambina” ha mantenuto integro, nell’atto di composizione, il suo barometro emotivo. Cosa ti aspetti da questo brano? O meglio, qual è il compito che le hai affidato?

Dunque, a parte la collaborazione con EMERGENCY che per me è importantissima, quello che mi aspetto è quello che poi sta succedendo: che vengano sensibilizzate determinate tematiche, ma anche che possa emozionare l’ascoltatore. Nonostante, in questo momento storico, siamo già molto esposti a livello emotivo, il brano sta piacendo molto. Ha un bel riscontro anche sui social. 
Il messaggio che arriva è che effettivamente noi adulti possiamo ragionare su dei macro-temi fondamentali, che io canto da anni, come l’ambiente ed il cambiamento climatico… Ed in questo caso, il diritto all’infanzia e più in generale, la salvaguardia dei diritti umani. 

La storia di “Sheila” ha anche e soprattutto, come ci hai ricordato, uno scopo solidale.
Come nasce la collaborazione con EMERGENCY?

Ho pensato da subito di volerlo dare a chi ci facesse del bene. Ho avuto varie richieste da Ong.
Per una serie di casualità ho conosciuto poi questa ragazza, nella comunicazione di EMERGENCY, che si è innamorata del pezzo ed io mi sono innamorata della storia delle donne di Anabah… 
Dopo quello che poi è successo quest’estate in Afghanistan, mi sembrava corretto, tra tutte le iniziative di cui avremmo potuto parlare, tornare alle donne. 
Ed anche da musicista mi sono sentita in dovere di farlo.

Credi molto nella musica in quanto veicolo per sensibilizzare?

Assolutamente sì. Parlo per esempio della Terra da sei anni.
Se posso utilizzare uno dei canali appunto che conosco, ossia la musica, per dire qualcosa, ben venga. 

Nel panorama musicale italiano, c’è qualche artista che stimi particolarmente e con cui collaboreresti?

Adoro Margherita Vicario. È una delle poche che ascolto super volentieri. Mi piace molto Patrizia Laquidara. Blanco lo amo, mi scatta proprio il senso di maternità. Brunori è un mio grande amore. Samuele Bersani, Fabi, Silvestri… Adoro la scuola romana e la scuola bolognese. Parlo del panorama attuale, chiaramente.

Il sogno della mia vita però è cantare con Stevie Wonder. In linea generale con gli americani… Bruno Mars, per esempio. Ti dico che la mia band è abbastanza funk dal vivo, un’esplosione di energia, per cui mi vedrei anche bene ad aprire un concerto di Jovanotti!

Tour in programma?

Se il mondo va come deve andare, vedremo… Considera che “La sposa bambina” prima di farla uscire, l’ho cantata già in due Festival. 
L’obiettivo è chiaramente suonare, quella è la mia Vera Forza.

Stai lavorando a qualche progetto?

Sì. Sto lavorando ad uno show in cui unirò scienza e musica, con video e parti visual. Non posso anticiparvi di più… Diciamo che stiamo cercando di alleggerire il più possibile il tema della plastica e del grande cambiamento climatico mettendoci nei panni di astronauti che vedono la Terra per la prima volta…

Molto interessante! Ti definiresti, alla luce di tutto ciò, una Cantautrice Impegnata?

Non so. Sono comunque attenta e molto empatica. Per me è naturale parlare di determinati argomenti che ci riguardano da vicino. 

Cosa auguri a Marquica per il nuovo anno?

Mi auguro di trovare sempre più forme semplici per far arrivare la mia musica e le parole, per temi che ho a cuore. Ho capito che per incuriosire le persone, c’è bisogno di un contenitore “indorato” particolare, mettiamola così… 

Grazie Marquica e grazie a Sheila.

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EMERGENCY 

Dal 1999 EMERGENCY è presente in Afghanistan e nel 2003, ad Anabah, nella Valle del Panshir, ha costruito un Centro di Maternità che, ad oggi, rimane l’unica struttura specializzata e gratuita nella zona. Il Centro di Maternità di EMERGENCY offre assistenza ginecologica, ostetrica e neonatale, così come servizi di pianificazione familiare e contraccezione. Inoltre, è un polo formativo per il personale afgano, composto esclusivamente da donne. Da quando è entrato in funzione, nel giugno 2003, al dicembre del 2020 sono state ricoverate più di 90 mila donne e sono stati fatti nascere più di 65 mila bambini.

EMERGENCY è un’associazione italiana indipendente e neutrale, nata nel 1994 per offrire cure medico-chirurgiche gratuite e di elevata qualità alle vittime delle guerre, delle mine antiuomo e della povertà. EMERGENCY promuove una cultura di pace, solidarietà e rispetto dei diritti umani.

Chi è Marquica ?

Nicoletta Marchica, in arte Marquica, è un’incantautrice, autrice e produttrice nata a Tirano (SO). Diplomata nel 2000 all’Accademia musicale Music, Arts and Show, appena ventenne, partecipa a diversi eventi musicali, quali Motor Show con Red RonnieTim TourCola cola Tour e Sprite Tour con Radio Deejay. Nel 2001 esce il suo primo singolo “Sol Amor y Mar” (Warner), che diventa lo spot della Lipton, a cui seguirà nel 2003 l’uscita del singolo “Easy” (Sony Music), seguito da un tour promozionale con RTL 102.5.

Nel 2018 pubblica il suo primo album “La teoria della ghianda”, composto da 12 tracce in cui sonorità black-soul si mescolano al cantautorato italiano. 

Il disco viene anticipato dal singolo “La mia Escort”, un brano che racconta la vita di una escort. Dopo diversi sold-out nei club milanesi, nel 2018, due suoi brani “Amami forte” e “100 passi di te” sono stati inseriti nella colonna sonora del film di Thomas Torelli “Choose love”, film vincitore dei premi “Miglior Musica” e “Miglior Fotografia” al Festival Life Beyond Life 2021. Nel 2019 esce con il singolo “Quanti cadaveri”, un brano electro-pop che parla del rapporto odierno tra l’uomo e i social network, registrato e prodotto da Lorenzo Avanzi e Matteo Bassi (bassista di Elisa).

Lo stesso anno pubblica “Ansia”, brano pop ironico, presentato live nel programma di Fiorello VivaRaiPlay su Raiplay. Nel maggio 2020 esce con “Catarifrangenti”, una canzone dal sound elettronico e seventies, sul tempo che dedichiamo a soffermarci sui pensieri e alle nostre azioni quotidiane.

A giugno 2021 ha lavorato come speaker nella Quarta edizione di Be Innovation, il Festival sull’Innovazione di Cremona, e a luglio esce con il suo ultimo singolo “40”, scritto e prodotto da Giovanni Ghioldi, un inno alla Donna che attraversa una nuova età di passaggio, con leggerezza, consapevolezza, amor proprio e libertà.

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