La Scala Shepard torna sui palchi e sui player dell’alternative rock italiano il 25 ottobre 2019, con un nuovo disco, ”Bersagli”. La band romana giunge così al suo primo album in studio, in seguito ai due precedenti Ep (“Di Passaggio”, 2015 ed “Eureka”, 2016) che avevano permesso loro di farsi conoscere e di suonare sui palchi di tutta Italia. Palchi vissuti in solo come l’Auditorium Parco della Musica o il Wishlist e palchi condivisi con artisti del calibro di Tre Allegri Ragazzi Morti, NoBraino, Veeblefetzer, La Municipàl, Lodo Guenzi, Tommaso Paradiso,Eugenio In Via di Gioia, Leo Pari, Kutso, Mimosa Campironi,Meganoidi, Mèsa,Giancane, Il Muro del Canto, Gli Scontati, Etruschi From Lakota, Lucio Corsi, Nicolò Carnesi, Rosso Malpelo e Marco Conidi.

Nel 2019, come già indicato, registrano ”Bersagli” e lo fanno nelle pareti del Cubo Rosso Recording di Roma, affiancati dalla produzione di Igor Pardini, dalla Supervisione artistica di Gianmarco Dottori, dalle riprese e dagli arrangiamenti di sintetizzatori e tastiere di Valerio Smordoni e Guglielmo Nodari.

Già dalla prima delle undici tracce che lo compongono, ”Bersagli” si contraddistingue con le qualità di un disco caratterizzato da chitarre distorte, sintetizzatori, drum machine e ritmi ossessivi.

‘Potesse esplodere questa città’ è la prima canzone in tracklist ed esplode come promesso, prima di accompagnarsi verso un brano cantautoriale come ‘Camera con Vista’. Il disco decide di farci poi ballare grazie a ‘Paranoia’, una canzone rabbiosa e decisa, che ci canta: ”la vita è dura/ma io di più”. Il rock incontra poi echi più vintage e sentimentali sulle note di ‘Caduta libera’ e di ‘Giro di Giostra’, con le loro riflessioni sull’esistenza. Le voci maschili e femminili si intersecano con gaudio sui brani de La Scala Shepard, per infrangersi in sonorità roboanti: accade questo anche nella sesta traccia, ‘Groove 2’, che anticipa un brano simil-80s rock come ‘Via Duprè‘. Torniamo al 2019 e all’indie pop ascoltando l’ottava traccia, ‘Dall’altra parte’, che giunge prima della criptica ‘Capolavoro’. A chiudere questo disco è la title track, ‘Bersagli‘, che ancora meglio esprime la solitudine raccontata da questi brani e da La Scala Shepard che, tra brani che viaggiano tra tradizione nostrana e ispirazioni british, parlano del comune sentore della nostra generazione, che canta con coscienza che ”non c’è più chi viene a tenerti la mano alla fine del mondo”.

Ad ascoltare una band come La Scala Shepard, diventa piacevole diventare bersagli di musica di questo genere.