La famiglia Argento, maestri pupari dal 1893.

di Francesca Picciurro

Inside Music ha intervistato Nicola Argento, Maestro Puparo palermitano. Gli abbiamo chiesto di raccontarci delle curiosità sulla sua famiglia e sul suo particolarissimo mestiere.

L’attività della famiglia di pupari Argento inizia nel 1893, con Don Cecè Argento, bisnonno di Nicola.
A 20 anni, Cecè Argento apre il suo primo teatro in Via Collegio di Maria, nel quartiere Borgo Vecchio di Palermo. A continuare l’attività sarà prima Giuseppe, figlio di Cecè e poi il nipote Vincenzo, che sin da piccolino muoveva i pupi e suonava il pianino.
Nicola Argento ci racconta che essere un puparo non vuol dire soltanto realizzare uno spettacolo; essere un puparo vuol dire saper costruire un pupo, occuparsi della scenografia, scrivere i testi, realizzare i costumi, attività per la quale si sono sempre adoperate anche le donne della famiglia, Provvidenza, Rosalia, Teresa e Antonella.

Il Teatro dei Pupi Argento oggi, da 23 anni ormai, si trova in Via Pietro Novelli, un vicoletto del centro storico di Palermo, in uno spazio ricavato dalle vecchie scuderie di Palazzo Asmundo. È qui che Nicola, assieme al fratello Dario, alla sorella Anna e al nipote Christian Bruno, perpetua questa antica tradizione di famiglia. Gli spettacoli messi in scena riguardano sia l’epopea cavalleresca, tradizione nata nei primi anni dell’800, ma anche temi contemporanei, come, per esempio, l’uccisione di Padre Pino Puglisi.
È a Catania che, nel 1803, nascono i primi Pupi (poi rinominati “marionette”, data la presenza dei fili); a Palermo nel 1806. La differenza tra le marionette catanesi e quelle palermitane stava nella dimensione, nel fatto che quelle catanesi hanno le gambe rigide e la spada fissa nel pugno, mentre a Palermo, la gambe sono snodabili, la spada estraibile e la visiera si abbassa. Se a Catania vengono mosse dall’alto su un ponte e chi recita sta giù, aPalermo vengono mosse lateralmente dagli stessi che recitano. Durante il momento della battaglia tra i paladini dell’epopea cavalleresca, viene usato il battito del piede per accompagnare il “cunto”, recitato con una metrica particolarissima e molto difficile.


Nicola ci ricorda che il teatro dei pupi era un teatro popolare. Ogni giorno veniva messo in scena un episodio, indicato su un cartellone dipinto ad hoc e che potesse essere compreso anche da chi non era capace di leggere. Con l’avvento del cinema e della televisione, il teatro dei Pupi comincia a perdere il suo pubblico. Negli anni ’70, a Palermo, rimangono aperti soltanto 3 teatri: il teatro della famiglia Argento, quello della famiglia Cuticchio e quello della famiglia Mancuso. In quel periodo il teatro dei pupi rimane un’attrazione solo per i turisti curiosi; sarà soltanto grazie ad alcune innovazioni fortemente volute dal Maestro Mimmo Cuticchio che il pubblico palermitano tornerà finalmente a frequentare il teatro dei pupi. Ed è questa la linea che Nicola Argento segue oggi, portando la contemporaneità nei suoi spettacoli, che piacciono agli adulti e che incantano i bambini.

Nei prossimi mesi, ci dice Nicola, prenderà vita un progetto che vedrà protagonista la Famiglia Argento. Nei locali del palazzo soprastante il teatrino, Palazzo Asmundo, verranno esposti, infatti, circa 300 pupi, di epoche differenti e tanti altri oggetti inerenti l’attività del puparo. Saranno realizzati dei laboratori artigianali interattivi, durante i quali il pubblico potrà mettersi in gioco, partecipando in modo concreto, per esempio, alla costruzione di un pupo o alla realizzazione di una scenografia.

Il lockdown ed il periodo di crisi non hanno fermato la famiglia Argento, che con le proprie forze e con tanti sacrifici è riuscita a tenere aperte le porte del teatrino.

Ogni giorno, alle 17.30, è possibile assistere agli spettacoli, presso il teatrino di Via Pietro Novelli 1/A.

Per ragioni di sicurezza, è necessario prenotare chiamando i seguenti numeri: 091 6113680 – 339 1322779 – 349 1353267.

1

Potrebbe interessarti