Come un sigillo sul festival la cerimonia di consegna del Leone d’oro alla carriera a Jens Hillje, drammaturgo tedesco e condirettore del Maxim Gorki Theater, ha luogo domenica 4 agosto al Teatro Goldoni (ore 18.00), penultimo giorno della Biennale Teatro. Perché Jens Hillje compendia in varia misura tutte le declinazioni del drammaturgo oggi, a cui il festival è intitolato e di cui ha offerto testimonianza nelle due settimane di programmazione.

Per anni alla Schaubühne di Berlino che ha rivoluzionato insieme a Thomas Ostermeier e Sasha Waltz, Hillje rappresenta il drammaturgo che non è più solamente artefice della scrittura o dell’elaborazione di testi teatrali. Oggi Hillje è condirettore artistico del Gorki Theater, che ha contribuito a rendere fulcro della nuova scena berlinese, collaborando con i più importati nomi della scena internazionale ma anche cercando sinergie fra giovani artisti, autori, registi, scoprendo nuovi talenti e creando anche un nuovo pubblico.

 Io non sono Amleto

Significativo sotto molti aspetti lo spettacolo presentato dal Theater Gorki per la regia di Sebastian Nübling, Die Hamletmaschine. E’ il testo forse più noto ed enigmatico di Heiner Müller, un testo che sembra chiudere il sipario aperto da Mauser, con lo scardinamento della drammaturgia del secondo Novecento. Trama e personaggi sono azzerati (“Io non sono Amleto. Non recito più alcun ruolo. Le mie parole non dicono più niente”), nessun dialogo ma blocchi di monologhi e, sullo fondo, le vicende del ’56. E’ il testo di ogni disillusione, “contro l’illusione di poter restare innocenti in questo nostro mondo” (H. Müller).

Scrive Sebastian Nübling nella presentazione dello spettacolo: “La parola macchina appare solo una volta in tutto Shakespeare. Si riferisce al corpo, che, agli albori dell’Illuminismo, era spesso considerato alla stregua di una macchina, come una meraviglia composta di tante parti. La stessa opera di Shakespeare è essa stessa una macchina di meraviglie teatrali. Una riflessione sulla morte e la religione, sulle regole e la pazzia, sul potere e l’impotenza. E oltre a tutto ciò, è anche un immenso testo sul teatro stesso. Nel 1976, Heiner Müller adattò il testo shakespeariano in Die Hamletmaschine, portando la parola macchina nel titolo”.

Insieme a Nübling  è l’Exil Ensemble – attori provenienti da Siria, Afghanistan, Palestina – a operare una “riscrittura della riscrittura”, facendo interagire le storie personali dei singoli membri con il testo, offrendo un punto di vista ancora una volta diverso.

L’Exil Ensemble è parte del Teatro Gorki dalla stagione 2016/17: sono attori professionisti provenienti da Siria, Afghanistan, Palestina e costretti all’esilio, in residenza al teatro di Berlino in seguito a una chiamata pubblica.

La guerra dei droni: quando guardare equivale a uccidere

Conclude la serata l’ultimo spettacolo di Julian Hetzel, The Automated Sniper, in scena alle Tese dei Soppalchi (ore 21.30), spettacolo che esamina il paradosso della guerra combattuta a distanza sull’esempio dei droni. Una distanza crescente che è risultato e obiettivo primario dell’evoluzione delle armi. Un lungo viaggio verso un’unica direzione: dalla lotta coi pugni si è via via passati all’utilizzo di strumenti che aumentano la distanza tra i combattenti: coltelli e spade, poi lance, archi, quindi fucili, bombe, aerei, razzi, infine i droni.

The Automated Sniper è una performance che esplora la relazione ambigua tra virtuale e reale messa in campo dall’utilizzo dei droni nei conflitti. La vista è lo strumento primario in queste operazioni ma l’immagine non è immediata o reale, bensì astratta e digitale. Eppure tutto si svolge in tempo reale. Allora vedere diventa fare. Guardare diventa uccidere. In The Automated Sniper viene portata in scena la violenza come fosse un game. Due performer vengono letteralmente fatti a pezzi. Questa performance è una battaglia e il palcoscenico è il vero campo di battaglia.

Nel pomeriggio Alessandro Serra conclude la sessione di incontri al Giardino Marceglia (ore 15.30) insieme alla giornalista di teatro Claudia Cannella.

 IL PROGRAMMA DI DOMENICA 4 AGOSTO

ore 15.30 Giardino Marceglia (Arsenale), incontro con Alessandro Serra
ore 18.00 Teatro Goldoni, cerimonia di consegna del Leone d’oro alla carriera a Jens Hillje
– a seguire Jens Hillje presenta Die Hamletmaschine (2018, 75’) di Sebastian Nübling
ore 21.30 Tese dei Soppalchi (Arsenale), The Automated Sniper (2017, 80’) di Julian Hetzel

Navetta gratuita dall’Arsenale per Sant’Elena, San Zaccaria, Zattere, Tronchetto e Piazzale Roma.