“JUNGLE GUM”: la recensione del nuovo disco dei Respiro

di Giulia Marcuzzi

Dal 19 febbraio 2021 è disponibile su tutti i digital stores “JUNGLE GUM”, il nuovo disco dei Respiro, duo electro-pop/alternative hip-hop salentino composto dal violinista Francesco Del Prete e dalla cantante Lara Ingrosso.

L’album, anticipato dai singoli “NQSB” e “La musica del futuro”, è stato presentato in anteprima il 18 febbraio sui canali social del duo con una diretta streaming registrata all’interno della Foresta Urbana di Lecce, richiamando così il fil rouge della giungla urbana raccontata nel disco.

Celebri per la loro vena sperimentale, questa volta i Respiro si calano in un sound che richiama quello degli anni ’80/’90 e in un mood tutto da ballare.

Abbiamo recensito per voi le 10 tracce che compongono “JUNGLE GUM”.

Il tema centrale è la precarietà da cui siamo masticati. Contro questo fenomeno prevale un istinto di rivalsa e di ricerca. Il disco si apre con “La musica del futuro”, presentando un personaggio che viene dal futuro e che spera di trovare nel passato un mondo migliore. Invece si accorge che “la musica è sempre la stessa”, che la storia si ripete e il mondo musicale è un mero copia e incolla, spesso privo di originalità.

Il brano “Pre-carie” si basa su un gioco di parole tra precarietà e le pre-carie che vengono con tutti i “dolci dubbi”, o meglio i bocconi amari che mandiamo giù in questa realtà piena di incertezza. Ad un sound molto ballabile si contrappongono temi delicati che riguardano soprattutto i giovani ai quali non resta che accontentarsi.

La terza traccia s’intitola “La giungla”. Si tratta di un incubo, di una visione ad occhi aperti della protagonista che cerca di resistere al lasciarsi catturare di nuovo dalla giungla che è metafora di una vita dissoluta. Ogni notte si ritrova a fare i conti con se stessa e a lottare contro il richiamo del passato. “the wORking dead” evoca nuovamente la tematica del lavoro che nella società moderna è totalizzante e che in questo modo priva l’individuo delle proprie passioni. La narrazione richiama il lavoro d’ufficio che rende le persone degli automi insoddisfatti. Il quinto brano del disco è “NQSB” e a livello arrangiativo si distacca dai precedenti: il ritmo è meno sostenuto e dà un po’ di respiro all’album.

NQSB è l’acronimo di Noi Qui Stiamo Bene e si riferisce con sarcasmo ai leoni da tastiera e ai terrapiattisti che imperversano nel mondo social contemporaneo. A loro infatti “basta l’amore, non servono cure”. Negano, quindi, la scienza per seguire le proprie convinzioni.

In “Corona di spine” la tematica centrale è la crisi di identità in una società che ci vuole tutti uguali e che è condizionata dai pregiudizi. I personaggi della canzone chiedono di essere liberati attraverso l’ascolto e l’accettazione della propria unicità. La settima traccia s’intitola “Ce l’hai scritto sulla pelle” e si cala di nuovo in un mood più soft e dal carattere profondo ed introspettivo. Tutto il nostro vissuto, positivo e negativo, lascia segni indelebili sulla pelle.

Dalle cicatrici sulle mani si possono leggere tante storie di sofferenza, senza neanche il bisogno di farsele raccontare. “oTTo” sono le regole del gioco chiamato “quarantena” e che fa riferimento al lockdown di marzo/aprile 2020. Isolati abbiamo l’opportunità di ritrovare noi stessi e di porci delle domande, da cui però la protagonista fugge. Non si sa bene cosa cambierà, l’unica certezza è che si inizierà ad apprezzare il significato della vita.

In “Noi non li avevamo visti” il tema trattato è l’immigrazione clandestina e l’indifferenza che vi ruota attorno. Il fatto di non vedere con i propri occhi certe realtà, non ci rende meno complici delle atrocità che avvengono a pochi passi da noi. Il brano si chiude con l’evocazione di un sentimento fraterno. Il disco si chiude con “Gingomma” , un termine dal dialetto salentino per indicare la gomma da masticare. Il cerchio si chiude e i viaggiatori del futuro del primo brano sono pronti a ripartire dopo essersi immersi nella giungla urbana.

Nonostante le incertezze e le ingiustizie, si può creare la propria isola felice dove non essere più masticati dalla vita. Piacciono molto i testi dei Respiro che con sapiente ironia toccano temi di attualità delicati ed importanti con un sound molto ritmato ed evocativo. Le melodie risultano efficaci e rimango in testa. Consigliamo assolutamente l’ascolto del disco!

TRACKLIST “JUNGLE GUM”

01. La musica del futuro

02. Pre-Carie

03. La giungla

04. the wORking dead

05. NQSB

06. Corona di spine

07. Ce l’hai scritto sulla pelle

08. oTTo

09. Noi non li avevamo visti

10. Gingomma

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