JAMIE con “Disastro” canta l’importanza di accettare le fragilità

di Paola Pagni

Dopo aver emozionato ed affascinato pubblico e critica con il debut EP “Legami”, il rapper marchigiano di origini tunisine Jamie, torna a dar voce alle cromie del cuore in “Disastro” (distr. Artist First), il suo nuovo singolo.

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Una vera e propria missione quella del giovane artista classe 2002, iniziata dal trepidante intreccio tra un’indomita urgenza espressiva personale ed il lascito della sorella maggiore Ilaria, sensibile e brillante attivista contro la stigmatizzazione sui disturbi mentali prematuramente scomparsa; volto a scuotere e svegliare le coscienze degli ascoltatori su tematiche appartenenti alla sfera emotiva e alle molteplici fragilità che connotano l’universo psichico di tutti noi.

Dall’enfatizzazione dei sentimenti e delle ombre più oscure in grado di esorcizzarsi soltanto attraverso la loro accettazione, Jamie si racconta senza filtri con la voce dell’anima.

Utilizza come amplificatore del proprio sentire un pop-punk che, impeccabilmente imbastito dall’abilità del fidato producer Echoes, risuona come un grido di aiuto, ma anche di libertà.

Il nuovo singolo

In questo nuovo singolo, emblema della sensazione di inadeguatezza che attraversa il nostro tempo e ristagna silente tra le insicurezze e le pressioni sociali di una collettività sempre più incline all’individualismo, Jamie tinge con gli acquarelli della sua spiccata emotività promesse e fallimenti, che si susseguono in una disputa scandita da vibranti riff di bassi e batterie.

«Io mi sento diverso» e «anche oggi son vuoto e vorrei morire adesso», sintetizzano sin dall’attacco la necessità di liberarsi da una gabbia sensoriale, un oblio interiore connaturato da quel vacuo che racchiude tutto e tutto ci impedisce di affrontare con la serenità e la determinazione che non possono coesistere in un cuore pregno di desolazione e sensazione di fallimento.

Ma nello scorrere del pezzo, così come in quello della vita, Jamie fotografa l’evoluzione delle proprie percezioni che, mediante l’esperienza quotidiana e la consapevolezza non soltanto di limiti e paure, ma anche delle capacità personali e dei punti di forza, lo conduce a sentirsi fiero di se stesso – «sono un disastro fiero di esser me» -, conscio delle proprie mancanze e dei propri difetti, ma al tempo stesso determinato a progredire, aspirando a divenire, giorno dopo giorno, una persona migliore – «oggi non sono un disastro, guardami mamma, ho superato quell’esame in cui non ce l’avevo fatta» -.

Come in un vero e proprio sogno ad occhi aperti, in cui posti dinanzi ad uno specchio costringiamo noi stessi a scorgere i riflessi delle nostre debolezze e dei nostri timori, “Disastro” ci mostra l’importanza di comprendere e accettare ogni nostra fragilità per destabilizzare e dissipare tutte le ombre che l’avvolgono, rendendola, ad ogni scorcio e da ogni prospettiva, una peculiarità su cui far leva per avvicinarci sempre di più alla persona che vogliamo diventare.

Disastro secondo Jamie

«Il brano – dichiara Jamie – è nato per il bisogno di non sentirsi più un disastro. Stavo vivendo un periodo in cui le cose andavano nel verso sbagliato e la colpa, in gran parte, era la mia.

Ho scritto la prima strofa nel mezzo del “ciclone”, mettendo su carta la mia routine, i miei sogni ed i miei sentimenti, la solitudine e il mio disperato tentativo di fare qualcosa di possibilmente utile per la società come cercò di fare mia sorella, ma invece di essere una “stella” come lei, mi ritrovavo ad essere un “buco nero disperso nel vuoto”. 

Nella seconda strofa, le cose cominciano a cambiare, perché io inizio ad essere consapevole dei miei errori; capisco che sono proprio quelli che oggi fanno di me ciò che sono, ovvero un disastro, si, di cui però sono e posso andare fiero.

Questo brano è un sogno, che spero possa esser percepito anche da chi lo ascolta. Ci permette di comprendere come tutto ciò che abbiamo fatto; ci porterà poi ad essere una versione migliore di noi stessi in futuro. Questa versione, per me, è un “Disastro”».

“Disastro” riconferma la sensibilità e la levatura artistica di Jamie. Si distacca dai vezzi e dalle sommarietà di una società in cui le fragilità personali vengono additate come diversità da sopprimere. Da forma, anima e voce ad un percorso artistico in cui ogni peculiarità diventa parte integrante di un cammino in e di crescita; un universo nel quale ciascuno di noi può sentirsi libero di esprimersi per ciò che è in quel momento, senza giudizi e senza timori.

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