Intervista all’idolo indie pop Galeffi, in attesa del suo secondo disco

di Leslie Fadlon

“Dove non batte il sole” (Maciste Dischi/Polydor/Universal Music), è il nuovo e terzo singolo di GALEFFI, pubblicato il 10 gennaio. Il singolo anticipa il secondo atteso album del cantautore indie romano, in uscita in primavera. Accompagnata da un videoclip diretto ancora una volta da Luther Blissett, si tratta di una canzone sull’inadeguatezza e sull’inquietudine che viviamo ogni giorno. Ma non c’è odio senza amore, come non può esserci pessimismo senza speranza. Anche se preso dallo sconforto e dalla frustrazione, stasera quantomeno stiamo insieme e ci abbracciamo forte per non sentire freddo, almeno per un po’. “DOVE NON BATTE IL SOLE” arriva dopo “CERCASI AMORE” e “AMERICA”, nuovi brani prodotti dai Mamakass che nei mesi scorsi ci hanno dato un primo assaggio del prossimo progetto discografico di GALEFFI, aprendo le porte a una nuova fase musicale dell’artista dopo una pausa lunga un anno.

L’intervista a Galeffi

Ciao Marco, quando hai capito che la musica sarebbe stata così importante nel tuo percorso?

In realtà, la risposta è che non lo so ancora. Molto spesso le cose belle accadono e basta, senza doverle progettare. L’ho capito sicuramente meglio adesso rspetto a qualche anno fa, proprio durante la scrittura di questo secondo album.

Con ‘’Scudetto’’ hai preso in pieno i bisogni della generazione 80/90, ma effettivamente che tipo di pubblico hai?

Beh il mio target principale va dai 18 ai 25 anni, ma sono rimasto piacevolmente colpito quando ai miei concerti si sono presentati degli adulti, più grandi dei miei genitori! Evidentemente sono persone stanche della musica pop italiana, che hanno quindi scelto di affezionarsi alle proposte di ”delinquenti” come noi.

Uno dei tuoi singoli recenti è ‘Cercasi Amore’, un po’ distante per sonorità dai tuoi brani più famosi. E’ stato un modo di anticiparci cosa ci sarà nel tuo nuovo disco?

È stato molto difficile scegliere i singoli, essendo questo un disco abbastanza vario. Questo lavoro infatti si distanzia dal primo perché ha come coerenza proprio il fatto di essere incoerente. Resta ovviamente il fil rouge del mio modo di scrivere e cantare, ma stavolta ho scelto di mettermi in gioco più di quanto fatto in passato. Ed ecco che ‘’Cercasi amore’’ e ‘’America’’ sono stati scelti come singoli proprio perché agli antipodi tra loro, uno più rock e uno in stile cantautorale.

Cosa ascolti e cosa ti ispira nel tuo modo di far musica? E come è andato il processo creativo del nuovo disco?

Ascolto un po’ di tutto, senza limiti. E cerco stimolo in tanti generi, dal rock al pop, al rap. Scelgo la libertà di osare. Riguardo il nuovo disco, non sono tra quelli che si dicono ispirati solo da eventi straordinari nelle loro vite. Credo sia bastatofermarsi ascoltare la nostra sensibilità. Quella che a volte soffochiamo,per vivere un po’ più alla leggera. Quindi ci ho lavorato molto, per più di un anno..non sono tra quelli che fanno un disco ogni 12 mesi. Avevo appena chiuso le tantissime date del tour – 80, senza praticamente pause in 1 anno – e ho deciso che mi sarei fermato un attimo. In quel periodo ho fatto anche un passaggio a Sanremo, e forse è stata l’aria del Festival che mi ha fatto rimettere a lavoro. E piano piano sono nati nuovi brani. Anzi, una strofa di un brano del nuovo disco ha seriamente i propri natali a Sanremo.

Il 10 gennaio è uscito ‘’Dove Non Batte Il Sole” (Maciste Dischi/Polydor/Universal Music), che anticipa il secondo album, in uscita in primavera. Come ce lo presenteresti?

Dicendo che è bello. Ascoltatelo.

Ci racconti il suo videoclip, diretto da Luther Blisset?

E’ stato girato tra Natale e Capodanno, quando non c’era nessuno!(ride) Quindi ho dato delle reference a questo duo di registi, cui ho sottoposto le mie idee, come videoclip di gente straniera, immagini, fotografie. Il video doveva essere pronto entro la befana, quindi ho chiesto loro di ispirarsi a Wes Anderson e a gente ‘’un po’ sfigata’’ che mi sono studiato e ho scelto per estetica, fotografia ecc. Ed il risultato ci è davvero piaciuto.

Tra gli artisti italiani c’è qualcuno che stimi più di altri?

Sì. Cesare Cremonini, per me un campione della musica! Rappresenta l’espressione del brit pop in italiano, è il primo che ha riportato nel nostro paese – troppo fazioso a volte – una ricerca della melodia simile a quella inglese.

Tra i tanti palchi da te calcati, c’è stato anche quello del Primo Maggio di piazza San Giovanni. Come l’hai vissuta, da romano?

Con una bella paura, visto che il disco era uscito da pochissimo. Era da poco cominciato anche il tour e dai mille – circa – presenti ai miei concerti mi sono trovato di fronte a ben 70 mila persone. Non avevo tanta esperienza e temevo il mio cuore non avrebbe retto, anche per l’idea che avevo in testa: mia madre e tutta la famiglia a guardarmi da casa!

Com’è fare parte della scena romana e come hai vissuto la sua evoluzione?

Suono a Roma dal 2009 e devo dire che molti che oggi riempiono l’Arena di Verona, dieci anni fa suonavano con me davanti a tre persone.. insomma, la gente è rimasta sempre la stessa. Ma ad un certo punto però il movimento si è fatto di reazione, più che di rivoluzione. Era dagli anni di Fabi che non succedeva nulla di nuovo. Quindi la noia, che colpiva qualunque ascoltatore, si è sfogata con cose più sincere e dirette. Cose che hanno preso subito il pubblico, che si è riconosciuto in quel che si diceva. E i social hanno aiutato moltissimo.

Che tipo di rapporto hai con i social?

Tra quelli della mia generazione ho qualche problema. Buona parte dei miei colleghi hanno una buona facilità a vendersi, mentre a me pesa. Al massimo so fare le stories al mio cane!

Che cosa ci possiamo aspettare quindi da questo disco il 2020?

Innanzitutto l’uscita del disco, in primavera. Il disco sarà più bello di Scudetto. Ha più mondi dentro e almeno uno di questo vi colpirà. È un disco coraggioso, forse il più bel disco di sempre(ride).

Biografia Galeffi

Galeffi è un cantautore romano, classe 1991. Il suo album d’esordio “Scudetto”, uscito nel 2017 per Maciste Dischi, desta immediatamente un grande interesse da parte di pubblico e critica, collezionando oltre 25 milioni di ascolti streaming e portando l’artista a fare in meno di un anno un tour di 70 concerti nei principali club e festival italiani, molti dei quali andati sold out, passando per il concertone del Primo Maggio di Roma e dal Mi Ami Festival di Milano. Marco Cantagalli, questo il suo vero nome, è dotato di vocalità graffiante e potentissima e si fa cantare e ricordare, grazie ad una scrittura riconoscibile ed efficace. Cresciuto con il pop seminale dei Beatles, con il Soft rock di Nutini e il Neo Soul di Amy Winehouse, Galeffi rappresenta un unicum nel cantautorato italiano, riuscendo con il suo pop senza compromessi ad entusiasmare e convincere grazie alle sue molteplici anime.

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