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Intervista a Zibba, esponente della scena indie italiana

by InsideMusic
Zibba

Zibba: Bisogna Seguire L’istinto, Il Cuore, La Testa… La Musica Non E’ Un Miraggio.

Rieccoci con la rubrica più indipendente del web – Gioved-INDIE: ospite di questa settimana il cantautore ligure Sergio Vallarino, in arte ZIBBA, che vede all’attivo otto album, oltre diverse collaborazioni con molti artisti italiani e tante canzoni scritte per la scena musicale italiana.

 

Ciao Sergio, benvenuto nella nostra rubrica del giovedì più indipendente del web, Gioved-INDIE, domanda introduttiva generale: cos’è per te l’INDIE e cosa vi mantiene ancora INDIPENDENTi?

Probabilmente lo sono per una serie di logiche di merito e di pensiero che ti portano a muoverti verso un genere giovanile che attinge dalla vecchia scuola del cantautorato e che cerca comunque di rimodernizzarsi e crescere.

2002/2018 : otto album diversi ma allo stesso tempo sempre uguali.
Cosa pensi di aver trovato e cosa continui a cercare con la tua musica?

In realtà non è una ricerca, è un prendere appunti per te e per gli altri.
La mia musica resta sempre quella per il mio modo di pensare e di vedere le cose, ovviamente con il tempo e l’esperienza è mutata, cresciuta e in alcuni aspetti cambiata, ma alla base della mia musica c’è sempre il mio pensiero e quello che cercavo e cerco di dire.

Quali sono le fasi più significative della tua carriera?
Cosa ringrazi di aver fatto e cosa non rifaresti?

Oddio… credo che di fasi significative ce ne siano state diverse, ma in realtà, credo sia tutto molto significativo per me. Ringrazio tutto quello che ho fatto e rifarei tutto, senza rimpianti e ripensamenti per le mie scelte che comunque sono state dettate dai momenti.

Progetti per il futuro?

Progetti per il futuro?
Sto scrivendo tanto durante il tour, tante canzoni e tante produzioni..non credevo di poter avere tutte queste canzoni nel cassetto. In questa fase, mi sto dedicando molto di più agli altri e questa cosa mi diverte e mi fa stare bene, quindi continuerò a fare tutte queste cose.
Sicuramente, non so ancora bene quando, ci sarà un nuovo album..ma ad ora mi sento di aver avuto tutto quello che volevo, ho avuto il mio primo figlio, la musica gira come ho sempre sognato.
Mi sento molto appagato, quindi continuerò su questa strada.

Quali sono le tre canzoni più significative del tuo percorso?
Quali rappresentano la tua crescita artistica e perché?

Sicuramente “Margherita”, che ad oggi suono poco ma che è stata la prima canzone che mi ha davvero aiutato e che ha segnato diciamo l’ “inizio”.

Poi c’è “Come il suono dei passi sulla neve”…è quella più intima, quella che è più arrivata agli altri e che descrive un mio momento e un mio modo di vivere le cose,

La terza è “ Muoviti svelto”, molto più di “Senza di te” che resta comunque una canzone importante per me per Sanremo e per le parole ma “Muoviti svelto” è quella che più mi ha segnato e che nonostante il tempo, continua a rappresentarmi fino in fondo..probabilmente sarà sempre così.

Viaggiando tra le tue canzoni, mi sembra ovvio chiederlo : dov’è che i sognatori son librai?

In quel mondo in cui ci si rende conto che le persone difendono l’amore per quello che è e per quello che da. Credono nell’amore in tutto il suo mondo e la sua forma, come me, che mi sento un po’ libraio.

Ad oggi, sono tante le canzoni che hai scritto per te e per gli altri.
Tanti sono gli anni di carriera che ti porti alle spalle. Cosa consigli a chi cerca di fare, come te, della musica il proprio lavoro e non solo la propria passione?

Cercare bene qual è il proprio talento.
Bisogna seguire l’istinto, il cuore, la testa… la musica non può essere un miraggio, bisogna andare in fondo al talento. La musica è difficile e c’è bisogno di sacrificio, di sperimentare, di scoprire. Fate cose vostre, solo vostre. Cose che vi appartengo e che vi rappresentano, che possono arrivare per quello che sono e che siete.

Ti saluto con un gioco: scegli un tuo collega indipendente a cui inviare un messaggio, una nota di stima, un vaffanculo, chiedere un featuring, io proverò a sentirlo ed aprirò la sua intervista con il tuo appello. Chi scegli e cosa senti di dirgli?

Se dovessi mandare un saluto, lo manderei ai Seawards, con cui faccio tante cose e a cui voglio mandare un grosso in bocca al lupo per le grandi cose che stanno facendo.

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