Intervista a Simonluca, che canta la libertà e sogna Sanremo

di Leslie Fadlon

“LIBERTÀ” (Ghandi Dischi) è il nuovo singolo di SIMONLUCA, che anticipa il prossimo progetto discografico, uscito da pochi giorni in radio e sulle piattaforme streaming e digital download. Simonluca, in un ballo immaginario con la donna idealmente amata, riflettendo su sé stesso attraverso questo brano, prodotto da Andrea DB Debernardi e Valerio Tufo, realizza di essere cresciuto nel profondo della sua interiorità e si sente finalmente pronto ad affrontare un decisivo cambiamento: allontanandosi da una concezione materialistica del rapporto di coppia, esprime invece tutta la sua volontà di costruire una storia fatta d’amore e passione, autentica e genuina, basata sui principi della fiducia reciproca e della libertà.

Ne abbiamo parlato in questa intervista.

L’intervista a Simonluca

Ciao, hai pubblicato da poco il videoclip di “Libertà” . come nasce questo brano? E di cosa parla?

Sì, il 4 maggio abbiamo pubblicato il videoclip di “Libertà”. Nasce da una collaborazione tra me, Andrea Debernardi e Valerio Tufo, con i quali mi ha messo in contatto la mia manager, Greta Amato, che ringrazio per il magnifico lavoro che sta svolgendo tuttora. Il brano parla di una crescita interiore che permette di allontanarsi da una visione materialistica del rapporto di coppia e porta invece all’affermazione della la volontà di costruire una storia fatta d’amore e passione, autentica e genuina, basata sui principi della fiducia reciproca e della libertà.

Lo accompagna un videoclip interessante, come nasce il progetto?

Il progetto è nato grazie ad una meticolosa ricerca portata avanti da Greta Amato che, dopo aver contattato un serie svariata di registi, è approdata alla scelta definitiva: Stiv Michael che, sia per le sue competenze che per la scelta di una location spettacolare, si è aggiudicato il lavoro; lavorare con lui e tutto il suo team è stato piacevole ed armonioso.

Cosa ci aspetta dopo questo singolo?

Dopo il singolo ci aspetta un progetto discografico che sarà basato sul genere Pop/Latin e caratterizzato da un ritmo “caliente”. Siamo ancora in lavorazione, abbiamo già più di 6 demo (tra cui un paio di brani quasi ultimati), ma per ora vogliamo goderci ancora per un po’ il nuovo singolo, pubblicato da pochissimo .

Quando nasce la tua passione per la musica?

Fin da piccolo numero scelte mi hanno portato ad avvicinarmi all’arte e alla musica: facevo falegnameria, sculture, cucito e già dalle elementari suonavo il flauto traverso. Ho sperimentato vari strumenti musicali, anche se non li ho mai approfonditi quanto il canto che nel 2012 ho cominciato ad esplorare grazie alla conoscenza e alla guida di un nuovo amico. Poi nel 2013 ho scritto le mie prime canzoni che mi hanno spinto ad intraprendere la strada del cantautore e mi hanno portato dove sono adesso .

Hai cominciato a farti conoscere con le cover. Quale tipo di musica prediligi?

Ho deciso, nell’estate del 2016, di provare insieme al mio vocal coach a tradurre delle canzoni molto famose ma cercando di attenermi, sia in fattore melodico che di significato, il più possibile a quelle che erano le originali: una bella esperienza che però non mi consentiva di dar sfogo a quelle che erano le mie personali emozioni, la mia interiorità e quindi, in seguito, ho deciso di concentrarmi di più sugli inediti che sicuramente mi rappresentavano di più.
Io amo la musica Funky e, ovviamente, anche il Pop/Latin: sì può dire che prediliga tutti quei generi in grado di trasmettere un certo tipo di ritmo.

Qual è il tuo palco dei sogni?

Sicuramente Sanremo, il palco dell’Ariston!
Da cantautore italiano è il palco a cui ambisco di più, è uno dei mie sogni; tutti i cantanti italiani importanti sono passati di lì e, chi lo sa, magari prima o poi ci vedrete anche me!

I 3 dischi che non possono mancare nella collezione di chi ama la musica, secondo te?

Non saprei generalizzare così tanto e indicare tre dischi fondamentali per tutti coloro che amano la musica ma, al livello soggettivo e basandomi sulla mia esperienza di vita, potrei azzardare e dirti: Franco Battiato – Voglio Vederti Danzare , Fred Buscaglione – Eri Piccola Così , Jamiroquai – Virtual Insanity.

Che ne pensi della fase 2 per la musica?

Secondo me la fase 2 per la musica potrebbe essere positiva, nel senso che essa è sempre stata un modo per ricordare ma anche dimenticare, quindi potrebbe alleggerire e attenuare di molto tutto quello che stiamo, ahimé, vivendo. Credo inoltre che questa situazione farà scaturire nelle persone più curiosità e voglia di partecipare ai live e che ci darà la possibilità di vedere i concerti sotto un’altra forma, come ad esempio i drive-in che già si stanno diffondendo in Nord Europa.

Infine, quali sono i tuoi sogni nel cassetto?

Uno dei miei sogni è sicuramente quello di “farcela” in ambito musicale, arrivare in alto: sarebbe un traguardo straordinario che sfrutterei per veicolare, attraverso la mia musica, messaggi positivi, come quello di credere sempre in se stessi; mi piacerebbe essere un punto di riferimento per le nuove generazioni e rendere fiera tutta la mia famiglia, sopratutto mia nonna che ha sempre creduto in me.

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