Intervista a Sammarco: un nuovo EP nato per affrontare la tristezza

di Paola Pagni

Niente di speciale’ è l’ultimo videoclip del cantautore Marco Sambinello, meglio conosciuto come Sammarco, che anticipa il nuovo EP ‘Tutte le cose che di te vorrei bruciare’ dal 14 gennaio negli store.

A tre anni dal disco d’esordio ‘La parte migliore’, il cantautore milanese torna con sei tracce semplici e dirette, che racchiudono tutta l’essenza della sua poetica e dei suoi riferimenti artistici.

Pubblicato da Musica Distesa su produzione dell’ex Amor Fou Giuliano Dottori, Sammarco firma musiche e testi che rimandano al più classico immaginario indie pop italiano con momenti di delicata poesia, immediate melodie e una semplicità di arrangiamenti che ha il preciso intento di rendere questo lavoro estremamente diretto.

Abbiamo scambiato qualche battuta con Sammarco, che ci ha spiegato come questo EP sia nato da un momento di dolore adesso superato.

Intervista a Sammarco

Ciao Sammarco, benvenuto su Insidemusic! “Tutte le cose che di te vorrei bruciare” è il tuo secondo EP in uscita: qual è stata la sua genesi?

Grazie Paola, ho scritto le canzoni di questo EP in un periodo di tempo piuttosto ravvicinato, tra aprile e maggio del 2020, nella seconda parte del lockdown, avevo bisogno di affrontare la tristezza ed eliminare le scorie di una relazione finita combattendo allo stesso tempo la solitudine, così ho iniziato a scrivere.

Una volta finita la fase di scrittura ho lasciato sedimentare le canzoni per qualche tempo fino a che un giorno mi sono deciso ad alzare il telefono e a chiamare Giuliano Dottori, amico e già produttore del mio disco d’esordio: “la parte migliore”. Da lì poi, è partito tutto.

Queste sei tracce sono legate tra loro in qualche modo?   

Assolutamente sì, il fil rouge è l’elaborazione del dolore unita al bisogno di evasione, alla consapevolezza di doversi rialzare, stare nel proprio dolore per poter poi rinascere e ripartire. Credo che questo sia il filo che lega le tracce di tutto l’EP.         

Tra queste ce n’è una a cui sei più legato? E Perché?

Se devo sceglierne una direi Spider-Man, credo che nel testo racchiuda bene il sentimento e il senso generale di questo lavoro, anche musicalmente è un perfetto collante tra il sound del vecchio disco e di questo nuovo EP.

Poi c’è un piccolo aneddoto. Ho scritto questa canzone lasciandomi ispirare da un fumetto di “The Amazing Spider-Man” che ho a casa esposto su una libreria dell’IKEA. A un certo punto ho iniziato ad immaginarmi questo super eroe che, uscendo dal fumetto, si muoveva saltando da una parte all’altra del salotto cercando di capire qualcosa di sé e del suo dolore restando bloccato dalla frustrazione di non poter fuggire.

Quanto ha inciso la pandemia sulla tua produzione?

Tantissimo dato che ho scritto le canzoni durante il primo lockdown. Quello è stato un periodo davvero difficile per me, la fine di un rapporto, la solitudine legata allo stare da soli in casa, senza dimenticare la paura che qui in Lombardia si respirava a causa del virus.

Ci racconti invece come è nato il video di ‘Niente di speciale’

Il video di ‘Niente di speciale’ è nato con un’idea ben precisa, ovvero quella di non voler fare un videoclip “convenzionale” ma fare un non-video. Con Lea Palazzetti, mia ragazza nonché attrice ed ideatrice del video, volevamo creare un prodotto fortemente estetico, una fotografia con movimento.

La sua idea era di portare oggetti di uso quotidiano in un ambiente inusuale per farne emergere il contrasto, lo stesso contrasto emotivo che affiora nella canzone.

Dopo l’uscita di questo EP che tutti ci auguriamo vada molto lontano, hai altri progetti nell’immediato futuro?

Nell’immediato no, ma quello che mi piace fare è scrivere canzoni. Quindi il prossimo progetto sarà quello di continuare a farlo guardando a un prossimo lavoro in studio.

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