Intervista a Piero Sidoti : come se il tempo fosse infinito

di Paola Pagni

Da  maggio 2021 è disponibile in digitale “COSMICO“, il nuovo brano del cantautore PIERO SIDOTI che, in un viaggio attraverso il tempo e lo spazio, celebra ogni attimo della vita.

Dopo “Un Posto”, l’intensa ballata ispirata al film di Antonio Padovan “Il Grande Passo”, Piero Sidoti torna con un brano surreale, colorato, incisivo che cela un grido viscerale di amore per la vita.

“Cosmico” racconta l’esistenza nei suoi colori più accesi, per le sue sfumature e per tutte le deviazioni ed insenature a noi spesso intraducibili, ma fondamentali per celebrarne il suo mistero.

«E se fosse possibile viaggiare all’interno delle misteriose maglie del tempo ad un ritmo che ci fa danzare fra passato futuro? Allora ci accorgeremmo che ci siamo sempre stati, dal “6 agosto dell’anno 6 miliardi avanti Cristo” fino “all’anno 4100”. Vestiti di ruoli diversi ma sempre con lo stesso scopo: cercarci!

Con una premessa del genere , siamo stati molto curiosi di approfondire certi concetti con lui, in questo viaggio nello spazio tempo.

Intervista a Piero Sidoti

Ciao Piero, benvenuto su Insidemusic .Come mai questo viaggio nello spazio tempo?

È una situazione in cui si immagina il tempo come un amico, non come una cosa severa che va avanti solo in una direzione. Ci si immagina di essere in un posto senza paura, dove si può andare avanti e indietro nel tempo. E facendolo ci si rende conto che ci si incontra e ci si cerca in diverse epoche storiche.

Addirittura nella tua introduzione di dici “…ci accorgeremmo che ci siamo sempre stati, dal “6 agosto dell’anno 6 miliardi avanti Cristo” fino “all’anno 4100” …che suona quasi come una minaccia (ridiamo)

Ahahaha no oddio in realtà era più una promessa d’amore, ma in effetti può essere anche una minaccia: tanto prima o poi ci rincontriamo (ride). E comunque si intende sempre tra anime che si cercano

Per “Un posto” ti eri ispirato a “Il grande passo” di Padovan: quali sono invece le atmosfere di riferimento per Cosmico?

Per la creazione della canzone mi sono ispirato a questo pensiero sul tempo infinito, poi per quanto riguarda il video, (girato e pensato da Rebecca Serafini, Montato da Fabrizio Cenci, mentre il brano è stato prodotto musicalmente da Simone Giovo e poi Masterizzato da Roberto de Martis n.d.r.), ci siamo ispirati ai murales che fanno a Gemona, con artisti di tutto il mondo che colorano i muri della stazione: ci sembravano rappresentativi sia dei colori del brano, che della gioia della vita che esprime e della sua surrealtà.

Da insegnante di matematica e scienze alla musica, come si conciliano le due cose?

In realtà ho sempre fatto un doppio percorso, sempre suonato e frequentato i teatri. Quindi sono sempre stato vicino alla musica. E sono due mestieri tra i più belli al mondo in cui c’è uno scambio ed una condivisione emotiva, che è sempre diversa ed è molto bella. E poi la matematica ha sicuramente qualcosa in comune con la musica.

Molti premi prestigiosi, dal premio Recanati, finalista al premio De Andrè, targa Tenco: era quello che volevi?

Beh certo ad ognuno fa piacere la vittoria, ma il premio più grande è sempre quello di esibirsi in pubblico e di essere apprezzati e condivisi. Ma vincere sicuramente fa bene all’autostima (ride). Ognuno di noi punta a riempire gli stadi, poi magari come effetto collaterale si diventa un cantautore di nicchia (Ride)

Come pensi di portare avanti questo viaggio?

Sto programmando l’uscita del disco ad ottobre da cui prenderà vita lo spettacolo che sarà una storia teatrale accompagnata dalla musica. Già dall’inizio i brani avevano un filo conduttore che era l’amore, poi a primavere è arrivata l’idea di questo viaggio, di questa fiaba un po’ meditativa che lega la storia alle canzoni e viceversa. Sarà solo voce e chitarra in una dimensione teatrale ed ho molta voglia di condividere tutto questo con il pubblico.

Mi convince molto la coerenza artistica di quello che ho fatto, per come le canzoni alla fine si leghino perfettamente alla storia.

Breve Biografia

Piero Sidoti, nato a Udine nel 1968, è un cantautore e attore di cinema e teatro. Laureato in Scienze Biologiche, intraprende la carriera di insegnante di matematica e scienze, si avvicina alla musica negli anni ’90 e nel 1998 è tra i vincitori del premio “Canta l’autore” e di tre edizioni del “Premio Pavanello“.  

Nel 2004 si classifica fra i quattro concorrenti vincitori del “Premio Recanati“, è finalista al premio “L’artista che non c’era” e vince il “Premio Fabrizio De André” come miglior poesia in musica e miglior cantautore. Nel 2005 viene premiato come miglior artista non prodotto al “Festival Domenico Modugno” e nel settembre 2008 si esibisce al “Tenco che ascolta” a Provvidenti.

Successivamente, nel  2010 esce il primo album a distribuzione nazionale “Genteinattesa” prodotto da Produzioni Fuorivia, distribuito da Egea e con la prefazione di Lucio Dalla (editore di diversi brani) che segue direttamente Sidoti durante la registrazione del disco e con cui l’artista ha avuto la fortuna di collaborare a partire dal 2004.

L’album si aggiudica, nell’autunno del 2010, la”Targa Tenco” come migliore opera prima. Il secondo disco Lalala” viene pubblicato, sempre con Produzioni Fuorivia, a cinque anni dal primo lavoro.

Al disco partecipa Giuseppe Battiston che firma con Sidoti anche la canzone “Sei meno meno“.

Nel 2020 il cantautore partecipa al film Il grande passo di Antonio Padovan con Giuseppe Battiston, Stefano Fresi e Vitaliano Trevisan.

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