Marta Melis degli Exempla: “Non tutti hanno il coraggio di porsi per quello che sono. Vivono nell’illusione.”

Abbiamo conosciuto Marta, voce della rock band italiana Exempla, nei mesi scorsi, quando si apprestava a promuovere il loro album di esordio, Precious. Ci aveva introdotti nel loro mondo, fatto di un caleidoscopio di influenze musicali, in un calderone di idee che ogni componente della band metteva singolarmente nel progetto comune e in quella che lei/loro ama chiamare “tridimensionalità”. Un concetto che ci aveva particolarmente affascinati, per gli Exempla infatti l’uomo è prezioso e può vivere l’amore in tre dimensioni: la dimensione verticale e, quindi, il mistero che ci sovrasta; la dimensione orizzontale, sociale e, quindi, ciò che sta attorno; la dimensione interiore, mistica e, quindi, ciò che sta dentro di lui. La band si fa narratrice di storie di amore e di dolore.
Da qualche giorno è uscito il loro secondo singolo, estratto da Precious, “It’s an illusion” e decidiamo di risentire Marta per parlare di questo brano e di come sta procedendo il loro esordio sulle scene musicali.

Ciao Marta, che piacere ritrovarti dopo alcuni mesi. Cosa ci racconti, come sono stati questi primi mesi dall’uscita di Precious?
Ciao Fabiana, è un piacere anche per me ritrovarti, per una nuova intervista. Questi mesi sono stati intensi, pieni di musica e di soddisfazioni.

E tu come stai, ti senti a tuo agio in questo calderone di impegni ed emozioni?
Si, mi trovo bene. Soprattutto incontrare persone che non conoscevo, con le quali parlare della nostra musica. Affrontare tematiche profonde è per me ulteriore spunto di riflessione personale e anche creativa.

E’ uscito il secondo singolo, dopo la title track, “It’s an illusion”. Già nella nostra precedente chiacchierata abbiamo parlato delle relazioni ai giorni nostri, hai definito bene il tuo punto di vista esprimendo la consapevolezza che l’altro a volte è solo un numero, spesso non ne riconosciamo l’unicità. È forse proprio questa la prima verità che non riusciamo ad ammettere?
Si, proprio così. Anche perchè riconoscere l’unicità dell’altro significa aver accettato anche se stessi come unici… aver cominciato a scoprire la verità di se stessi, ad amare la diversità di se stessi. Cosa non facile. Molte persone non amano la realtà. Anzi, teorizzano che la realtà è quella che vedono loro. Non tutti hanno il coraggio di porsi per quello che sono. Vivono nell’illusione. Credono di essere forti, ma in fondo sono molto deboli. Conoscere e amare i propri limiti ti regala la gioia di una esistenza reale e felice. La perfezione non è di questo mondo.

Nel testo dici, giustamente, che senza verità non ci può essere amore. Che l’amore è chilometricamente distante dall’idea stessa che noi abbiamo di esso. Che idea ha Marta dell’amore, invece?
Credo che l’idea dell’amore che abbiamo tutti è quella edulcorata dalla società in cui viviamo. La società circoscrive l’amore in qualcosa che si sente, che si agita dentro. Certo, il sentire fa anche parte dell’amore, ma si rischia di limitare l’amore a solo sentimentalismo. Per esempio, l’amore com’è compreso dalla gente è una quantità. Ecco perchè l’amore è seguito dalla gelosia. Voglio farmi capire meglio. Se io amo una persona, questa persona ha paura che io possa amare anche qualcun altro. E pensa che, se l’amore è diviso, non ne riceverà più la stessa quantità di prima. Cosa rivela la gelosia? Che l’amore nella mente di molti è solo una quantità. Molti pensano che, se l’amore è condiviso, diminuisce. Allora, tutti si preoccupano di averlo tutto per sè. Il tuo sorriso è un monopolio. Basta che tu sorrida con un altro e subito sorge una discussione. Sei in prigione. Sei reclusa. Molti amanti sono carcerieri l’uno dell’altro. Non puoi sorridere con altri. Per questo, l’amore di molti amanti promette rose, ma sono solo spine. L’amore è qualcosa di più grande. L’amore è una qualità, non è una quantità. La quantità è qualcosa di materiale, la qualità è spirituale. Amare è guardare in modo divino all’essenza di ogni persona. E’ sicuramente difficile, però spero di essere riuscita ad esprimermi.



Passiamo al videoclip del singolo. Il primo mi aveva davvero molto affascinata, così mi sono approcciata a questa nuova uscita molto carica di aspettative. Non deluse affatto. Un video in cui tutte le apparenti fonti di verità sono predominanti, la tecnologia (con i robot, i droni e i computer), fanno vedere l’uomo come una cavia virtuale. Che messaggio vuoi trasmettere?
Il video vuole richiamare l’attenzione su un fatto molto importante. E cioè che, se la tecnologia non è per l’uomo, non è progresso in nessun caso. Non si può sacrificare l’uomo sull’altare della scienza. L’essere umano non è una cavia su cui ogni esperimento sia ammissibile. La persona non è uno strumento di laboratorio che si possa manipolare come si vuole. Dicendo questo, non voglio negare il valore della scienza e della ricerca. Dico solo che la scienza ha limiti posti dalla natura. Se alla scienza competesse piena libertà di azione, sarebbero ammesse sugli uomini tutte le prove. La scienza così si trasformerebbe in una vera e propria aggressione all’uomo. Se si ama la scienza, più della scienza è giusto amare l’uomo.

Per sottolineare l’effetto dell’illusione c’è spesso il ricorso al primo piano di un occhio all’interno di uno schermo, una cinepresa. È una metafora per ricordare, quello che ci insegnava già il Piccolo Principe, che la conoscenza, o la verità, o i sentimenti, dovrebbero essere invisibili, o andare oltre, rispetto alla sola vista?
Penso che, se guardiamo con il cuore, i nostri occhi vedono in profondità. Vedono l’essenziale, come ricordava Antonie de Saint Exupery ne “Il Piccolo Principe”. Racconto magnifico. In questo momento, penso a molti ciechi che io chiamo “vedenti”. Non hanno occhi, ma hanno il cuore per vedere quello che la maggior parte delle persone non vede.

Ad un certo punto del video vediamo sottolineata questa aura di illusione con tre Marta appoggiate allo stesso muro. Penso al concetto fondamentale dell’intero concept album, la tridimensionalità. È una evocazione giusta?
Sì! L’occhio dominante nel monitor esprime il controllo delle idee. Il livellamento delle idee. L’illusione delle idee. Tutto va bene. Ogni idea è buona. Non ci sono distinzioni. Hanno ragione tutti? Penso alla crisi della verità. Il video lo abbiamo decorato di simboli e, tra questi, anche la mia persona ripetuta tre volte è un richiamo alla tridimensionalità, concept dell’Album.

Ti va di ricordarci i prossimi appuntamenti della band?
Ecco, in elenco alcune città dove ci esibiremo. Il 14 Agosto a Scanno, il 20 Agosto a Vasto, il 18 Settembre a Isola del Liri. A Ottobre saremo a Roma, Bologna, Perugia. A Novembre ad Arezzo.  Il mio ringraziamento va a te Fabiana e a tutto il team di Inside Music.