Sofisticato, ma con un’anima selvaggia. Molto concentrato su ciò che fa ed intenzionato a suonare sempre con la massima precisione. A volte ha la luna storta, ma mantiene sempre la sua eleganza e la sua compostezza: si descrive così Manuel Monteiro Mancini, classe ’90, cresciuto tra la movida romagnola ed il mito di Dave Grohl. Abbiamo fatto una chiacchierata con lui in occasione dell’uscita del suo primo singolo ed ecco cosa ci ha raccontato il giovane artista riccionese a proposito del suo lavoro in studio.

Venerdì 24 novembre è uscito Sogni Lucidi (Enterprise 8), il tuo primo singolo. Sogni Lucidi anticipa l’uscita (prevista nel 2018) del tuo primo album solita. Questo progetto è il frutto di una rottura che inevitabilmente ha segnato il tuo percorso artistico. Avresti potuto mollare tutto, invece ti sei rialzato ed hai ripreso a camminare senza voltarti, spinto soltanto dalla voglia di continuare a fare musica. Dove stai andando?

Ho passato dei mesi abbastanza bui, mi sono chiuso nel mio studio ed ho iniziato a scrivere il disco. Adesso mi sento rinato. Questo disco è uno sfogo personale. Era un’esigenza.

Cantautore e polistrumentista. Raccontami come ti sei avvicinato per la prima volta a questo mondo tanto bello quanto difficile. Quando hai capito che la musica sarebbe diventata parte integrante della tua vita?

Proprio l’altro giorno parlavo con un mio amico. Mi ha raccontato un aneddoto: avevamo 6 anni, lui mi chiese cosa volessi fare da grande ed io gli risposi di voler fare il musicista. Per me la musica è tutto!

Il sognatore lucido dirige la trama esplorando e modificando a suo piacimento il suo sogno nel tentativo di sfuggire all’amarezza della realtà. Sogni Lucidi rappresenta, infatti, il tentativo di un ragazzo deluso dall’amore di rimettere insieme i pezzi della sua vita creando nel suo immaginario un amore perfetto: così scrivi a proposito del brano. Ti capita di fare come lui quando ciò che vedi non ti piace?

Sì, lo faccio spesso. Mi piace usare la fantasia. Mi piace sognare e cambiare la realtà. Quando vado ad un concerto, ad esempio, mi capita di immaginare di essere io sul palco a suonare nonostante sia soltanto uno spettatore in quel momento. Lo so, sono folle.

Questo brano è stato scritto da te a quattro mani con Andrea Gallo (già noto per aver collaborato con alcuni dei più grandi nomi del panorama musicale italiano fra i quali Mina e Celentano) ed è stato prodotto da Andrea Piraz (già produttore di Emis Killa, Fabri Fibra e tanti altri). Dunque, sei stato affiancato da dei veri professionisti durante la lavorazione di questo singolo e sarà così durante la lavorazione dell’intero disco. Ecco, parlamene un po’.

Andrea Gallo è un autore davvero in gamba, con lui è nato un rapporto sincero di amicizia. Ci sentiamo quasi tutti i giorni. Andrea Piraz ha fatto un arrangiamento splendido. D’altronde… Un nome, una garanzia! Sicuramente questo è un disco che ha qualcosa da raccontare, è un disco sincero. Stiamo lavorando alla produzione dei brani, alla cura dei suoni. Cerchiamo sempre di raccontare delle storie nelle quali possano riconoscersi più persone.

Nel corso delle prossime settimane andrai in giro a promuovere Sogni Lucidi. So che hai già in programma delle ospitate radiofoniche, ad esempio. Dunque, è un po’ presto per parlare di live e di tour. Ma so anche che domenica 10 dicembre suonerai nella Capitale in un contesto molto particolare. Ti va di dirci qualcosa in più?

Domenica 10 dicembre suonerò a Roma in occasione di Spaghetti Unplugged. Ci saranno diverse sorprese. Per il momento non vi svelo nulla… E vi aspetto sotto al palco!

Adriana Santovito