Intervista a Ditonellapiaga: “Camouflage” è la traduzione del mio mondo

di Giusy Alfano

Camouflage è il nuovo lavoro di Ditonellapiaga, in uscita il 14 Gennaio per Dischi Belli/BMG Italy, ed il 4 febbraio in versione cd album digipack e in vinile limited edition numerata e colorata.

Nascondere per svelare. Camuffarsi in molteplici personaggi per raccontarsi. A se stessi e al mondo. Anticipato dal singolo Non ti perdo mai scritto con Fulminacci. L’album dell’artista romana Ditonellapiaga arriva dopo una serie di folgoranti singoli e due EP: Morsi e la sua variante in chiave elettronica d’autore, Morsi remix.

In coppia con Donatella Rettore, Margherita Carducci (in arte Ditonellapiaga) sarà in gara alla 72° edizione del Festival di Sanremo con il brano Chimica. Insieme ad Ana Mena rappresenterà la concorrente più giovane in gara.

Camouflage: le risposte di Ditonellapiaga

Titolo dell’album ed immagine scelta per la copertina.
“Il nome del disco credo racconti un po’ il leitmotiv del disco stesso, che, essendo un’opera prima e quindi una prima esperienza di approccio a questo lavoro specifico nella mia vita, è ovviamente una raccolta di canzoni che inizialmente erano nate come figlie uniche. E, gradualmente, acquisendo consapevolezza, nel tempo ho imparato a riconoscermi nel filo rosso che rappresenta la mia natura eclettica, oltre che la natura dei miei produttori, con i quali sono fortemente in sintonia.”

“La varietà di stile presente nel disco è riflessa nel titolo, per quella mia peculiarità di apparire quasi… “camaleontica”. L’immagine di copertina non si dissocia da quel medesimo “filo rosso”: in copertina, per l’appunto, è presente mia nonna insieme alle sue amiche -un ricordo della mia infanzia – tra le quali io cercavo di confondermi a tutti costi. Si tratta di un’immagine personale e di grande impatto, che penso possa tradurre quello che poi è il mio mondo personale, oltre che il disco stesso.”

Ditonellapiaga: 13 brani e 12 spiegazioni

“Ci sono canzoni dense e maliziose ed ironiche, così come brani profondamente intimi.”

Morphina.
“Mi sembrava un’ottima intro, è un brano che crea attesa e mistero grazie anche ad una voce “tremolante” che lascia trasparire incertezza rispetto a ciò che accadrà. Morphina è un brano che narra atmosfere lisergiche, è un pezzo sessuale, ma anche un racconto di un clima di vissuto comune, che è quello del clubbing, laddove il contatto tra i corpi crea un grande potenziale erotico.”

Non ti perdo mai.
“È uno dei pezzi che rappresenta maggiormente la mia maturità emotiva, che non equivale necessariamente alla maturità artistica del pezzo stesso. Mi rendo conto che nel momento in cui l’ho scritto ero già nella fase di “accettazione”, avevo cioè raggiunto quel grado di consapevolezza secondo cui alcune persone bisogna portarle nel cuore, ma lasciandole andare ed osservarle da lontano. Io ho scritto le due strofe del brano, mentre Filippo (Fulminacci) ha composto il ritornello: 

“Vai veloce come me, quindi non ti prendo mai, quindi non ti perdo nemmeno”.

 “È come se si trattasse di due binari che corrono paralleli, ma che non si incontreranno mai. Ragion per cui non resta altro da fare che salutarsi ed osservare l’altro da lontano, conservandone l’affetto.” – spiega ancora Margherita – “Si tratta di un pezzo emotivamente forte per me, e Fulminacci ha saputo analizzare ( e psicanalizzare!) alla perfezione le dinamiche, restituendone una traduzione impeccabile. Sono rimasta veramente colpita e contenta del fatto che Filippo sia riuscito a produrre una vera e propria radiografia delle mie emozioni…

Vogue.
“Su Vogue non c’è molto da dire a livello contenutistico, è più un pezzo di stile da ascoltare e ballare. La particolarità risiede nel fatto che è un brano scritto durante il lockdown, utilizzando dei suoni che mi hanno trasmesso le persone che “non aveva nulla da fare” durante la quarantena, per cui il bit è strutturato su dei suoni prodotti in casa. Mi piace che ci sia un po’ di collettività in questo bit. È un pezzo glamour.

Prozac.
“Si tratta di un brano in cui viene fuori della teatralità. Origina da una mia personale emozione, ovvero una condizione di ansia, quella fase di paranoie che ogni tanto viene a trovare tutti noi, e che vede cucito addosso questo personaggio – che rappresenta sempre me stessa, ma in chiave rivisitata – fortemente dipendente dagli psicofarmaci. Un personaggio che mi ha consentito di utilizzare un linguaggio molto clinico e specifico, oltre che di sperimentare a livello musicale.”

Come fai.
“Come fai èil mio pezzo preferito. È anche il primo che ho scritto nel quale mi sono rivista totalmente. È il racconto di una persona per me molto speciale, della quale non sono riuscita mai a parlare prima, un po’ per il timore di non rendere onore alle mie emozioni e sminuirle, un po’ per il timore di fare i conti con la realtà. Questa è la ragione per cui, talvolta, preferisco inventare.”

Spreco di potenziale.
Spreco di potenziale è un brano che narra di un amore incompiuto. Parte molto soft, trasformandosi in un brano groovie successivamente. Mi fa piacere sapere che sia uno dei più apprezzati, però mi dispiace che le persone si siano riviste proprio in questa storia. Credo che in questo pezzo ci sia una forte componente pop, ma anche R’n’B. Mi è piaciuto molto scriverla e giocare con le metriche.”

Dalla terra all’universo.
Questo è un brano con delle sonorità 50’/60’, ma con un bit 2020. Anche qui c’è del soul e del groovie. Mi è piaciuto utilizzare delle sonorità più crude sul ritornello, che si riapre verso strofe dall’indole più romantica. Con i produttori abbiamo coniugato elementi vintage e sonorità moderne. Si tratta di un pezzo dolce, dove per la prima volta non mi lamento di drammi amorosi, ne sono contenta.”

Repito.
“Repito è un pezzo che adoro suonare live. Racconta la storia di un omicidio. Mi è venuta in mente ascoltando il bit, soprattutto il basso che mi ha evocato delle ruote che cambiano spesso direzione su una pavimentazione sabbiosa. Ho immaginato questa auto in corsa, di una donna (inventata) in fuga dall’omicidio che ha commesso. È stato anche un modo per raccontare dell’altro, dandomi la possibilità  di sperimentare con melodie latineggianti e di utilizzare lo spagnolo, che adoro parlare nelle canzoni.”

Connessioni.
“È un pezzo autobiografico. L’ho scritto in un momento in cui non volevo che mi si “rompessero le scatole”. Volevo mollare il telefono ed interrompere i contatti. Ecco, allora, il tema della connessione: una dualità di significati, dove nello specifico parlavo di una persona con cui ero fidanzata e con la quale non avevo connessione. È un gioco di parole e di significati, fra la connessione del telefono e la connessione emotiva tra due persone.”

Tutto ok.
È un pezzo con molte sonorità latin e molto divertente, anche se tratta delle tematiche importanti. 

Altrove.
“È un pezzo a cui sono molto legata, che trae ispirazione dalla mia vita privata e che prosegue con l’invenzione. È una storia d’amore drammatica e generazionale, che si ritrovano a vivere le persone della mia età. L’ansia e l’incombente responsabilità di trovare la propria strada, il cosiddetto “posto fisso”. Spesso, questa cosa, la città la ricorda ancor più, perché ti mette dinanzi a queste realtà continuamente. Ovunque si vada c’è gente che lavora, che fa qualcosa, che è realizzata, e ti suggerisce che probabilmente tu non sai cosa fare, oppure il percorso che hai intrapreso non ti convince più. Quindi è bello scappare, andare lontano dove ci si possa dimenticare delle responsabilità. La storia però ha un epilogo tragico, termina con un incidente stradale.”

Carrefour Express.
“Questa canzone trae spunto da un’esperienza personale, racconta il dramma dell’invaghirsi di una persona, che poi si scopre essere fidanzata. Di frequente capita di volere ciò che non si può ottenere. In questo brano dialogo con una persona che non mi nota e che non presta attenzione alle mie parole, per cui mi sento libera di dirgli tutto.”

Ditonellapiaga: il rapporto con la Comunità LGBT e Donatella Rettore
Sono una supporter della comunità LGBT. Donatella è stata la prima cantautrice italiana, io sono più piccola ed inesperta, ma mi ritengo controcorrente come lei, nel mio piccolo. Probabilmente devo a lei, ed all’apertura delle piste che ha intrapreso a suo tempo, la possibilità di fare quel che faccio.”

La canzone scritta con Filippo “Fulminacci”.
“Questo brano è al 100% autobiografico, narra una mia vicenda relazionale. Ha avuto una gestazione molto estesa, infatti è un testo che ho scritto in più fasi. La prima fase è stata quella della melodia, ovviamente. A livello testuale, invece, ho scritto la prima strofa quando ero ancora profondamente legata alla persona che ritraggo nel brano. La seconda strofa è stata scritta molto tempo dopo, effettivamente mi sono riscoperta una persona diversa, decisamente più forte.
Poi è arrivato Filippo, che è un mio carissimo amico. E lui, senza conoscere la storia, ha scritto un ritornello puntualissimo su quello che provavo. È un ritornello che sento molto mio.”

Moda e scelta dello stile di Ditonellapiaga
“Sono affascinata da tutto ciò che è visivo, per questo mi occupo di tutto ciò che mi riguarda, curo perfino i miei videoclip. Mi piace molto la moda, ma cerco sempre di consultarmi con qualcuno che mi dia una mano. Con Susanna Ausoni, la stylist che curerà il mio look a Sanremo, avremo un gran margine di divertimento. Non posso anticipare chi sarà il brand che mi vestirà, ma posso confermare che sarà diverso da quello che vestirà Donatella Rettore. Sperimenteremo entrambe dal punto di vista stilistico, ma lo faremo in maniera differente, in linea con le nostre personalità.”

Festival di Sanremo e l’attesa
“Come ha anticipato Donatella, il brano che presenteremo a Sanremo vive molto della propria epoca, ha sicuramente una direzione erotica e sensuale. Sono in trepidante attesa, è difficile pensarsi su quel palco senza tremare, ma immagino che lì sopra, emergenti e big, in fin dei conti tremeranno un po’ tutti. Mi consola il fatto che il pezzo sia così vivace che superato un primo momento d’ansia, mi darà l’opportunità di divertirmi.”

Il nome d’arte Ditonellapiaga.
“Avrei voluto raccontare una storia più originale riguardo il mio nome d’arte, ma è semplicemente nato su Instagram come nickname del mio account. Per la mia generazione, il profilo social rappresenta una sorta di avatar. Una volta un mio amico si è rivolto a me chiamandomi proprio “Ditonellapiaga”, così ho pensato che fosse perfetto per rappresentarmi anche musicalmente, è ironico e divertente.”

L’uscita di Camouflage prima del Festival di Sanremo.
“È stata una scelta poco consueta, me ne rendo conto. La pubblicazione di “Camouflage” era già schedulata per questo periodo, dopodiché ho appreso di essere stata selezionata per il Festival di Sanremo. Molto meglio così: per un artista emergente è un modo per farsi conoscere prima del Festival, e non arrivarci da perfetto sconosciuto. Ma è anche un modo per non pubblicare nel periodo in cui escono anche tutti gli altri progetti degli artisti in gara.


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