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INEDITO racconta come ha trovato “Una via d’uscita”

by Alessia Andreon
Inedito una via d'uscita cover

È stato pubblicato il 6 marzo su tutte le piattaforme digitali “Una via d’uscita”, il nuovo singolo di INEDITO, progetto nato all’interno di Yurta Studio.

Un brano che non offre scorciatoie né proclami motivazionali, ma sceglie una strada più rara: quella dell’ascolto.

In un tempo che ci chiede di correre, performare, produrre e dimostrare, INEDITO mette al centro la possibilità di fermarsi. “Una via d’uscita” non è una fuga spettacolare dal caos contemporaneo, ma un gesto semplice e radicale: sedersi, respirare, riconoscere il proprio smarrimento senza vergogna. È una canzone che abita i momenti di buio senza volerli risolvere a tutti i costi, trasformandoli in uno spazio sicuro dove sostare.

Anche l’immaginario visivo racconta questa tensione: una folla sfocata che corre e, al centro, una sedia vuota illuminata. Un invito silenzioso a sottrarsi alla frenesia, almeno per un istante. Perché, come suggerisce l’artista, la vera via d’uscita non è andare più veloce, ma imparare a fermarsi nel momento giusto.

Con una scrittura intima e una poetica che rivendica la sensibilità come forza, INEDITO si rivolge a chi “sente molto” e a chi cerca nella musica non una risposta definitiva, ma un luogo in cui riconoscersi.

INTREVISTA
“Una via d’uscita” nasce dall’esigenza di raccontare momenti di buio e vulnerabilità. Cosa ha dato origine ha spinto a scrivere questo brano?

Questo brano non è stato cercato o costruito a tavolino.

È nato in modo molto spontaneo, in camera mia, mentre parlavo con il mio amico Federico Baroni, anche lui artista.

Era un periodo piuttosto stressante per entrambi e, quasi senza accorgercene, da quella conversazione è nato il pezzo.

È stata una di quelle situazioni in cui la musica arriva da sola: noi non abbiamo fatto altro che accoglierla.

La “via d’uscita” che descrivi, contrariamente a quello che potrebbe sembrare, è una presa di consapevolezza. Quando hai capito, personalmente, che fermarsi poteva essere un atto di coraggio?

Parlare con un professionista di quello che stavo vivendo è stato fondamentale. Mi ha aiutato a osservare meglio ciò che stavo attraversando e a trovare un modo per uscire da quel loop negativo.

Guardando dentro di me ho capito che alla base c’erano soprattutto una grande fretta e un forte senso di inadeguatezza, due sensazioni che spesso ci accompagnano senza che ce ne rendiamo conto.

Nella copertina c’è una folla sfocata e una sedia illuminata, un’immagine è molto evocativa. Come è nata questa idea visiva?

L’idea nasce direttamente dal significato della canzone e da ciò che volevo trasmettere visivamente.

La folla rappresenta la società di oggi: una realtà veloce, frenetica, che corre continuamente. La sedia al contrario invece simboleggia la staticità, un punto fermo. È il luogo in cui fermarsi, rallentare e provare a entrare davvero dentro se stessi.

Il tuo pseudonimo è un vero e proprio manifesto. Cosa significa, per te, rimanere “inedito” in un’industria musicale che tende a etichettare tutto?

Per me rimanere inedito significa prima di tutto rimanere me stesso. Sono sempre stato affascinato dal mistero e questo legame lo ritrovo anche nel rapporto che ho con me stesso.

In fondo sono un mistero anche per me: ogni giorno scopro sfumature diverse della mia persona.

Ho sempre avuto difficoltà con le etichette, perché spesso le emozioni non possono essere rinchiuse in definizioni rigide o in categorie precise.

Si tratta di un progetto di Yurta Studio: che tipo di dimensione creativa e produttiva ha questo spazio nel tuo percorso?

Ho conosciuto i ragazzi di Yurta circa un anno e mezzo fa e, oltre a un rapporto professionale, è nata anche una forte amicizia. Per la mia crescita è stato fondamentale incontrarli e avere accanto persone che credessero davvero in me.

Penso che ogni artista abbia bisogno proprio di questo: qualcuno che veda il tuo potenziale e ti aiuti a farlo emergere.

Dopo “Una via d’uscita”, quale sarà il prossimo passo di Inedito? Stai costruendo un percorso più ampio?

In questo anno e mezzo di lavoro ho scritto e concluso diverse canzoni.

Oggi c’è una serie di brani pronti a uscire nei prossimi mesi, pezzi che raccontano e racchiudono una parte importante della mia vita negli ultimi anni.

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