“ In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio e Dio era il Verbo.

Questi era in principio presso Dio.

Tutto per mezzo di lui fu fatto

e senza di lui non fu fatto

assolutamente nulla di ciò che è stato fatto. “

Inizia così, con queste controverse parole che hanno fatto scervellare teologi, linguisti, religiosi ed esoteristi, il più bello e mistico dei Vangeli: Il Vangelo di Giovanni.

Giovanni l’Evangelista viene considerato dalla tradizione cristiana come patrono dei fabbricanti di candele, dei teologi e degli studiosi, riconosciuto a livello religioso ed esoterico come portatore Luce e Sapienza; per tale motivo divenne il simbolo dei Templari, degli Gnostici e di una delle più importanti società Massoniche, I RosaCroce. La sua nascita coincide con il solstizio d’inverno, con quel momento dell’anno in cui il buio lascia spazio alla luce, i giorni diventano più lunghi, i semi sono pronti a germoliare, la terra è pronta a rinascere.  Giovanni, è colui che annuncia il nuovo inizio.

A differenza degli altri Vangeli, quello di Giovanni , non solo è un capolavoro di scrittura ed esoterismo, ma ci fornisce la chiave essenziale per mettere in pratica ciò che il Nazareno (Nazir = Maestro) desiderava l’umanità comprendesse: Padre, Figlio e Spirito coesistono e cooperano dentro ognuno di noi.  Attraverso la parola (verbo) suggerita dalla spirito (anima), il figlio (uomo) può  realizzare miracoli in Terra grazie alla saggezza del Padre, ovvero il Sé Superiore.

Il Vangelo di Giovanni ci aiuta quindi a lavorare sulla nostra Luce e sulla connessione con il Sé e con il Tutto, al fine di mettere a frutto nostra vera identità. Qualcuno nel mondo della magia ha scritto che l’incantesimo altro non è che un modo per“chiamare” le cose e farle arrivare a noi. Per i massoni – Architetti dell’Universo – la parola è un mezzo per costruire  il mondo a propria misura, per i cristiani , la Parola è la preghiera attraverso cui chiedere affinché qualcosa ci venga dato.

Il Vangelo di Giovanni ha come merito principale quello di essere un testo capace di mettere “d’accordo” cristiani, stregoni e massoni,  perché alla base di ognuna di queste “fedi”  c’è un comune “credo”: La Parola è la base della creazione, della magia, del contatto con il divino.

Bisognerebbe iniziare a comprendere che non è il mondo ad essere cattivo, sono le nostre parole ad esserlo, e più parole di odio, rabbia, sangue, dolore, rancore usiamo nella nostra quotidianità, nel web (e verso noi stessi), più l’universo ci restituirà quello che noi stiamo creando, perché noi siamo anche le nostre parole. Ci definiamo con ognuna delle parole che scegliamo di utilizzare. La parola è un mezzo di Luce, un modo intimo di comunicare con il nostro Sé, un’arma potente e andrebbe scelta con doviziosa cura, perché come disse un altro Giovanni, molto più contemporaneo dell’Evangelista: “Chi parla male, pensa male e vive male. Bisogna trovare le parole giuste: le parole sono importanti!”

Un venerdì di 44 anni or sono, esattamente il 25 maggio, giunse il tempo per un’anima antica di tornare a giocare sulla Terra, con lo scopo di diventare finalmente un uomo adulto e trovare la propria vera identità. Così, sotto il sole dei Gemelli (il segno zodiacale che rappresenta la parola), in una Montepulciano in fiore, venne al mondo Francesco Bianconi che da lì a qualche anno diverrà cantautore e leader della band Baustelle; un’anima che farà della Parola il mezzo per guarire le ferite lasciate aperte dalle precedenti vite. Bianconi ha scelto per sé una lezione karmica davvero difficile. Nelle sue precedenti esistenze fu eternamente bambino. Dipendeva e si nascondeva dietro i forti, i liberi, i ribelli, assetato di un nutrimento emotivo proveniente dall’esterno, da gratificazioni fatte esclusivamente di altrui attenzioni.

Non voglio crescere, andate a farvi fottere” canta nella sua celebre Charlie fa Surf, perché di incarnazione in incarnazione è stata l’unica verità conosciuta. D’altra parte, pero’, l’infantilismo divenne la sua corazza. La spensierata fanciullezza fu il guscio con il quale proteggere il suo interno ricettivo, profondo, estremamente empatico, capace di interrogarsi come pochi sul perché della vita e della morte, (tema che ritorna in questa esistenza nell’album Fantasma) sul perché del dolore, della gioia, dell’Essere.  Un bambino capace di osservare e sentire tutte le energie del cosmo e in un certo senso geloso di quell’ingenuità che temeva il mondo adulto avrebbe potuto portargli via.

La sua anima mancò di coraggio, di tenacia, di voglia di farcela perché sempre sommersa e vincolata da una emotività talvolta ingestibile, quasi violenta e ritorna sulla Terra per diventare qualcuno, per affermarsi, per essere un leader concreto. Sceglie di nascere nell’epoca dei ribelli, dei rivoluzionari, nella complessa generazione che ha Urano e Plutone in Bilancia. Le energie Uraniane della reazione, della creatività, della lotta per la libertà non le ha mai utilizzate prima d’ora. Le ha osservate di vita in vita, anelate,  e in questo viaggio diventano fondamentali per comunicare al mondo ciò che lui sente.

Plutone sempre nel pacato segno della Bilancia porta con sé quella voglia atavica di essere apprezzato, ma in una veste più adulta, poiché si mescola con il desiderio di dare piacere agli altri.  L’arte di comunicare diventa quindi il veicolo con cui prendere e dare, in un incessante bisogno di scambio intellettuale. Sole, Venere, Mercurio e Saturno sono tutti in Gemelli perché probabilmente resta ancora ancorato alla sua voglia di restare piccolo, bambino, spensierato, ma a differenza delle altre vite ora sa comunicare, sa trasformare come un alchimista gli stati d’animo in parole, sa comprendere la sottile linea che separa Ragione e Sentimento e sa indagare l’animo senza farsi sopraffare, ma intellettualizzando e trasformando la violenza in amore e creatività.

Non può rinunciare però alle emozioni intense.  La sua luna brilla nel segno dei Pesci (come quella di Lucio Battisti) esaltando anche in questa vita la profonda connessione con le parti più nascoste dell’inconscio, dell’anima, di quel del sentire viscerale e disperato che viene tramutato in poesia e musica. Una luna congiunta al battagliero Marte, perché la guerra per Bianconi si combatte con la sensibilità, con l’intuizione, con la capacità di entrare nella pelle del prossimo e aiutarlo.

Lo scopo della sua esistenza è di gettare un ponte tra il suo mondo interiore e l’esterno per concretizzare ciò che lui sente facendolo diventare reale. Deve dimostrare a se stesso che crescere può portare grandi soddisfazioni, che è abbastanza forte, libero e coraggioso da poter essere lui l’eroe. In questa vita scopre il suo valore: Padre, Figlio e Spirito cooperano per renderlo, attraverso la musica, protagonista della sua esistenza e della sua generazione.

A gennaio 2017 viene pubblicato il settimo album in studio della band, L’Amore e la Violenza, il 14 marzo successivo le radio suonano il secondo singolo tratto del disco, un brano emblematico, dal titolo il Vangelo di Giovanni.  Bianconi canta “Il Vangelo di Giovanni, la mia vera identità” e proprio il videoclip del brano racconta in maniera a tratti commuovente cosa possa significare per un anima sensibile come la sua liberasi dagli strascichi karmici, combattere contro le proprie false credenze per diventare un uomo con la propria identità.

Tanti cari auguri a te, Francesco.

Ornella Stagno

BAUSTELLE – “IL VANGELO DI GIOVANNI”