Il teatro della gente: Cristiano Cremonini omaggia così la sua Bologna

di Paola Pagni

Questo dicembre è uscito l’ultimo libro scritto e illustrato dal tenore bolognese Cristiano Cremonini, intitolato Il Teatro della Gente – Persone, eventi e storie del primo teatro pubblico d’Italia dalla sua nascita all’Ottocento. Da Farinelli a Wagner, edito da Calamaro Edizioni.

Un testo pensato per tutti: appassionati e neofiti. Lo scopo che si prefigge è di raccontare in breve, ma con dovizia di dettagli e verve tipicamente petroniana, la grande tradizione musicale legata al Teatro Comunale (inaugurato nel 1763 su iniziativa del Governo cittadino).

Ma anche di Bologna, città creativa delle arti, vista attraverso i protagonisti dello scenario lirico internazionale che qui hanno studiato, lavorato, soggiornato o vissuto a lungo fra Settecento e Ottocento: Farinelli, Mozart, Rossini, Donizetti e Verdi… fino ad arrivare a Wagner.

Proprio la musica del celebre compositore tedesco infatti, approda per la prima volta in Italia 150 anni fa, proprio al Comunale (Lohengrin, 1871), influenzando, in seguito, tutti gli illustri esponenti della cosiddetta Giovane Scuola Italiana: Puccini, Mascagni, Giordano, Catalani…

Il volume è corredato da 12 ritratti di celebri maestri del melodramma disegnati a china e carboncino dallo stesso autore, copertina inclusa.

cristiano cremonini

Cristiano Cremonini e l’opera

Cristiano Cremonini si innamora dell’opera molto presto, come lui stesso dichiara :

Sono entrato per la prima volta al Teatro Comunale di Bologna all’età di 15 anni, per vedere il Sigfrido di Richard Wagner con la regia di Pier’Alli. Dirigeva Peter Schneider.

Ho assistito a quella rappresentazione dal loggione, come i veri melomani: dopo aver fatto giorni prima il consueto iter. Code su code e ripetuti appelli per garantirmi il posto (quasi un’epopea!); insomma, si poteva già dire da allora che ero “pazzo” per l’opera”.

Così, a ventuno anni debutta nel Don Carlo di Verdi al Teatro Sociale di Mantova.

Alternando ruoli principali a quelli di carattere, nella sua ventennale carriera teatrale ha debuttato una quarantina di titoli operistici, fra cui dieci prime rappresentazioni assolute, spaziando dal repertorio settecentesco a buona parte di quello ottocentesco italiano fino al Novecento e alla musica contemporanea. 

L’amore per l’opera porta Cristiano Cremonini anche a scriverne a scopo divulgativo, per far si che questo mondo così ricco di aneddoti e meraviglie, diventi alla portata di tutti.

Non è un caso quindi che il teatro comunale di Bologna si definisca ” Il teatro della gente”, come viene spiegato nella sinossi del libro:

Perché il Teatro Comunale di Bologna si può definire il “teatro della gente”?

Perché appartiene a tutti.

È il 1756 quando il Senato bolognese ne stipula l’atto di nascita: il “Nuovo Pubblico Teatro” viene realizzato su iniziativa del Governo cittadino. Tutti gli altri grandi teatri italiani erano ancora espressione di un potere assoluto.

Su progetto di Antonio Galli da Bibbiena, viene inaugurato il 14 maggio 1763 con Il trionfo di Clelia. Libretto di Metastasio, musica di Gluck scritta per l’occasione. Un avvenimento d’importanza nazionale che raggiunse ben 28 repliche.

La storia del teatro e della sua città si intreccia con quella dei grandi protagonisti dello scenario lirico nazionale e internazionale: Farinelli, Mozart, Rossini, Donizetti, Verdi… fino ad arrivare a Wagner. La sua musica approda per la prima volta in Italia proprio grazie al Teatro Comunale di Bologna(Lohengrin, 1871).

Gli altri libri

Ed infatti questo non è il primo libro scritto da Cristiano sull’opera, che anzi arriva dopo i primi due, che vi invitiamo a scoprire:

– Tenore all’Opera (Pendragon Edizioni, 2013) network “Bologna City of Music Unesco” (prefazione di Piero Mioli): QUI
– Opera d’amore (Pendragon Edizioni, 2015) network “Bologna City of Music Unesco” (prefazione di Fabrizio Festa): QUI

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