Il soul di Al Castellana nel nuovo album: “The right place to be”

di Alessia Andreon

Si intitola “The right place to be” il nuovo album di Al Castellana, uno dei rappresentanti del soul contemporaneo italiano più amato all’estero, ma anche uno dei pionieri dell’Hip-Hop italiano che, dopo le numerosissime collaborazioni degli Anni ’90, negli ultimi anni si è dedicato alla realizzazione dei suoi album in inglese. Il primo singolo è balzato subito in testa nella UK Soul Chart, una grande soddisfazione per l’artista triestino. Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata, innanzitutto su quale sia il posto migliore dove stare e sulla possibile riscoperta della musica R&B in Italia, soprattutto in questo momento.

Al, è un piacere riascoltare la tua musica dopo un bel po’ di tempo… Che hai fatto in questi quattro anni?

Ho fatto un sacco di altre produzioni, in realtà ti posso dire che il disco era già pronto parecchio tempo fa, poi ci sono stati alcuni impedimenti, non ultima la pandemia mondiale… Io sono uno che se la prende comoda e se l’album non è come lo voglio posso rifarlo anche cento volte, quindi mi sono preso tutto il mio tempo per fare un bell’album e spero di esserci riuscito!

Ricalcando il titolo dell’album, qual è il tuo “The right place to be”?

Il mio posto giusto dove stare potrei dirti che è casa mia, sul mio divano, circondato dagli affetti più cari e ovviamente con la musica. Quello che volevo intendere con questo titolo è che qualsiasi posto dove stai bene può essere “The right place to be“; mai come in questo periodo abbiamo avuto così un disperato bisogno di serenità. Quindi potrei essere in qualunque posto ma l’importante è che ci siano musica, amore e tranquillità intorno a me. Con l’album volevo trasmettere innanzitutto un messaggio positivo e insistere sul fatto che non bisogna mai forzarsi a stare in un posto dove non stai bene.

Love Is Here” in pochi giorni ha conquistato la top ten della classifica radio UK Soul Chart, segno che la tua musica è molto apprezzata all’estero. Secondo te, quali sono gli ingredienti giusti per una canzone?

Io scrivo sempre essenzialmente per far star bene me stesso: parto da questo presupposto e immagino un mondo dove quello che piace a me, piace anche agli altri; però sono consapevole che l’industria discografica non funziona così: prevede anche delle situazioni che io non ho mai accettato. Se mi chiedi quale sia l’ingrediente giusto è l’ispirazione: posso dirti che se mentre scrivi sei ispirato, trasparirà dal brano e qualcosa comunicherà anche a chi lo ascolta. Se scrivi con lo stampino probabilmente uscirà un lavoro artificiale e se ne accorgeranno anche gli altri. Ho sempre cercato di scrivere per me stesso, senza stress.

Ormai scrivi prevalentemente in inglese?

Si, diciamo che ormai è da 3-4 album che lo faccio, perché in Italia, come ben sai, la musica soul non ha tutta questa visibilità. Io ho fatto tanti pezzi in italiano, con vari artisti, come Neffa, Fabri Fibra, Sottotono, Ghemon e tanti altri e però mi son detto: perché non provare a fare la mia musica in inglese? Sai, l’inglese, anche a livello di linguaggio e metrica ci sta molto meglio su una canzone punk o soul. Ho provato e devo dire che il primo album è piaciuto molto. Ora abbiamo un management inglese e dopo esser stati al primo posto della UK Soul Chart abbiamo capito che il progetto inglese ha funzionato, quindi perché non tentarci ancora? Nulla esclude che un giorno mi rimetta a cantare in italiano.

Abbiamo sentito tante volte accostare il tuo nome ad altri artisti con cui hai collaborato, hai qualche progetto di collaborazione nel prossimo futuro?

Ci sono alcune idee, che non vorrei anticipare, però ci sono dei miei amici che prossimamente potrebbero rendermi qualche favore (ride), di conseguenza non ti nego che c’è nell’aria l’idea magari di qualche cosa che potrebbe coinvolgere degli artisti con cui ho collaborato in passato, quindi state accorti, come si dice dalle mie parti!

Dato che abbiamo parlato del fatto che l’inglese si adatta meglio per la musicalità della lingua. Secondo te è possibile una riscoperta dell’R&B in Italia, come è già avvenuto negli anni ‘90?

Diciamo che negli anni ‘90, sulla scia della famosa golden age dell’Hip Hop, qualche prodotto R&B si comincia a vedere, poi chiaramente è subentrato un discorso di vendite: se con Beyoncé non si vendono diecimila copie fisiche in Italia, perché devo promuovere il tuo album? l’R&B non vende abbastanza. Se poi andiamo ad esaminare le varie carriere ci son tanti gli artisti che hanno iniziato con R&B, anche Tiziano Ferro. La vedo dura ma, con questa svolta verso il digitale magari sarà la volta buona e si comincerà ad allargare la nicchia di amanti di questo genere; lo spero e fino a quando avrò voglia sarà la mia missione.

La vera chicca il vinile special edition a tiratura limitata, dove si può trovare?

Il formato vinile è disponibile sul sito di Aldebaran Records; è un’edizione speciale di 300 copie, 180 grammi, numerate a mano, con la cover soft touch con colorazione interna. Inoltre con l’LP sarà incluso anche un 7’’ esclusivo con due remix: Deda/Katzuma (Sangue Misto) e Deva.

0

Potrebbe interessarti