Il Muro del Canto è una band romana, in ogni suo strumento, in ogni suo componente: la sua essenza lo è.

La band è reduce da un anno di stop, nel quale è stato composto il nuovo album, il quarto, intitolato La Vita è Una. Anche il singolo è stato presentato: La vita è una. Nel video è presente Marco Giallini, storico attore romano anch’egli, noto al grande pubblico per il ruolo de Er Teribbile in Romanzo Criminale.

Il Muro del Canto è Daniele Coccia (voce e testi), Alessandro Pieravanti (voce narrante e percussioni), Ludovico Lamarra(basso elettrico), Eric Caldironi (chitarra acustica e pianoforte), Giancarlo Barbati Bonanni (chitarra elettrica e cori) e Alessandro Marinelli (fisarmonica). Daniele Coccia ha anche pubblicato un album solista: Il cielo di sotto del 2017, da cui l’omonimo singolo, il cui video è stato diretto da La Grande Onda. Si ricorda anche la collaborazione col Piotta, da cui è nato il singolo Domani è un altro giorno. 

Il Muro del Canto è una band capace di elevare lo stornello a valore universale: di unire concetti e popoli con i suoi ritmati, folkeggianti, con la fisarmonica, con i testi ricercati come una poesia di Giuseppe Gioacchino Belli. Un unicum a Roma, sia per la precisa scelta di cantare in dialetto che per la qualità strumentale e contenutistica. Partirono nel 2012 con L’Ammazzasette, pubblicato da Goodfellas, che prende ispirazione dalla fiaba dei fratelli Grimm. Un viaggio in un mondo bucolico ma tragicamente realistico.

L’utilizzo di strumenti tipici della tradizione, nella musica de Il Muro del Canto, contribuisce a creare un’atmosfera mitica attorno alle loro opere. Da sempre impegnati nella solidarietà, tennero nel 2012 uno speciale concerto a Rebibbia. Proseguirono poi con Ancora ridi del 2013, il cui missaggio fu affidato a Tommaso Colliva (che aveva già lavorato con gli Afterhours), ed ancora più folk: l’atmosfera che si respira è western, quasi da Trilogia del Dollaro.

Si passa poi A Fiore de Niente, album estremamente nichilista pubblicato nel 2015. Il linguaggio è crudissimo, lontano eoni da l’aria che si respira nella musica: i testi non sono artefatti, spesso viene utilizzato il linguaggio colloquiale, a livello di modi di dire e lessicale, tipico di Roma. E’ una poesia popolare, ma fatta dall’Italia migliore.Il suono si compone di molteplici sfumature che vanno dal folk americano al blues più ruvido, passando attraverso melodie familiari agli chansonnier francesi che, annerite, romanizzate e spinte verso il rock arrivano a lambire il punk.

Ed ora siamo in attesa del nuovo album, che uscirà a fine anno. Nell’attesa, ci godiamo il singolo La Vita è Una.

Photogallery di Agnese Ruggeri

A cura di Giulia Della Pelle