Il documentario su Ghali: Dai Palazzi ai Palazzetti. Su Youtube

Di Ghali si è detto molto. E’ stato accostato ad altri trapper, quali il contestatissimo Sferaebbasta, oppure lo si è osannato. Una cosa, su di lui, ci sentiamo di dire: è un ragazzo con buonsenso. 

Ghali Amdouni, classe 1993, nato da genitori tunisini a Milano, è un trapper. Ma lui preferisce evitare le definizioni, e lasciar parlare la sua musica: per togliersi di dosso quell’alone di fenomeno costruito, ha rilasciato questo documentario su Youtube, Dai Palazzi ai Palazzetti. Perchè? Perchè è giusto che tutti abbiano accesso.

“Cioè non voglio, non voglio, non voglio permettere che questo meccanismo in cui sono entrato, e che è inevitabile entrarci, mi faccia fare la musica nel modo che ho sempre odiato, nel modo che ho sempre non voluto… io voglio fare musica perché mi piace!”

Ghali ha fin da subito, nel lontano 2016, un successo straordinario. Il suo primo singolo, Ninna Nanna, è record di streaming Spotify, seguito poi da Pizza Kebab e Happy Days, che preludono al debutto intitolato semplicemente “Album”. Che non sia un trapper come gli altri lo dimostra la settima traccia del suo album di esordio: “Ora d’aria”, traccia da un significato profondo, getta numerose critiche alla società moderna.

Ghali continua, nell’intro del documentario:

I pezzi fighi che ho fatto li ho fatti perché mi stavo divertendo, perché avevo la mente libera, perché non mi interessava di strategie. Io quest’anno ho avuto una pressione allucinante per sto cazzo di pezzo che non è uscito, per ‘sto Cara Italia che mi ha oscurato e che è difficile fare uscire un’altra roba… addirittura certe persone è come se avessero smesso di crederci.

Io stavo lavorando al tour e avevo la mente completamente impegnata nel tour e non riuscivo a fare nient’altro, avevo mille pensieri, mille cose che vanno bene, devo stare attento a quello là… tutte cose che non mi facevano lavorare bene alla musica. La mia creatività quest’anno è andata tutta sullo spettacolo.

Al fine di non spoilerarvi nulla, vi lasciamo alla visione del documentario, che sicuramente aprirà a nuovi fan – magari un po’ più snob – la musica (trap o no) di Ghali.

PH: Andrea Melaranci

2019-01-08T11:55:23+00:00 8 Gennaio 2019|News|0 Commenti