I Tamè si presentano con l’album “Ma tu”

di Alessia Andreon

Venerdì 30 aprile è uscito “Ma Tu, l’album d’esordio dei Tamè, anticipato dal singolo “Pasanè, prodotto da Natty Dub, membro fondatore dei Funk Shui Project, e pubblicato da Phonarchia Dischi.

A raccontarci l’album e le canzoni racchiuse al suo interno è Giò, il cantante e musicista che, per l’occasione, si fa portavoce della band guidandoci in un percorso tra passato e presente, speranze e timori, di cinque giovani uomini che si affacciano all’età adulta in una realtà torinese ricca di opportunità ma lontana dalla provincia da cui provengono.

Tamè

Ciao Giovanni, innanzitutto ti chiederei di presentarci i tuoi compagni di avventura e di palco…

Siamo in cinque, io sono Giovanni e sono il cantante, ma suono anche le tastiere e la chitarra, dipende un po’ da quello che c’è da suonare, ma principalmente canto, Emanuele (detto Lele) è il batterista e viene da San Giovanni Rotondo in provincia di Foggia, il bassista invece è di Bardonecchia e si chiama Tommy, il chitarrista Matteo (detto Bucco) è di Villareggia in provincia di Torino e infine Sandro (detto Sanders) è il tastierista della band e viene da Genova.

La nostra età media è di 28 anni, viviamo a Torino da un bel po’ e ci siamo conosciuti quando eravamo studenti fuori sede. Oramai abbiamo quasi tutti finito gli studi e siamo rimasti a lavorare qui.

Vi siete conosciuti all’università?

È una lunga storia…. Cinque anni fa io e Sanders ci siamo conosciuti tramite comuni amici universitari e avevamo messo su un’altra band. Dopo qualche tempo Tommy e Bucco hanno iniziato ad orbitare intorno al gruppo e così sono nati i Tamè, la band com’è oggi.

Parliamo del vostro primo album “Ma tu”….. come lo descriveresti?

L’album “Ma Tu” è uscito il 30 Aprile per Phonarchia Dischi, che è un’etichetta indipendente di origine Toscana che si occupa anche di altri gruppi della zona di Torino.

Ma tu” è formato da 9 tracce, anche se, in realtà, sono 10 perché quella centrale, “Un po’”, aveva un’introduzione molto lunga e ho deciso di dividerla per separare la parte strumentale e facilitare l’ascolto della canzone vera e propria.

L’album è stato prodotto da Stefano Casalis aka Nutty Dub dei Funk Shui Project, un duo Hip- Hop che ha lanciato anche il rapper torinese Willie Peyote. Rappresenta una grande esperienza al nostro servizio e lavorare con lui ci ha fatto migliorare molto, non solo per quanto riguarda la scrittura, ma soprattutto dal punto di vista della produzione.

Il nostro genere musicale di riferimento è la scena indie italiana, quello che ormai è diventato il pop negli ultimi anni, con la forte influenza di artisti come, appunto, Willie Peyote, Ghemon e Davide Shorty, che stanno unendo la musica Black, il Groove nu soul e future soul e le melodie pop cantate in italiano. Questo tipo di musica sta conquistando una fetta di pubblico sempre maggiore e quindi stiamo uscendo nel momento giusto.

Ascoltando l’album mi pare di trovare un filo conduttore nel passaggio all’età adulta. È così?

Le canzoni sono nate in momenti d’ispirazione e poi sono state elaborate successivamente; i testi invece li ho scritti in un periodo in cui stavo affrontando dei cambiamenti dal punto di vista personale, stavo entrando nel mondo del lavoro e, quindi, riflette alcune dinamiche tipiche di questo passaggio. È una riflessione a tuttotondo sull’essere umano che entra nell’età adulta e che fa i conti con le proprie debolezze, non solo come individuo, ma anche come comunità e generazione.

Alcuni brani sono il racconto, dal punto di vista psicologico, di questa transizione.

Pasanè” è anche nei suoni, oltre che nel titolo, tipicamente del sud. Vi piace richiamare le vostre origini…

Pasanè” racconta una storia tipicamente meridionale. È il terzo singolo estratto dall’album ed è un po’ il nostro biglietto da visita. Sapevamo che era un brano molto forte, sia a livello strumentale che di testo. Il titolo è frutto di una ricerca di una parola accentata, per renderla più musicale e richiamare sempre il dialetto.

Il caso ha voluto che mi ispirassi alla storia della nonna di Bucco che, quando era molto giovane, si trasferì dal sud a Torino e da tutti è conosciuta come Pasanella, dal nome Maria Pasana, anche se noi affettuosamente la chiamiamo nonna Nella. È sua la foto di copertina del disco, quando aveva 17 anni, è una foto d’epoca. “Pasanè” racconta dell’andare via da realtà molto piccole, della provincia del Sud Italia, dove non cambia mai niente e se cambia è in peggio. Andare via da questo tipo di realtà spesso significa quasi rinnegare le proprie origini e allontanarsi da qualcosa che ti ha lasciato troppe ferite.

Con la canzone vorremmo stigmatizzare questo comportamento, perché il passato, per quanto possa essere stato difficile, è comunque parte della nostra crescita; se siamo anche solo somiglianti a quello che volevamo essere, in parte lo dobbiamo a quello che abbiamo vissuto. La canzone si conclude con la frase “quand’è che tornerai a casa Pasané, perché qua sta morendo tutto e se non torni ci sarà poco da fare”. Qui il riferimento è al mio vissuto personale, perché ormai per me è abbastanza tragico tornare nella mia città e vedere che il tempo sembra essersi fermato.

La realtà torinese, negli ultimi anni, è molto interessante, musicalmente parlando…pensi sia frutto anche del melting pot che tra studenti fuori sede e torinesi di seconda generazione, si è creato?

Si, c’è una realtà molto interessante, stanno nascendo tantissime proposte artistiche valide. Questo è sempre positivo. Nel mio modo di vedere le cose, questo è sempre positivo: unire trascorsi differenti in nuove realtà genera creazione.

Avete appena presentato l’album, quindi adesso sarete impegnati nella promozione?

Ieri c’è stato il primo live; saremo in tour in alcune città italiane da qui fino a fine agosto e ne siamo molto felici perché non è scontato per degli emergenti avere delle date questa estate. Sui nostri social c’è tutto il calendario.

In questo periodo in cui siamo stati fermi ad aspettare di poter tornare a suonare abbiamo continuato a scrivere, quindi in autunno uscirà sicuramente nuova musica.

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