“I miei amici immaginari” di Emanuele Colandrea, la recensione

di Leslie Fadlon

Pubblicato il 23 aprile, “I miei amici immaginari”(29 Records) è il nuovo Ep di Emanuele Colandrea. Una serie di canzoni che realizzano un piccolo concept dedicato alle rimpatriate con gli amici immaginari, quelli che ci hanno sempre colmato il bicchiere mezzo vuoto e che ci hanno spronato a diventare sognatori spericolati. “I miei amici immaginari” è l’espressione folk di una poetica gentile, votata alle piccole cose, alla vita nella sua autenticità. E non si tratta, effettivamente, solo di amici ”immaginari”. Infatti, ogni brano vede la partecipazione di un artista (o amico) diverso: per “Il mio amico parla male” Lucio Leoni, per “I miei amici immaginari” Roberto Angelini e per “Siamo stati alla moda” Galoni. Originario della provincia di Latina, Emanuele Colandrea esordisce con il suo progetto solista nel 2015, dopo le fortunate esperienze con i Cappello a Cilindro e gli Eva Mon Amour. In bilico tra la poesia e il cantaurato più essenziale, Colandrea dipinge universi semplici, intrisi di sentimenti antichi e valori indispensabili.

“I miei amici immaginari”

Qualche mese fa, “I miei amici immaginari” ci era stato anticipato da un singolo, di cui era stato girato anche un videoclip: “Il mio amico parla male” con Lucio Leoni.

Ed è proprio “Il mio amico parla male” ad aprire l’Ep: un brano di grande dolcezza dedicato al concetto, fondamentale, di amicizia. Che parla delle tante differenze che coesistono tra umani. Il racconto cantato da Emanuele Colandrea incontra il pianoforte di Urbano Belfiore e la voce dell’artista romano Lucio Leoni. La seconda traccia, invece, è la title track e parte all’insegna di una chitarra ricca di allegria. “I miei amici immaginari” segna l’incontro tra Emanuele Colandrea e la lap steel guitars di Roberto Angelini. La terza e ultima traccia di questo ridente e splendido Ep si intitola “Siamo stati alla moda”. A unirsi alle note e alle parole di Emanuele Colandrea è, in questo caso, Galoni. La canzone parla di crescita, di evoluzione, di consapevolezza. ”Il tempo è di chi sa aspettar la sera” è una strofa che ci fa riflettere, in questa vita frettolosa. Soprattutto oggi, mentre viviamo un momento di pausa anche dalle relazioni sociali. In questo senso “I miei amici immaginari” ci regala una compagnia, più di prima, necessaria. E ci fa pensare a quanto sarà bello, quando tutto questo sarà passato, poter passare del tempo anche con gli amici non immaginari, sotto il palco di un concerto ad esempio, per ascoltare collaborazioni speciali come quelle comprese in questo Ep anche dal vivo.

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