I GREEN ISLAND ci fanno conoscere “La canzone del Sol”

di Alessia Andreon

“LA CANZONE DEL SOL” è il secondo singolo dei GREEN ISLAND, con la produzione di Sveno Fagotto e Alessandro Presti e registrato c/o i MobSound Recording Studios di Milano.

L’originalità del brano del duo abruzzo-pugliese è data da un mix di tempi e atmosfere molto variabili all’interno della stessa canzone, che creano una melodia sicuramente d’impatto, ma che necessita di qualche “avviso ai naviganti” per permettere anche ai musicisti meno esperti di poter trovare i suoi numerosi accordi, senza dover ricorrere a
video tutorial o spartiti.

Ecco quindi una frizzante chiacchierata con i GREEN ISLAND, che si definiscono “comici fra i cantanti e cantanti fra i comici” per via del loro stile che riserva sempre un posto privilegiato all’ironia nel testo di ogni loro canzone.

Ho letto che siete grandi amici, prima ancora che colleghi. Come nascono le vostre canzoni?

È difficile da dire perché ogni canzone ha una storia diversa e nasce in maniera diversa. Possiamo però dire che, di solito, nascono in maniera inaspettata ed in momenti improvvisi. La famosa ispirazione improvvisa esiste (!) , ma purtroppo non basta, infatti una volta buttata giù la bozza perdiamo tanto tempo insieme a confrontarci per perfezionare la canzone.

Da bravi musicisti avete anche pensato a chi avrebbe dovuto cercare gli accordi e avete fatto una sorta di video che è un tutorial per altri musicisti. Vi capita spesso di dover dare le istruzioni per l’uso?

Beato chi ci riesce! Le istruzioni per l’uso sono molto spesso delle ulteriori complicazioni. Noi preferiamo usare oggetti semplici e suonare le canzoni che abbiamo scritto noi, almeno non abbiamo bisogno di niente.

Nel descrivere la canzone dite che “sorprende continuamente l’ascoltatore”, precisando anche “nel bene o nel male”. Significa che avete paura che l’ascoltatore rimanga un po’ spiazzato?

Forse paura è una parola esagerata per il contesto, ma crediamo che ci sia il rischio che ciò possa accadere per qualche ascoltatore. Sia ben chiaro: è un rischio che abbiamo deciso di correre con grande serenità. Può sembrare una frase forte, ma l’ascoltatore non deve essere considerato in fase di scrittura e registrazione della canzone (altrimenti essere originali diventa davvero quasi impossibile).

Il vostro stile è a metà tra la musica e la comicità: il fatto che siate partiti dallo Teatro Zelig lo dimostra. Quanto c’è bisogno di ironia e leggerezza dopo questi due anni?

Come diceva il grande Proietti “io non mi fido delle persone che non sanno ridere”. Noi la pensiamo allo stesso modo. Al di là di quello che molti pensano, l’ironia non è il contrario della serietà, ma, al contrario, per noi le persone serie sono anche ironiche. Per questo pensiamo che ci sia bisogno di ironia sempre, ma chiaramente in questo periodo un po’ di più.

Questo è il vostro secondo singolo, state lavorando ad un progetto più ampio per il futuro?

Abbiamo molti singoli già pronti che abbiamo in mente di registrare il prima possibile, ma quello che ci preme di più è tornare a suonare dal vivo con continuità. Siamo all’antica, per noi il live ha ancora un ruolo fondamentale nella vita di una band

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