I concerti che vorrei vedere nel 2021

di Dalila Giglio

Non commettiamo l’imperdonabile errore di farci pie illusioni, cedendo a facili entusiasmi o allarmismi: il 2021 non sarà, almeno in parte, troppo dissimile dal 2020.

Tornare alla vita di prima per come l’abbiamo conosciuta sino a gennaio dello scorso anno non sarà, ragionevolmente, possibile ancora per un po’, sicché riesce difficile immaginare di potersi “assembrare” su un prato o all’interno di un palazzetto o di uno stadio in attesa che il cantante o il la band del nostro cuore compaia sul palco e ci faccia cantare, saltare, abbracciare, battere le mani e abbracciarci al suono della sua musica…eppure…sognare è lecito, quasi doveroso di questi tempi, e auspicare che qualcosa del genere possa accadere quanto prima, lo è ancora di più…soprattutto per chi, come me, ha sempre considerato i concerti tra le esperienze più belle e significative che l’uomo possa sperimentare nell’arco della propria esistenza.

Il mio ultimo concerto risale a novembre del 2019, un lasso temporale lunghissimo, che si traduce in una sempre più acuta crisi d’astinenza, alla quale non vedo l’ora di poter porre fine.

Pensando ai live a cui mi piacerebbe assistere nel corso di quest’anno, mi sono venuti in mente 4 artisti che non ho mai avuto il piacere di ascoltare dal vivo, oltre al mio gruppo preferito, che chiaramente sognerei di vedere in concerto almeno una volta l’anno.

Ne è venuta fuori una sorta di “desiderata” dei concerti per 2021, che ora vado a riportarvi, rigorosamente in ordine sparso:

Greta Van Fleet

Sono giovani, carini e, soprattutto, bravi: molto, molto bravi. I loro live sono esplosivi, dice chi ha avuto modo di vederli suonare dal vivo -e vedendone qualche sprazzo in TV, ho avuto la netta sensazione che stessero asserendo il vero- e fanno davvero sperare che la musica rock sia ancora viva e in buona salute. Stanno cercando di scrollarsi un po’ di dosso l’etichetta di “cloni” dei Led Zeppelin: ma ispirarsi a una band cui si somiglia musicalmente non è un reato, tanto più se si tratta dei Led Zeppelin. In Italia non sono ancora così noti e le possibilità che facciano più date in giro per lo Stivale sono piuttosto basse, ma, se dovesse accadere di averli a portata di mano, mi scapicollerei a sentirli.

Maneskin

Se state pensando che ho un debole per i gruppi, state pensando correttamente. Hanno solo vent’anni e quindi si perdona loro tutto, dai look anni ’70 alle foto di nudo artistico al marketing sfrenato che gira attorno alla loro imberbe gioventù, e lo si fa perché, seppure giustamente ancora acerbi, sono talentuosi. Mi piacerebbe sentirli al punto che sarei disposta a superare il terribile imbarazzo che proverei a infilarmi nella massa di ragazzine e mamme adoranti presenti ai loro concerti.

Aerosmith

Solo da poco mi sono resa conto della notevole quantità di loro pezzi che mi piacciono e che sentirei a ripetizione; forse non gli ho tributato la giusta attenzione, sino a oggi, e rimediare andando a sentirli suonare dal vivo, sarebbe un ottimo modo per farmi perdonare questo affronto.

Vasco Rossi

Ebbene sì: sono una di quelle pochissime persone che, a quasi 38 anni, non sono mai state a un concerto del Vasco nazionale. Urge rimediare quanto prima a questa imbarazzante lacuna musicale.

Litfiba

Dulcis in fondo, i miei preferiti. Come tutti i loro fan, non vedo l’ora di tornare a sentirli suonare insieme e di provare quell’ impagabile sensazione di rassicurante piacere che si avverte solo quando si ha a che fare con qualcosa che ci suona familiare. Che l’appena trascorso quarantennale di carriera, possa essere l’occasione giusta.

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