Gli ELETTRICA e il new indie rock come promessa

di Marianna Grechi

ELETTRICA” è l’album d’esordio degli ELETTRICA, disponibile da venerdì 17 maggio, in distribuzione The Orchard. Il disco, anticipato dai singoli “FAMMI MALE“, “MAI +“, “COME UN FILM“, “VOLA” e “CARA ROVINA“, e arricchito di 4 tracce inedite, esplora le complesse sfaccettature dell’amore, dall’innamoramento alla rottura, dalla perdita alla passione.

Il trio milanese degli ELETTRICA – sotto la direzione artistica di Davide Autelitano (Divi) dei “Ministri” – esplora il connubio tra l’energia pura e senza filtri dell’indie rock fatto di chitarre distorte e la loro vena romantica pop, invitando l’ascoltatore a intraprendere un viaggio emotivo che riflette gli alti e bassi provati nelle diverse fasi di un amore appassionato e tumultuoso.

Abbiamo chiacchierato con Damiano per conoscere meglio la band ed ecco cosa abbiamo scoperto!

Ciao Damiano, benvenuto su InsideMusic! Il vostro primo album come ELETTRICA è uscito il 17 Maggio, avete avuto la risposta che vi aspettavate?

Non ci aspettavamo una risposta! Quindi in realtà sta andando alla grande

Come avete scelto il vostro nome, ELETTRICA?

Avevamo escluso a priori tutti i nomi inglese anche se suonano meglio, ma volevamo dare uno stampo italiano. Non so bene come ci siamo arrivati ad ELETTRICA, forse era il periodo in cui iniziavano a girare le prime biciclette elettriche e l’abbiamo preso da lì. All’inizio ci sembrava troppo rock e metallaro. Poi però ci è piaciuto molto come nome sintetico e l’idea della saetta come logo. Noi stessi essendo un trio siamo molto asciutti e senza fronzoli.

Mentre come vi siete conosciuti tu, Dario e Andrea?

Cercavamo tutti e 3 una band nello stesso momento. Era appena terminato il covid-19. Mi sono sentito con Andre perchè ci avevo già lavorato insieme in alcune serate e abbiamo iniziato a suonare con un altro batterista delle canzoni che ho scritto negli anni in cui ho vissuto in Inghilterra. Poi ho incontrato Dario per caso ed è stato amore a primo live, c’è stata una chimica da subito e siamo partiti in quarta.

E quali sono le vostre principali influenze?

In generale, ci rifacciamo all’indie rock inglese degli anni 2000 vorremmo rivedere un ritorno anche in Italia. C’è stata quell’ondata di cui hanno fatto parte anche i Ministri e i Verdena, ma poi si è tutto un po’ assopito. Ecco perchè quando dobbiamo etichettarci ci definiamo new indie rock, come un nuovo manifesto. Comunque le nostre influenze sono sicuramente un mix, ci sono i Verdena, i Tre Allegri Ragazzi Morti, i Ministri, ma anche Billie Eilish e Calcutta. Credo che sia inevitabile sentire queste influenze nel disco.

Vista la tua esperienza all’estero non hai mai pensato di scrivere i testi in inglese?

A Londra avevo un mio progetto. Suonavo da solo, creavo delle basi in diretta, è stato estremamente stressante e non riuscivo a godermi l’esperienza. Comunque in quel periodo scrivevo in inglese, come ho sempre fato fin da piccolo, ma credo di non essere mai riuscito ad esprimermi al meglio, come farebbe un madrelingua. In italiano posso esprimermi toccando di più chi mi ascolta.
Non è stato semplice all’inizio, anzi una tragedia. Perchè l’inglese ha di natura una musicalità più semplice. Ma basta cambiare l’approccio, in italiano è molto più soddisfacente.

I testi che hai scritto per quest’album sono esperienze tue?

Sì sono tutte cose vissute. Tutte le storie di rottura che racconto sono ancora di quel periodo in cui sono scappato a Londra dopo la fine di una relazione. Come un film invece risale al tempo che ho vissuto in Spagna invece.

Invece come avete incontrato Davide dei Ministri?

Noi suonavamo da un po’, avevamo delle demo con un sound un po’ osceno, perchè non avevamo l’attrezzatura giusto. Però i concerti andavano bene. Io conoscevo i Ministri perchè avevano frequentato il mio stesso Liceo a Milano e mio fratello era amico loro. Io comunque ero fan, per disperazione ho provato a scrivere sia a Fede che a Davide dei Ministri chiedendo un consiglio. A quel punto lui mi ha dato appuntamento e ci siamo trovati bene, io non sapevo nemmeno che lui producesse, quindi poi è nata l’idea dell’album.

Cosa c’è nell’estate degli ELETTRICA?

Abbiamo molte date che faremo uscire presto su Instagram. Ti posso dire che nell’immediato noi stiamo portando avanti questo progetto che abbiamo a cuore e permette a gruppi emergenti di suonare, un collettivo a Milano che si chiama FRESH NIGHT. Il 13 Luglio faremo un festival al CIQ, un centro sociale in zona Corvetto, non abbiamo un grosso budget ci mettiamo tanto impegno e faremo suonare circa 20 artisti emergenti.

Come consigli di ascoltare ELETTRICA?

L’idea è quella di un viaggio, quindi perchè no? SU un treno o su un aereo mentre si sta scappando, magari proprio verso Londra.

Chi sono gli ELETTRICA

Siamo gli ELETTRICA.
Indie rock trio e romanticismo pop da Milano.
Formati nell’estate 2022 abbiamo mosso i primi passi nella scena musicale con attitudine indipendente, distorsioni e testi in italiano.
La nostra musica suona di sfide interiori e sogni infranti, ansie, occasioni mancate e storie di amore moderno: la voglia di urlare e scomparire in un mondo che sembra soltanto un sogno lontano.
Dopo la release di demo non ufficiali, abbiamo avviato un piccolo tour indipendente di quindici date per i locali del Nord Italia, in particolare a Milano, la nostra città. A fine di marzo siamo arrivati alle orecchie di Davide Autelitano, frontman de “I Ministri”, che da allora si occupa della direzione artistica del progetto.
Venerdì 3 novembre esce il singolo d’esordio ufficiale “FAMMI MALE”, racconto di una storia d’amore moderna combattuta tra autolesionismo e follia. 
A dicembre torniamo con un nuovo singolo,“MAI +”, un brano per raccontare la fine di un amore tormentato, seguito a gennaio dal terzo singolo “COME UN FILM”, inserito in sanguegiovaneRock Italia e New Music Friday di Spotify, a marzo dal quarto singolo “VOLA”, e dall’ultimo singolo “CARA ROVINA”, pubblicato il 12 aprile.
 

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