Giudizio Universale. Michelangelo and the Secrets of the Sistine Chapel

Giudizio Universale. Michelangelo and the Secrets of the Sistine Chapel“.

Lo spettacolo prodotto da Artainment Worldwide Shows con la consulenza scientifica dei Musei Vaticani, ha debuttato questa settimana all’Auditorium Conciliazione di Roma.

Lo show ideato da Marco Balich mette insieme alcuni dei più grandi talenti internazionali del mondo della musica, del teatro, del video per offrire al pubblico un viaggio sensoriale unico, un’esperienza emotiva che ha come protagonista principale uno dei luoghi più importanti e ammirati del mondo: la Cappella Sistina.

 «Con “Giudizio Universale” abbiamo voluto creare uno spettacolo completamente nuovo, in cui la genesi di un capolavoro dell’arte universale viene raccontata mixando tutti i linguaggi che il mondo del live entertainment ci mette oggi a disposizione; il tutto nel più rigoroso rispetto dell’opera di Michelangelo” – dichiara Marco Balich . 

Marco Balich direttore artistico e produttore di Cerimonie Olimpiche, da Torino 2006 a Rio 2016, per questo progetto si è avvalso della collaborazione di artisti di indiscussa fama internazionale come Sting – oltre 100 milioni di dischi venduti con i Police e con la sua carriera da solista – che ha arrangiato e interpretato il main theme song originale, il “Dies Irae” cantato in latino:

«Quando ho visto la Cappella Sistina sono rimasto folgorato dal genio di Michelangelo. Fare una “colonna sonora” di una simile visione è un’esperienza mistica. Questo spettacolo mi ha permesso di spingermi in un ambito per me inedito e di lavorare con artisti incredibili».- dichiara Sting.

Protagonista assoluto dello show è il maestro Michelangelo, la cui voce nella versione italiana è stata doppiata da uno dei nostri migliori artisti nostrani, che ci ha dimostrato la sua poliedricità proprio durante l’ultimo festival di Sanremo Pierfrancesco Favino.

Abbiamo avuto il piacere di partecipare allo spettacolo serale di Sabato 17 Marzo, vi raccontiamo le nostre impressioni.

Un “numeroso auditorium”. Appena giunti all’ingresso dell’Auditorium ci siamo trovati davanti una folla tanto numerosa quanto inaspettata. Giovani, meno giovani e famiglie con bambini riempivano la grande sala, in attesa di uno spettacolo che, molto probabilmente, nessuno si sarebbe aspettato tanto stupefacente.  Tra gli spettatori di questa meraviglia numerose star dello spettacolo, Fiorello e Baglioni solo per citarne alcuni e numerosi giornalisti di carta stampata e tv.

Una commistione di generi. Il più grande pregio di questa opera unica nel suo genere è la perfetta armonia tra generi diversi:  danza, recitazione, musiche, video proiezioni e fragranze (attraverso l’utilizzo di tecniche tipiche del cinema in 4D che permettono di far percepire agli spettatori anche gli odori, come l’incenso), il tutto legato in un racconto che trasporta il pubblico nel 1508, dove con ampie e precise pennellate si racconta la storia che lega l’arte del maestro Michelangelo (così lo definiscono i due papi che si alternano sul palco) e il Soglio Pontificio. Dalla prima richiesta di Giulio II, il quale chiederà a Michelangelo di abbandonare la sua vocazioni di scultore per affrescare la Cappella Sistina con le immagini della Creazione e dei primi racconti della Genesi, all’ultima fatica che il nuovo pontefice eletto, Clemente VII, chiederà al grande fiorentino 30 anni dopo: raffigurare il Giudizio Universale.

Così la grande sala che ci ospitava si è riempita delle proiezioni di opere d’arte e della stessa Cappella, permettendo così allo spettatore di immergersi completamente con ognuno dei cinque sensi in questa realtà cosi meravigliosamente raccontata. Una realtà, dicevamo, ben rappresentata dal realismo suggestivo reso dalle proiezioni e dalla meticolosità dei costumi degli attori ma che si permea della magia dell’arte e ci invita in un viaggio nella grazia dell’opera di Michelangelo e nel suo intrinseco misticismo, inevitabile risultato quando si uniscono la sensibilità di un artista di tal calibro e la profondità sapienziale dei racconti biblici.

Le reticenze dell’artista. Buona parte dei dialoghi fra Michelangelo e i due Pontefici hanno lo stesso leitomotiv, ovvero la diffidenza del talento fiorentino a cimentarsi in quest’opera pittorica; difatti sembra quasi che papa Giulio II debba sforzarsi nel convincere Michelangelo ad accettare l’incarico di cotanta opera, tanto difficile quanto onorifica, data la ritrosia di quest’ultimo ad abbandonare il suo caro marmo. Del rapporto “Creazionistico” con il marmo del Buonarroti  ce ne parlano le prime scene dello spettacolo, in cui grazie ad un sapiente gioco di scenografie movibili, luci e bravura degli attori sul palco, viene comunicato ai presenti tutto l’amore di Michelangelo per la scultura e la sua predilezione per questa forma d’arte. I dubbi però vengono risolti con una scena molto suggestiva, in cui l’artista sale su di una lunga scala verso il cielo stellato, che si stende sulla volta della sala dell’Auditorium, come a significare la lunga scalata verso la magnificenza. Per aspera ad astra!

Il “nostro Giudizio”. Vi assicuriamo che scrivere queste righe non è stato facile, poiché la bellezza a cui abbiamo avuto il privilegio di assistere è stata talmente tanta e di tale splendore che le nostre poche parole non hanno il potenziale di esprimerla. Inoltre, non vogliamo svelarvi troppi dettagli e segreti dello spettacolo perché è uno show che merita di essere vissuto con tutta la sorpresa e la meraviglia che ha inondato noi. Invitiamo quindi, sicuramente tutti ad accorrere all’ Auditorium Conciliazione per assistere ad una rappresentazione che, siamo sicuri, vi lascerà a bocca aperta.

Potete trovare le prossime date e tutte le info utili sul sito ufficiale di: Giudizio Universale.

di Luca Angelini

 

 

 

 

 

2018-03-18T13:09:19+00:00 18 marzo 2018|Live Report|0 Commenti