Giorgia ed il suo Oronero Tour al Palalottomatica: live report e photogallery!

È stata  la prima data romana dell’Oronero Tour di Giorgia a risvegliarmi da quel torpore invernale che mi aveva impigrito più del solito. Probabilmente non potevo scegliere data migliore di questa per terminare il mio lungo letargo musicale.

La voce potente della cantante capitolina, che stasera giocava in casa, ha riscaldato un Palalottomatica al completo, correndo da una parte all’altra dello spettacolare palco a 360° , dove al centro svetta un imponente bianco albero della vita. Con il suo calore ha sciolto anche quegli ultimi sprazzi di gelo che ci erano rimasti ancora addosso dopo l’inaspettata nevicata di lunedì scorso.

Si spengono le luci e si accendono gli animi, non appena dal parterre salgono sul palco i musicisti seguiti di lì a poco da Giorgia stessa che si fa strada tra il caloroso pubblico sulle note di Oronero, costeggiando tutto il palco fino a che non sale su e dà ufficialmente inizio allo spettacolo che prosegue con Il mio giorno migliore e È l’amore che conta, dividendosi equamente in tutti e quattro i lati del palco.

Ci ritroviamo qui insieme a festeggiare questo anno e mezzo di Oronero, suo ultimo album, e ci presenta subito i suoi compagni di viaggio che la supportano in maniera egregia durante queste due ore e mezzo di pure godimento: Gianluca Ballarin alle tastiere (ha curato anche tutti gli intermezzi musicali della serata), Giorgio Secco alle chitarre, Claudio Storniolo al piano, Mylious Johnson alla batteria e il direttore musicale Sonny T al basso.

Dopo la nuovissima Chiamami tu, Giorgia entra dentro l’albero al centro del palco che si schiude pochi secondi dopo e lei, giacca scintillante addosso, intona Mutevole, con cui raggiunge altezze stratosferiche, non solo per il piedistallo che spunta improvvisamente dal nulla e che la eleverà di nuovo, solo dall’altro lato, quando sarà il turno di Tu non mi ami.

Il palco è in continuo movimento ed è tutto uno spettacolo sia per gli occhi che per le orecchie, grazie anche agli Psycho Drummers che riempiono il primo intermezzo, la accompagnano su Vivi davvero per poi lasciarla sola ad abbracciarci con Scelgo ancora te.

È il momento del cambio d’abito, per cui lascia la scena ai suoi musicisti che insieme a suggestivi effetti di luce riempiono il secondo intermezzo con brani come Hey Joe e American Woman.

Abbandonata la tenuta sportiva, la cantante romana sale di nuovo sul palco e ci abbandoniamo tutti insieme all’incanto di Quando una stella muore e non riusciamo a non emozionarci quando parte la prima nota di Gocce di memoria, che faceva da splendida cornice al film di Ferzan Ozpetek, La finestra di fronte.

Per far fronte a qualche piccolo problema tecnico, ci intrattiene dicendo che è successo tutto quello che poteva succedere, dalla porta che non si apriva alla giacca che si rompe cinque minuti prima di iniziare, ma si sa, questo è il bello della diretta. Fortunatamente si risolve tutto subito e in men che non si dica un numeroso gruppo di ballerini invade il palco per supportarla nella movimentata coreografi di Regina di notte per poi andarsi a prendere una standing ovation a chiusura della tripletta emozionale, composta da Come saprei, E poi, Per fare a meno di te, che ti fa quasi finire la riserva di lacrime a tua disposizione.

Stavolta tocca alla banda jazz Men in Bass il compito di riempire l’intermezzo mentre gli instancabili tecnici spostano ancora le postazioni sul palco e sarà la stessa banda ad accompagnarla nell’allegra e vivace esecuzione di Tu mi porti su.

È il brano Come neve (senza Mengoni) a chiudere la scaletta prima dell’uscita di scena, ma sappiamo che ancora non è finita, che abbiamo ancora un po’ di tempo per avere ancora la mente staccata da tutto quello che ci succede intorno, per cui eccola che ritorna e si cimenta in un divertente mix di canzoni che ci riporta a 20 anni fa, alternando Britney Spears a Whitney Houston, passando per gli Aerosmith fino ad arrivare a Céline Dion e al nostro tanto amato Titanic, con un’interpretazione da urlo di My Heart Will Go On.

Da brividi è anche l’omaggio ad Alex Baroni con un’intensa interpretazione della sua Onde, a seguito della quale tutto il pubblico si alza in piedi applaudendo più forte che può e che Giorgia stessa invita a non sedersi per cantare e ballare insieme a lei il pezzo finale di questo show, Credo.

È giunto dunque il momento di lasciare il palazzetto, e addosso mi sento ancora i brividi. Fosse stato qualche giorno fa, li avrei probabilmente attribuiti al freddo, sbagliando, perché sono quei brividi che ti entrano sotto la pelle e ti restano lì per un po’, come conseguenza di una voce che arriva da un altro pianeta, che ti entra dentro, ti scava, ti fa fermare il respiro per un attimo, ti emoziona fino all’inverosimile fino a che non hai più lacrime da versare.

Ancora tanti di questi anni sui palchi dal vivo, Giorgia, affinché queste nuove generazioni possano essere così fortunate come noi a poter godere di questo dono di cui ci hai reso partecipi e di cui ti ringrazieremo per sempre.

Camilla Sabatini

 

Di seguito la scaletta:

 

  • Oronero
  • Il mio giorno migliore
  • È l’amore che conta
  • Chiamami tu
  • Mutevole
  • Vivi davvero
  • Scelgo ancora te
  • Hey Joe/American Woman (band)
  • Quando una stella muore
  • Non mi ami
  • Gocce di memoria
  • Regina di notte
  • Come saprei
  • E poi
  • Per fare a meno di te
  • L’eternità
  • Vado via
  • Tu mi porti su
  • Di sole e d’azzurro
  • Marzo
  • Uno fra tanti
  • Come neve

 

Encore:

 

  • Per non pensarti
  • Baby One More Time/My Love Is Your Love/I Don’t Want To Miss A Thing/My Heart Will Go On
  • Onde
Giulia Della Pelle

Wannabe ricercatrice e wannabe scrittrice. Amante dell’improbabile e del surreale. Adoratrice del Sole e dei dati statisticamente consistenti.

2018-03-04T11:55:58+00:00 4 Marzo 2018|Live Report|0 Commenti