Ghemon live a Roma: live report e photogallery di un ”brivido di felicità”

di Leslie Fadlon

Siamo all’auditorium parco della musica di Roma ed è la serata dedicata al “E vissero feriti e contenti tour 2021” di GHEMON, che vede l’artista portare sul palco la magia del suo ultimo disco “E vissero feriti e contenti” (Carosello Records/Artist First). Nella scaletta tanti brani legati a tutta la sua carriera, che lo ha visto di recente salire sul palco del Festival di Sanremo con “Momento Perfetto”.

Il live di Ghemon all’Auditorium Ennio Morricone

Con la sua vocalità intensa, una super band ed un sound potente e trascinante, anche questo live di Ghemon si presenta come una festa entusiasmante. E la festa ha effettivamente inizio con “Piccoli brividi”, grazie alla quale ci pervade quella gioia per cui, come nel brano, “non vedi più le nuvole, dentro di te”. Seguono le paranoie di “Tanto per non cambiare”, mentre un ritmo sensuale ci porta sulle note di “Nel mio elemento”. La Cavea si infuoca sempre di più, e finisce quello che Ghemon definisce “il riscaldamento”. Battiamo tutti le mani a tempo per dare avvio alla bellissima “La tigre”. Sotto una “luna capace di illuminare”, come quella della Capitale, si intona la splendida “Difficile”. Parlando di consapevolezza di sè, cantiamo “Tra le mie braccia stringo ciò che sono diventato”, sulle note di “Adesso sono qui”. E continuiamo a sorridere alla vita con “Buona stella”, mentre una breve pioggia prova a bagnare un po’ il pubblico dell’auditorium. Ghemon ci ricorda come nei suoi brani abbia sempre cantato la vita e che spera che le persone possano ritrovarsi nelle sue storie (anche quelle di Instagram). E, tra un aneddoto ed una storia di fantasia, arriva così la prossima canzone, “Trompe l’oeil”. “Inguaribile e romantico” ci fa pensare all’amore che salva, prima che arrivi in scaletta la meravigliosa “Rose viola”. Continuano ad essere grandi emozioni, quelle che ci regalano Ghemon e la sua band. Cambia il ritmo, e si fa più intenso, mentre inizia “Champagne”, che parla di amori finiti, un po’ come fa “Cosa resta di noi” trattando però il tema dell’amicizia.

Foto di Giusy Chiumenti

Le dita schioccano e si va sull’r’n’b di “Due settimane”. Si balla, per quanto possibile da seduti, e alla domanda “Siamo carichi?” il pubblico risponde con fragore. Così, le luci si riaccendono con la compiaciuta e positiva “Non posso salvarti”, durante cui Ghemon presenta la sua splendida band, composta da Fabio Brignone al basso, Vincenzo Guerra alla batteria, Giuseppe Seccia alle tastiere, Filippo Cattaneo Ponzoni alla chitarra, Ilaria Cingari e Sabrina Fiorella ai cori. Segue la riflessiva “Lucido”, con i suoi cori e sussurri su errori e rimorsi; giunge infine il momento di “Momento perfetto”, che come detto all’inizio dell’articolo, ha portato Ghemon sul palco dell’Ariston in questo 2021. Si parla di amore sulle note funk di “Infinito”, per poi passare alla dolcezza e alla gioia di vivere di “In un certo qual modo“. Dopo qualche battuta si torna alla musica con la splendida “Un’anima”, che mixa con una cover. ‘‘Titoli di coda” rende ancora più calda la serata, nonostante si parli di delusioni.

Arriva il momento di un piccolo break ad anticipare il bis, mentre ci avviciniamo alle 23.

Lo stile e la leggiadria di Ghemon ci portano per mano su “Questioni di principio” che si mescola con “K.O.” e poi con la sensuale “Magia nera”. Per chiudere, dopo i ringraziamenti, Ghemon sceglie “Un temporale”, uno dei brani che ne ha spianato la strada e che anche oggi resta attuale e ricco di significato: quello della lotta che siamo costretti a fare per esistere. E anche se questa sera il temporale lo abbiamo quasi scampato, la musica di Ghemon ci ha regalato gocce di bellezza straordinaria, impregnando l’aria di un’atmosfera musicale unica nel nostro paese, quella di un cantautore sincero che nel far propria l’unione di rap, soul, funk, r’n’b e musica italiana continua a sfornare capolavori che ce lo fanno amare sempre di più.

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