Chiude con il live dell’avellinese Ghemon il Noisy di quest’anno, reduce dal successo di Sanremo e da un lungo tour che lo sta portando nei Festival più importanti d’Italia.

In apertura diverse band (ammetto di essere arrivato in ritardo e di non averle ascoltate tutte), tra cui spiccano i TheRivati, band partenopea che da anni fa muovere i culi della scena campana e anche quelli del resto dell’Italia e che anche ieri sera a suono di funk, per 18 minuti, hanno fatto ballare l’Arena Flegrea che piano piano andava sfidando il maltempo, che purtroppo ha colpito Napoli in questi giorni.

Sono le 23:00, la band di Ghemon si schiera e parte la musica. Tutto vestito di bianco, a suon di groove (forte il batterista), inizia a cantare e non si ferma un attimo, così come il pubblico che per quasi due ore corre dietro a Ghemon che propone un live di spessore, di qualità e direi anche sopra gli standard dei live italiani. Un mood, delle sonorità e degli arrangiamenti che riportano molto all’estero, che fanno pensare ad un mix che va dal soul al pop, passando per il gospel e toccando alla fine l’hip hop, qualcosa che qui in Italia sentiamo davvero poco spesso.

Il live si presenta molto ordinato, pieno e quasi perfetto. La band e Ghemon dimostrano una sinergia e un’armonia che fanno capire quanto sia pronto per il “salto di qualità” e per un pubblico ancora più grande, cosa che aveva già dimostrato quest’anno al Festival di Sanremo con “Rose Viola” che ieri ha fatto emozionare non poche persone nell’Arena e che quest’estate lo sta portando in giro per alcuni dei festival più importanti d’Italia.

Uno spettacolo divertente e fresco, che fa concentrare a pieno il pubblico sulle canzoni, con una scenografia molto semplice che presenta solo una scritta con il nome “Ghemon”. Ghemon che si scatena, non sta fermo un secondo e che parla davvero poco. Spicca il valore dei singoli componenti, una band giovane che da mazzate. Basso e batteria fanno da padrone e con le loro ritmiche fanno capire cosa vuol dire “portare il tempo”, non da meno le chitarre e le tastiere, che insieme alle due coriste, che ballano per tutto il concerto, hanno saputo accentuare la bellezza della voce principale.

Un live, quello di Ghemon, interessante e raro, che spinge a tornare a riascoltarlo live e che apre le orecchie a chi non conosce bene la sua discografia ad ascoltarla meglio. Bei testi, bella intensità e molta forza, che ti portano a muovere i piedi e a sbattere le mani a suon di musica. Un live che merita davvero tanto, un’artista che sa sorprendere e che vale la pena approfondire. Speriamo di ritornare presto ad un suo live e invitiamo gli amanti della musica, a strizzare un occhio a questo interessante artista che sembra davvero bene come sorprendere.

Live report a cura di Nicolò Annibale