Il 20 aprile 1992 andò in scena un evento unico, il Freddie Mercury Tribute Concert, uno dei più grandi eventi musicali in ricordo di Freddie Mercury, frontman dei Queen scomparso prematuramente il 24 novembre 1991 all’età di 45 anni, in seguito all’aggravarsi di una broncopolmonite resa letale dall’AIDS.

Istrionico, carismatico, irriverente, esuberante, eccentrico. Freddie Mercury non era solo un cantante, ma un Artista genialmente ambizioso e lungimirante. Un uomo che si è fatto carico di prendere ogni emozione, trasformarla e divulgarla al mondo. Freddie non è solamente un idolo delle folle, ma un “prodotto ibrido” che madre natura ha deciso un giorno di regalarci e che nel corso della sua carriera divenne – in un contesto storico-politico particolare – messaggero globale di concetti e ideali. Freddie non è una mera rock star, ma icona, un riferimento fisso nel panorama musicale di ispirazione positiva, una sorta di figura sacra da tramandare di generazione in generazione.

Quando il 24 novembre 1991 il cielo decise di riprendersi Freddie Mercury, ci fu un profondo vuoto non solo negli amanti del rock, ma anche in chi viveva la musica come strumento di accoglienza, di unione, di pacificazione e proliferazione del sentimento. Dopo pochi giorni Brian May già pensava a come rendere omaggio a quell’amico che tanto gli aveva dato, elevandolo definitivamente nell’Olimpo della musica. Così, nel Febbraio del 1992 – alla cerimonia annuale dei Brit Awards – Brian May e Roger Taylor annunciarono l’intento di organizzare un grande show in memoria di Freddie, quello che poi divenne il Freddie Mercury Tribute Concert, l’omaggio più bello mai realizzato per un artista. Il giorno seguente vennero messi in vendita i biglietti per il concerto e tutti i 72.000 tagliandi andarono esauriti in sole quattro ore, nonostante ancora non fosse stata diffusa la minima informazione su chi avrebbe suonato oltre ai componenti restanti dei Queen.

Niente pic nic, niente passeggiate al mare o montagna, quel lunedì di Pasquetta del 20 aprile 1992 si consumò l’evento degli eventi, un appuntamento memorabile, tra i più grandi della storia della musica internazionale. Il Freddie Mercury Tribute Concert è stato il primo grande fenomeno rock a richiamare l’attenzione sulla consapevolezza dell’AIDS e fu organizzato dai rimanenti componenti dei Queen – Brian May, Roger Taylor e John Deacon, per quest’ultimo fu l’ultimo concerto con i compagni prima di uscire di scena – orfani del loro cantante, amico e leader Freddie Mercury, stroncato solo 5 mesi prima da quella che fu ribattezzata come “malattia del secolo”. L’evento infatti mirava a raccogliere fondi per la neonata Mercury Phoenix Trust, l’associazione per la lotta all’AIDS creata dopo la morte di Freddie Mercury, e ad aumentare la consapevolezza del pubblico mondiale di fronte a una malattia che, all’epoca, era oscura e temuta a causa un’altissima disinformazione a riguardo.

Brian May definì il Freddie Mercury Tribute Concert andato in scena a Londra nel Wembley Stadium come “il più grande successo della storia”. E in effetti si rivelò un vero successo. Fu non solo un meraviglioso concerto, ma un evento al contempo gioioso e intriso di dolore per la perdita di Freddie, una sorta atto consolatorio, un ultimo addio dato in mondovisione ad uno dei più grandi artisti della storia della musica, un saluto in grande stile che solamente ad uno come Mercury poteva essere fatto. Sul palco, accanto ai Queen, salirono le più grandi star mondiali: George Michael, Robert Plant, Guns N’ Roses, Cindy Crawford, David Bowie, Axl Rose, Elton John, Annie Lennox e persino un artista italiano, Zucchero, fra i molti altri.

La serata fu conclusa con una corale interpretazione di We are the Champions (da sempre cavallo di battaglia dei concerti dei Queen), da parte di tutti gli artisti che presero parte al concerto, guidati dalla voce di Liza Minelli. Fu la conclusione perfetta di una serata perfetta, all’insegna del ricordo di un grande artista come Freddie Mercury e che diede un importante contributo e impatto mediatico alla lotta contro l’AIDS. Il Freddie Mercury Tribute Concert, secondo le stime ufficiali, è stato trasmesso in mondovisione per una platea televisiva che supera il miliardo di persone in tutto il mondo. Sul territorio italiano l’evento fu integralmente mandato in onda in diretta tv e radio, rispettivamente da Videomusic e da StereoRai – quest’ultima acquistò per 25.000 dollari i diritti di diffusione. Dopo una prima uscita in VHS nel 1992, composta da due videocasette nell’edizione italiana e di molti altri paesi, nell’aprile 2002 il concerto è stato distribuito in DVD, raggiungendo immediatamente la posizione numero 1 della classifica del Regno Unito.