Francesca Michielin torna live al Quirinetta con il 2640 Tour

È una M gigante quella che svetta sullo sfondo del palco del Quirinetta (anche se poi quando inizierà il concerto scoprirò che in realtà era la struttura che serviva a creare i tre triangoli che si trovano sul fronte del suo ultimo album, 2640, ma come al solito, questa è tutta un’altra storia.) Comunque, dicevamo della M. M come musica, M come mamme che stasera hanno accompagnato i loro figli, ma soprattutto M come Michielin. Proprio lei, quella ragazzina che sette anni fa aveva rapito tutti con la sua voce fin dalle prime selezioni di X-Factor, andandosi poi a prendere una più che meritata vittoria, e che adesso fa la doppia data, di cui una, quella di stasera, già sold out a poche ore dalla messa in vendita dei biglietti.

Alle 21.30 in punto si spengono le luci, si alzano le voci e, basso in spalla, Francesca entra a passo deciso e inizia subito a Comunicare, proprio nel posto in cui iniziò in assoluto la sua avventura qualche anno fa, per poi in Un battito di ciglia portarci sempre più Lontano.

Anche se ovviamente c’è tanto del nuovo album, con sonorità completamente diverse dagli altri due precedenti, ma che comunque sorprende piacevolmente, segnando una maturità artistica non indifferente, trovano spazio anche i vecchi successi. È bellissima, infatti, la versione di Tutto è magnifico (tranquilli, Fedez non c’era), come bellissimo è l’effetto visivo dei mini triangoli che si accendono a intermittenza al suono di ogni nota sulla tastiera.

È di poche parole, lascia parlare la sua musica, così in una frazione di secondo ci ritroviamo insieme all’Uomo Ragno a sorvolare i tetti di Manhattan sulle note di Amazing, per poi lasciarci senza fiato di fronte a quello che probabilmente è stato uno dei momenti più belli di tutto il concerto, forse proprio perché insolito e inaspettato: una sua incredibile versione di Monster di Kanye West che ha lasciato tutti senza parole, dimostrando che con la voce può fare veramente quello che le pare, riuscendoci sempre al meglio, senza mai una nota fuori posto, senza mai nulla che risulti forzato, come se fosse la cosa più naturale al mondo.

E visto che ancora non aveva dato abbastanza sfoggio delle sue capacità, ecco la ciliegina sulla torta che mancava: un pezzo solo voce e piano. Lo fa egregiamente su Alonso, per poi chiudere a bomba con Vulcano, prendersi tutti gli applausi meritati e l’affetto del pubblico che lei saluta visibilmente commossa ed emozionata, sorprendendolo con un ultimo brano eseguito ormai a luci accese e con la sala mezza vuota, quasi a suggerire che non sarebbe mai voluta andare via.

C’è chi nasce con la musica nelle vene e Francesca fa di sicuro parte di questa categoria. Il palco è il suo elemento naturale e lo tiene in maniera perfetta, passando da uno strumento all’altro e da uno stile all’altro con la stessa facilità con cui io passo da una serie TV a un’altra su Netflix.

2640 di questi giorni, Francesca. E un consiglio a voi che l’andate a vedere: fate come ci dice in Bolivia, spegnete i telefoni, che sennò vi perdete tutta la bellezza.

 

Camilla Sabatini

Ph. Giusy Chiumenti

 

Di seguito la scaletta:

 

  • Comunicare
  • Battito di ciglia
  • Lontano
  • Tropicale
  • E’ con te
  • Io non abito al mare
  • Bolivia
  • Due galassie
  • L’amore esiste
  • Distratto
  • Un cuore in due
  • E se c’era…
  • Scusa se non ho gli occhi azzurri
  • Noleggiami ancora un film
  • Nessun grado di separazione
  • Tutto è magnifico
  • Amazing
  • Tapioca

 

Encore:

 

  • Alonso
  • Vulcano

 

Encore 2:

 

  • La serie B

 

Beatrice Sacco

Studentessa di Architettura. Puoi trovarla a qualsiasi concerto o festival
in programma in tutto il mondo. Combatte ogni giorno il panico. La pecora
nera della famiglia.

2018-04-13T11:15:46+00:00 13 aprile 2018|News|0 Commenti