Frances P – No Regrets [Recensione]

di InsideMusic

Frances P è un diamante grezzo, uno di quei piccoli gioielli che non richiedono orpelli se non la propria voce e tutto ciò che quella voce può veicolare è il bagaglio necessario e sufficiente da portarsi dietro. Uno di quei diamanti che non avrebbe lo stesso fascino in una vetrina tutto agghindato rispetto a come è adesso.

No Regrets, nessun rimpianto, un modo di dire che c’è vuol fare le cose a modo proprio, esattamente come questo Ep d’esordio di Francesca Piras, questo è il nome che si cela dietro lo pseudonimo nei crediti dell’album.

Quattro brani costruiti su due semplici strumenti, o meglio, costruiti su una semplice chitarra acustica e sulla voce di Frances P vera protagonista del disco. Un percorso che tocca sponde diverse dello stesso fiume, quello che unisce R’n’B e Soul Music, sfociando in un lamento blues per nulla impostato.

Quattro brani che trasudano l’irruenza di chi ha esigenza di comunicare le proprie sensazioni e che lasciano la voglia di riascoltare quest’artista, ancora giovane, dopo il tempo necessario a compiere un percorso di vita e professionale in grado di indossare meglio di quanto già fa ora un genere che non si può inventare, non si può comprare e non si può scimmiottare. Quello che si è scelta Frances P è una sorta di missione musicale fatta di vicoli tortuosi e di svolte complicate, e per essere cantate tutte vanno prima vissute. Per ora brani come No regrets like mama e I didn’t ask you to come accendono una luce molto intensa su di lei e sulla sua capacità di trasmettere a chi la ascolta le stesse sensazioni che hanno portato alla scritture di quei brani.

Ma l’ep, che si avvale della bellissima copertina dell’artista Salvatore Zoncheddu, sa anche rallentare andando più in profondità sia nei toni che nelle ambientazioni quando parte ad esempio Growing Pain.

Ed è proprio quel dolore che si prova crescendo che sarà il comune denominatore da sviluppare nei prossimi lavori che attendiamo con impazienza.

Intanto però ci godiamo questo bell’esordio che lascia sperare benissimo per il prosieguo.

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