Folds of Time di MUMEx Trio: un moderno “Ulisse della Musica”-Intervista

di Paola Pagni

È un viaggio lungo 43 anni – intenso, travagliato e profondamente interiore – quello che ha portato Louis Siciliano e il suo MUMEx Trio alla realizzazione di un progetto unico come Folds Of Time, in uscita per Musica Presente Records, etichetta diretta dal celebre Renzo Cresti.

Louis Siciliano incontra il bassista Roberto Bellatalla – che lui stesso definisce “protagonista dell’avant-garde music a Londra per più di 30 anni” – e il batterista Mauro Salvatore per portare a livello pratico le parole contenute nel suo libro Music Multiverse Exploration (MUMEx, appunto) ispirato a John Coltrane e basato sul concetto che la musica sia mossa da ciò che regola l’universo, tra simmetrie e l’opera didattica di George Garzone.

Noi ne abbiamo parlato proprio con Louis Siciliano, che ci ha fatto scoprire quanto siano profonde le radici di questo progetto, e quanto lontano puntino i suoi rami.

Intervista a Louis Siciliano dei MUMEx Trio

Folds of time è un progetto unico che nasce da “un viaggio” lungo 47 anni: perché dunque adesso è il momento giusto di fargli vedere la luce?

Questo lavoro è un lungo parto di un qualche cosa che ha radici nelle mie profondità. Mi sono preparato per anni e anni. Ho indagato, studiato e ricercato non solo nei domini della musica che di per sé, sono sterminati. Ho avuto la fortuna di poter frequentare “per caso” (il caso non esiste per me), scienziati, filosofi, poeti e addirittura premi Nobel che hanno assecondato la mia natura olistica. Da ragazzino ad oggi ho accumulato una biblioteca di 70.000 volumi che negli anni ho fatto scannerizzare in Pdf, a causa la mia vita da nomade che non si è mai fermata, nemmeno durante la pandemia. Per rispondere alla domanda, vorrei ricorrere ad un antico racconto. Prometto di essere breve!

Una storia di migliaia di anni fa

Migliaia di anni fa in Cina un imperatore potentissimo fece radunare alla propria corte i più grandi artisti accorsi da tutte le parti del suo sterminato regno per selezionare il pittore che doveva fare un quadro al suo gallo da combattimento. Tutti si cimentarono nell’impresa per mesi e mesi ma l’imperatore era totalmente scontento del risultato. Un giorno fu avvicinato da un suo consigliere che disse: “Maestà un pittore bravissimo che conosco vive nelle montagne e non si è presentato qui da noi”. 

“Fai sellare i cavalli che lo andiamo a cercare” disse l’imperatore. Arrivarono al posto e si presentarono al pittore chiedendogli di fare questo ritratto al gallo che avevano portato con sé nel frattempo. Il pittore stette in silenzio a osservarlo e disse di ritornare dopo un mese. Dopo un mese l’imperatore ritornò con tutti i suoi cavalieri.

Il pittore disse che non era pronto e chiese di poter avere tre mesi. Dopo tre mesi la nobilissima brigata si presentò dall’artista il quale candidamente confessò di non aver svolto il suo compito. Allora l’imperatore chiese a tutti di fargli largo che gli avrebbe tagliato lui stesso la testa davanti a tutti. Il pittore lo guardò e gli chiese se poteva avere 5 minuti di raccoglimento prima di essere giustiziato. Prese una tela e in quei cinque minuti disegnò il più bel gallo da combattimento che si sia mai visto da quelle parti.

Tutti rimasero a bocca aperta. L’imperatore felicissimo chiese di poter uscire a prendere una boccata d’aria sul retro perché era letteralmente sconvolto da tanta bellezza. Aprì la porta sul retro e trovò migliaia e miglia di bozzetti che ritraevano il suo gallo. Modellini anatomici. Studi sulla prospettiva. Tele incompiute.

Ecco questa è la mia vita artistica e FOLDS OF TIME segue questo tipo di dinamica che poi è la stessa che appartiene a Roberto Bellatalla al contrabbasso e Mauro Salvatore alla batteria

Perché avete optato per un video album?

Sono sempre stato convinto che gli album e la musica registrata siano dei documenti che servono a non dimenticare. Sono come delle fotografie. Una cosa è incontrare e dialogare con una persona dal vivo, altro è vederla in foto o in video. La fisica quantistica ha dimostrato che viviamo in una realtà vibrante. Tutto vibra.

Questa considerazione è fondamentale per affermare che nulla potrà mai sostituire la musica dal vivo. Visto e considerato che oggi le tecnologie, oltre ad essere un meraviglioso strumento creativo, possono anche “alterare” un prodotto artistico. Con Roberto Bellatalla e Mauro Salvatore volevamo portare agli ascoltatori che ci seguono qualcosa di vero, di tangibile, visto che il periodo che abbiamo passato non è stato il massimo per la musica dal vivo.  Avevamo il desiderio di far partecipe il pubblico di questa esperienza: così a Gianluca Colantoni, che ha prodotto questo progetto con me è venuta l’idea di affiancare all’uscita dell’album su Spotify e tutte le piattaforme di musica digitale del mondo, un video-album che documentasse senza “edulcoranti tecnologici” e trucchetti vari che si fanno in studio di registrazione, la nostra performance.

Folds of time è definito un “Ulisse della musica”: a che punto è la sua Odissea?

Più che di FOLDS OF TIME l’Odissea è la mia, anzi di tutti quei musicisti che hanno fatto della pratica musicale qualcosa di profondo, una ragione di vita. A parte le battute credo che

il termine “Odissea” possa essere correlata al Viaggio. Mi dicono chi lo ha ascoltato in anteprima che sentono la forte sensazione di viaggiare.

Leggo dal comunicato “basato sul concetto che la musica sia mossa da ciò che regola l’universo”: si tratta quindi di musica assoluta?

Assolutamente. È musica dove non c’è spazio per elementi estranei al suono. Ho dovuto per anni fare musica da film per sopravvivere andando contro la mia natura di pesci ascendente in cancro che è astratta, contemplativa.

Certo molto meglio che andare in miniera ma la mia vocazione è la musica strumentale. Da sempre. Da adolescente, frequentavamo degli amici a Vienna ed io tutte le estati prendevo il pullman da solo che andavo a visitare Bruckner che si era fatto seppellire sotto il suo organo a St. Florian nei pressi di Linz. Un compositore incredibile. Studiavo all’epoca organo con il grande organista Ronald Butts Bohmer, allievo di Marie Duruflè.

Come, in che modo e con che accortezze, consiglieresti di fruire l’ascolto e la visione di questo video album?

La pandemia ci ha limitato per tantissimo tempo in quello che è l’unico vero modo di poter godere la musica in tutti i suoi aspetti più reconditi: la performance dal vivo. Ecco, questo vuole essere uno stimolo per chi ci ascolta di poter venire ai nostri concerti, dove saremo felicissimi di potervi tutti accogliere. Siamo bombardati da tutti i fronti, mi auguro che l’ascolto in silenzio, magari dopo una lunghissima giornata di lavoro, possa essere per tutti voi terapeutico e rigenerante.

Perché la decisione di dedicarlo alle minoranze etniche ed in particolare al popolo dei pigmei?

I PIGMEI sono un popolo prodigioso. Un monumento vivente all’Umanità. Sono tra i primi abitanti di questo pianeta e sicuramente i più collegati alla Madre Terra. Immaginate che nelle corti dei grandi faraoni egizi, i Pigmei venivano chiamati ad espletare il ruolo di musici di corte. La loro Musica è cosmica e terrena, ha la liquidità di Madre Acqua e sa essere più lieve dell’aria che respiriamo.

Dedicare questo album ai PIGMEI significa andare ad onorare la radice della Musica. Mi sono sempre schierato dalla parte dei più deboli. Ho prodotto anni fa un bellissimo documentario sulla Musica dei Rom. I Pigmei, i Rom, gli sciamani di Tuva, i griots, queste persone incredibili e straordinarie hanno aperto il mio Cuore alla Musica e al mondo.

Credo insieme ai miei compagni di viaggio Roberto e Mauro, in un mondo Glocal fondato sul rispetto, sull’apertura, sulla vera conoscenza, sul valore della Poesia come fondamento “giuridico” a fondamento dei popoli oserei dire. Dire minoranze è dire ricchezza, pluralità, cultura non omologata, reattività.

LIBERTÀ, un qualche cosa per la quale tanta gente ha sacrificato la propria esistenza. Un bene inalienabile per tutti noi.

Vi ringrazio per l’intervista e per il vostro tempo e mi congedo condividendo con voi, un’epigrafe ritrovata su una tomba egizia risalente a migliaia di anni fa:

VI SIA MUSICA E CANTO DAVANTI A TE,

GETTA ALLE SPALLE TUTTE LE PENE E VIVI NELLA GIOIA,

FINO A QUANDO NOI FAREMO UN VIAGGIO

VERSO IL MONDO CHE AMA IL SILENZIO.

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