Festival di Sanremo 2019: il nostro giudizio sui 24 artisti in gara

di Luca.Ferri

Tra bellissime sorprese e qualche performance sottotono, abbiamo dato il nostro giudizio sui 24 protagonisti della 69esima edizione del Festival di Sanremo.

MAHMOOD: Sa stare sul palco, un mix di trap e pop. Al passo coi tempi.

ENRICO NIGIOTTI: Canzone nostalgica, un po’ troppo forse, risulta un pochino vecchia. Ma lui è bravo e scrive bene.

IRAMA: Carina l’idea del gospel, l’impegno c’è. Da riascoltare.

ANNA TATANGELO: La voce c’è. Solo quella però.

EX-OTAGO: In molti tra gli addetti ai lavori si aspettavano qualcosa di più forte da loro, ma la canzone risulta debole.

EINAR: Scontato, prevedibile.

GHEMON: Ha una bella voce soul, pezzo di nicchia.

NEGRITA: Il testo è il loro marchio di fabbrica. L’arrangiamento risente dell’orchestra.

ARISA: Sorprendente: due canzoni in una. Energica e positiva. Brava.

ACHILLE LAURO: Se i giovani d’oggi ascoltano lui, fatevi una domanda e datevi una risposta.

SIMONE CRISTICCHI: Intenso, emozionante, un’opera poetica.

PATTY PRAVO e BRIGA: Una coppia di artisti agli antipodi, paradossali. Canzone piatta.

BOOMDABASH: Benvenuti alla 69esima edizione del Festivalbar.

MOTTA: Canzone dal titolo attualissimo, Viva l’Italia, da lui però ci si aspetta un ritornello diverso. Con il freno a mano tirato.

PAOLA TURCI: Personalità, eleganza e brillantezza. Brava Paola.

ULTIMO: E’ l’artista del momento, la sua bravura è un dono naturale. Qualche piccola stonatura è arrivata, emozionato.

FEDERICA CARTA e SHADE: Sentita e risentita, per adolescenti innamorati.

DANIELE SILVESTRI e RANCORE: Magnifici. Pezzo da teatro-canzone, un mix fra rap e rock di disarmante bellezza.

LOREDANA BERTE’: Papabile Premio Mia Martini. Forte come il rock and roll.

IL VOLO: I soliti. Pezzo che suona vecchio.

THE ZEN CIRCUS: Grande pezzo, grande testo. Probabilmente gli unici a usufruire nel miglior modo dell’orchestra. Rock band.

NEK: Bel ritmo, bell’arrangiamento, bella voce. Ma il ritornello è ripetitivo. (La sua bellezza non ha rivali)

NINO D’ANGELO e LIVIO CORI: Alzi la mano chi ha capito qualcosa. Troppe imprecisioni, anche se il testo è bello e intenso.

FRANCESCO RENGA: Non pervenuto. Sottotono, emulatore di sé stesso. Peccato, ci si aspettava di più.

0

Potrebbe interessarti