”Faccio un cinema”, la recensione del nuovo disco de Il Triangolo

di Leslie Fadlon

“Faccio Un Cinema” è il nuovo, terzo, disco di inediti firmato da Il Triangolo, uscito a gennaio per Ghost Records. La band, composta da Marco Ulcigrai (chitarra, voce) e Thomas Paganini (basso, voce), ha deciso di sperimentare una nuova unione di cantautorato, arrangiamenti rock’n’roll e melodie retrò. Dopo un silenzio durato 5 anni, questo è il terzo capitolo del percorso iniziato nel 2012 con “Tutte le canzoni”. “Faccio un cinema” si presenta come il risultato del lavoro di crescita personale e musicale che la band ha compiuto in questi anni. L’amore, l’amicizia, le esperienze della vita non sono più temi raccontati dal punto di vista privilegiato dei vent’anni, ma dagli occhi di chi sta affrontando l’inizio di una nuova fase più matura dell’esistenza. Nelle nove tracce di ‘’Faccio un cinema’’, l’ascoltatore entra in un mondo senza tempo. Entra in storie tra loro diverse ma un po’ interconnesse, come se ci si affacciasse fuori da una finestra nell’ora di punta, immaginando la vita delle persone.

‘’Faccio un cinema’’ – Il disco

Il triangolo ha scelto come prima traccia ‘Nella testa’: in essa, accanto ad un ritmo deciso e piacevolmente martellante, c’è il sapore estivo di un brano da temporale estivo. Un brano che parla di amore e di dipendenza e del tumulto interiore che ne consegue. ‘’Se mi fai stare bene o mi fai stare bene non importa”. Il ritmo prende una svolta più soft sulle note della title track ‘Faccio un cinema’, nella quale ‘’fa un caldo mortale’’. E la band ha deciso di usarla per raccontare il 2019, ‘’l’anno più denso della nostra vita”. I vizi si consumano, come ci racconta ‘Volevo un vizio’; i vizi sono ingombranti, anche se affascinanti. La traccia numero 4 si intitola ‘Il giorno sbagliato’ ed è un brano cantautoriale. Su queste note armoniose, Marco Ulcigrai parla della collezione di dischi di suo padre, racconta del tramonto dell’era dei cani che vede il nascere di quella dei gatti. Narra un breve riassunto di vita raccontato in chiave tragicomica.

Il Triangolo

Un po’ di rum e the ci accompagnano sul ritmo intrigante di ‘Messico’, una sorta di spaghetti western. I protagonisti vivono un’intensa estate ma, nel loro amore passionale si infilano storie sordide e poco chiare. Segue una ballata, ‘Siamo Diversi’, il cui titolo è poi una domanda, cui è molto difficile dare risposta. ‘Appunti’ nasce come un insieme di parole e musica guidate da un ritmo beat incalzante. È, a detta de Il Triangolo, una di quelle canzoni che acquista significato solo una volta completate e può raccontare una storia diversa a seconda di chi la legge. Loro, la vedono come il racconto di una storia d’amore ai tempi della scuola. Subito dopo arriva una canzone sulla gioventù e sulla sua complessità: ‘Ivan’ ha come protagonista un giovane viveur, dipinto fra bugie e verità, sempre in bilico tra amore e trasgressione. L’ultima traccia di “Faccio un cinema” si intitola ‘Il Cielo’ ed è una canzone d’amore impregnata di ricordi di una leggerezza ormai persa. ‘’Il cielo oramai è sotto di noi” ma l’amore resta. E resterà anche il ‘’cinema’’ raccontato da questo terzo disco de Il Triangolo, scorcio di vita sognante raccontato con una delicata bramosia di novità.

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