Quando mi trovo a scrivere di Fabrizio Moro, non è mai facile, un pò perchè potrei essere di parte essendo esplicitamente un suo ammiratore, e un pò perchè chi afferma di conoscere veramente Fabrizio sta dicendo un eresia, essendo lui una persona molto introversa, timida, una persona che pochissime volte si è messa al centro dell’attenzione che ha sempre cercato di fotografare la realtà in cui vive e raccontarla in canzoni, spesso e volentieri diventando “la voce” del popolo che piano piano si è estesa a macchia d’olio e dalle piazze, dalle feste di quartiere è arrivata fino allo stadio passando una fase di transizione equivalente all’esplosione di una necessità urlata che poi si è graduatamente quietata fino a trovare l’equilibrio della “Pace”.

Bene, il 16 Giugno 2018 Fabrizio Moro si esibirà presso lo Stadio Olimpico di Roma, la sua città natale. Fabrizio avrà a disposizione probabilmente il service più grande che abbia mai avuto, avrà davanti la Curva Sud (non so questo quanto gli possa far piacere lui sa il perchè) e i Distinti Sud gremiti di tutte quelle persone che un pezzo alla volta hanno riempito ogni singola Piazza della regione Lazio negli ultimi dieci anni almeno, dal Primo Maggio di Villanova al Festival Delle Rose a Fontenuova, dalla festa della birra di Formello alla notte bianca di Tor Lupara (potrei elencarne ancora a centinaia);

tutti insieme in un colpo solo e diventerà probabilmente non solo “il sogno più grande tra i sogni più veri” di Fabrizio, ma in particolar modo di tutti coloro che si chiedevano se mai un giorno, avrebbero visto il loro “grande” su un palco più grande, di tutti coloro che si chiedevano se mai un giorno alla domanda: “Ma Fabrizio Moro è quello che ha fatto prima di sparare pensa?” avrebbero potuto non più rispondere “Si” ma “No è quello che il 16 Giugno fa il concerto allo Stadio Olimpico di Roma!”

Negli ultimi anni di acqua ne è passata veramente tanta sotto queste scarpe, ci sono state situazioni che avevano creato anche qualche problemino tra Fabrizio Moro e i suoi vecchi fan, come ad esempio la partecipazione ad Amici di Maria che però con il passar del tempo ha dimostrato essere la valvola di sfogo più importante nella crescità artistica di Fabrizio Moro, perchè non lo ha snaturato minimamente ma ha continuato ad essere sempre lo stesso cantando ciò che voleva ed ha fatto si che grazie al confronto con un sistema e un linguaggio diverso, è riuscito a mettere da parte quell’integralismo che gli aveva tarpato le ali diversi anni fa;

Anni in cui probabilmente l’insicurezza, la rabbia interiore di un giovane rampante avevano portato Fabrizio Moro ad avere difficoltà nel confrontarsi con il mondo, proprio quel mondo che in realtà non stava facendo altro che aspettarlo per consegnargli le chiavi della porta principale dello Stadio Olimpico di Roma, dove il 16 Giugno probabilmente Fabrizio durante il concerto guarderà in direzione del Papà e gli dirà la stessa cosa che gli disse un paio di anni fa al Palalottomatica: “Guarda Pà, ce l’ho fatta!” ma questa volta credo che poi guarderà ognuno di noi e ci dirà:”Guardate regà, ce l’ho fatta! CIAO GRANDIII!!”

Io ci sarò e voi?

Biglietti disponibili al seguente su www.ticketone.it

 

Luca Ferri

Foto Copertina di Laura Sbarbori

Foto di Valeria Portinari e Giusy Chiumenti