Ex-Otago a Napoli per presentare l’album “Corochinato” e il docu-film “Siamo come Genova”

di InsideMusic

Prosegue il tour di presentazione di “Corochinato” e “Siamo come Genova”, rispettivamente nuovo album e docu-film degli Ex-Otago, ieri – 14 febbraio – è toccato a Napoli accogliere la band ligure reduce dalla partecipazione alla sessantanovesima edizione del Festival di Sanremo con il brano “Solo una canzone”.

Dopo aver firmato le copie del disco nel pomeriggio, Maurizio Carucci & co. hanno abbracciato i pochi (ma buoni) fan presso il Cinema Metropolitan di via Chiaia, dove hanno eseguito due brani in semi-acustico e gentilmente offerto un bicchierino di Corochinato, tipico aperitivo genovese che dà il titolo al nuovo lavoro discografico: ”Si tratta di una miscela azzardata tra vino bianco e infusione di varie erbe e spezie, tra cui la china che ne dà il caratteristico retrogusto”, spiega la band. Purtroppo la sala è tutt’altro che piena, complice anche il fatto che sia la sera di San Valentino e in concomitanza si giochi una partita del Napoli, ma  forse proprio questo fattore rende l’evento ancor più inedito, al punto che tra un sorso e l’altro sembra di quasi di fare salotto.

Spazio alla musica, il frontman Maurizio Carucci, il chitarrista Francesco Bacci ed il tastierista Olmo Martellacci eseguono in una versione semi-acustica due delle tracce più significative dell’ultimo album, ovvero il singolo “Questa notte” e la sanremese “Solo una canzone”: i presenti, ovviamente, non restano a guardare ed accompagnano con voce, cori e applausi la performance dei loro beniamini. A questo punto gli Otaghi salutano calorosamente i fan invitandoli a presenziare ad una data del tour vero e proprio, prima di lasciare il cinema e dirigersi verso una celebre pizzeria del quartiere Chiaia.

Tocca alla proiezione di “Ex-Otago – Siamo come Genova”, il film documentario diretto da Paolo Santamaria che ripercorre la storia della band attraverso immagini, retroscena e testimonianze di vita quotidiana che accompagnano il pubblico nel viaggio da “Marassi”, nome di quel quartiere che rappresenta la Genova post-moderna rimasta fuori dalle canzoni di De André, fino alla genesi del nuovo disco. Nella pellicola cinematografica gli Otaghi mettono a nudo la propria anima, mostrando valori umani tutt’altro che comuni di questi tempi ed una autenticità che li accompagna quotidianamente. Suggestive, in particolare, le scene girate nella Cascina Barbàn in Val Borbera, fondata da Maurizio e la sua compagna Martina: è proprio in questo luogo incontaminato che il leader del gruppo trova la giusta ispirazione per la sua scrittura. Colpiscono, altrettanto, le immagini del concerto ai detenuti della casa circondariale di Marassi, così come quelle dell’evento per Genova e per gli sfollati della tragedia del Ponte Morandi tenutosi lo scorso novembre all’RDS Stadium.

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