Enrico Nigiotti live a Firenze: l’imperfezione che fa la differenza -Il report

di Paola Pagni

Si è svolta ieri al Teatro Verdi di Firenze la tappa fiorentina del tour teatrale di Enrico Nigiotti, cantautore livornese che, dopo un inizio con i talent, ha visto consolidarsi la propria carriera anno dopo anno con tappe sempre più importanti.

Un Teatro Verdi che risente di qualche buco vuoto in platea, a causa della situazione attuale, ma che proprio per questo rappresenta già un bel risultato portato a casa dal cantautore toscano. Come lui stesso sottolinea più volte durante lo show infatti, dopo due anni di inattività, avere un pubblico davanti è comunque “il panorama più bello del mondo”

L’emozione dei fan è palpabile e, forse anche complice la toscanità che accomuna artista e pubblico, la partecipazione è molto viva e sentita, fin dal primo attacco di batteria che accompagna l’apertura.

Live Report

Nigiotti si presenta sul palco col suo solito fare scanzonato, molto energico, talmente tanto che a volte è proprio l’intonazione a sfuggirgli di mano. Per almeno tutta la prima parte del concerto, partita con molto ritmo e molto vigore musicale, è come se l’entusiasmo avesse la meglio sulla voce di Nigio, che comunque non sembra preoccuparsene troppo, e punta tutto sul coinvolgimento del teatro.

Enrico Nigiotti è un autore formidabile, per questo si può rimanere un po’ perplessi quando alcune frasi sfuggono all’ascolto perché si allontana troppo dal microfono, forse proprio per “salvare” qualche acuto preso un po’ alto, o quando lo sbalzo di intonazione distrae da quelli che, a tutti gli effetti, sono testi degni di un poeta.

C’è da dire che la sincerità e la simpatia di Enrico riescono comunque a far perdonare qualche imperfezione. La capacità di interagire col pubblico, l’empatia che crea rispondendo alle voci provenienti della platea, è veramente notevole. Anche per questo si ha la sensazione di stare davanti al classico alunno che “è bravo ma non si applica, perché preferisce fare casino”, ma che proprio per questo è il più amato dai compagni.

Passano così, sempre comunque accompagnati dal favore dei presenti: Bomba dopo bomba, Baciami adesso, Corso Garibaldi, E sarà, Highlander, Notti di luna, Complici, Il provinciale.

Poi, come un secondo tempo, arriva la parte acustica che riporta l’artista alla sua dimensione cantautoriale, voce e chitarra: ed è qui che il meglio viene fuori.

In modo del tutto naturale la voce di Enrico si fa più controllata, il timbro più caldo ed è così che avviene la magia: quelle che prima apparivano come imperfezioni, adesso diventano scintille preziose che restituiscono unicità ad ogni pezzo. Nigiotti convince decisamente più in questa veste, che lo vede concentrato ma non per questo appesantito, riuscendo a scherzare, da vero Livornese, anche sull’attacco di canzoni romantiche. Ed è sempre in questa forma che si riesce meglio ad apprezzare la bellezza di testi, mai banali ma mai troppo aulici.

Arrivano così: Buona notte, L’ora dei tramonti, L’amore è, Para el sol, Campari Soda, La ragazza che raccoglieva il vento, Nonno Hollywood, Vito, Tuo per sempre. Brani con cui Enrico si lascia accompagnare prima da Mattia Tedesco alla chitarra, poi da Fabiano Pagnozzi alle tastiere, fino a ricomporre gradualmente tutta la band che comprende anche Antonio Galli al basso e Marco Fuliano alla batteria.

C’è quindi anche modo di tornare ai ritmi energici dell’inizio, che adesso sembrano rendere molto meglio di prima: sarà la suggestione creata dall’acustico a far percepire tutto sotto un occhio più benevolo?

Di certo, per continuare con la metafora precedente, adesso si potrebbe dire che “il ragazzo si applica e recupera in maniera brillante “.

Si giunge ad i ringraziamenti di rito che “magari sembrerà la lista della spesa, ma le persone vanno ringraziate, tutte, perché tutte se lo meritano “dice giustamente Enrico.

Per poi arrivare agli immancabili bis: Stupida Canzone, Devo prendere il sole e di nuovo L’amore è.

Il concerto di Enrico Nigiotti si apprezza perché rispecchia il cantautore in tutto e per tutto: un artista che si dona al pubblico senza sovrastrutture, senza preoccuparsi troppo della forma, certo che la sua trasparenza emotiva avrà la meglio sul resto. Un’idea forse romantica, ma che alla fine lascia tutti soddisfatti.

Il tour teatrale di Nigiotti continua:

locandina
  • Martedì 18 gennaio, Teatro Celebrazioni – BOLOGNA (recupero del 2.05.2020 e del 20.10.2020 e del 7.05.2021)
  • Venerdì 21 gennaio, Teatro Dal Verme – MILANO (recupero del 5.05.2020, del 24.05.2021 e del 7.11.2021)
  • Martedì 25 gennaio, Casa della Musica – NAPOLI (recupero dell’8.05.2020 e del 26.10.2020 e del 12.05.2021).
  • Venerdì 28 gennaio, Teatro Colosseo – TORINO (recupero dell’11.05.2020 e del 19.10.2020, dell’8.05.2021 e del 9.11.2021)

Il tour è prodotto e organizzato da Friends & Partners.

I biglietti sono disponibili in prevendita su www.ticketone.it/artist/enrico-nigiotti

Per informazioni: www.ticketone.it e www.friendsandpartners.it

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