Home Interviste Enrico Nigiotti: abbiamo tutti un lato nascosto, come la Luna.

Enrico Nigiotti: abbiamo tutti un lato nascosto, come la Luna.

by Paola Pagni

Enrico Nigiotti si è sempre contraddistinto per il suo linguaggio immediato, impreziosito da un sound ricercato, rigorosamente strumentale e analogico.

Nel corso della sua carriera ha scritto brani per artisti come Eros Ramazzotti, Gianna Nannini e Laura Pausini.

Fra i suoi più grandi successi, L’amore è (certificato doppio platino e presentato alla 11ª edizione di X Factor) e “Complici feat. Gianna Nannini (certificato oro e fra i dieci brani più trasmessi in radio).

Enrico Nigiotti ha partecipato tre volte al Festival di Sanremo: nel 2015 nella categoria Giovani con “Qualcosa da decidere” e nella sezione Campioni nel 2019 con il brano “Nonno Hollywood” (certificato oro), con il quale si aggiudica il Premio Lunezia per Sanremo come miglior testo in gara e contenuto nell’edizione speciale del suo ultimo album di inediti “Cenerentola e altre storie…“, e nel 2020 con il brano “Baciami Adesso. Questa è contenuta nel suo ultimo album “Nigio“, insieme al brano “L’Ora Dei Tramonti” impreziosito da alcuni versi scritti dal cantautore toscano e recitati da Giorgio Panariello.

Dal  23 aprile, è in radio e disponibile in digitale “NOTTI DI LUNA“, il nuovo singolo del cantautore toscano ENRICO NIGIOTTI (QUI).

Notti di Luna (Polydor / Universal Music Italia) è un dialogo profondo tra l’uomo e la luna che l’artista ha scritto nel corso di questo particolare periodo di riflessione che stiamo vivendo. Una melodia intensa che culla, come il dondolio di una barca, i pensieri che il cantautore rivolge alla luna che riflessa sul mare guida con la sua luce i pescatori. Un’immagine ispirata da Capraia, isola dell’arcipelago toscano a cui Nigiotti è particolarmente legato.

Intervista ad Enrico Nigiotti

Sono sincera, per rompere il ghiaccio con Enrico Nigiotti mi sono giocata la carta del campanilismo: tra Pisa e Livorno esiste una rivalità storica, ed il caso vuole che io sia Pisana.

Ammetto di aver fatto preoccupare Enrico quando, molto seriamente ho esordito così : “Ciao Enrico, per onestà devo subito dirti una cosa che spero seriamente non comprometta il resto dell’intervista”.

Credo che lui in quel momento abbia pensato “Oddio e questa che vuole ora?”.

Ma quando, dopo qualche secondo di silenzio, ho dichiarato con tono solenne “sono pisana”, il tutto si è risolto con una fragorosa risata.

La solarità di Nigio ha avuto immediatamente il sopravvento.

Bene, trovato il modo di rompere il ghiaccio in maniera originale, abbiamo cominciato.

Quando nasce Notti di luna e di quali notti si parla?

Notti di Luna è nata quando questo inverno mi sono trasferito a Capraia (piccola isola dell’arcipelago tosano n.d.r.). Era una cosa che volevo fare da tempo per vivere una nuova esperienza. Non riuscivo più a rimanere in casa, avevo già assorbito tutto, parlato di tutto in altre canzoni ed ho cecato un modo per trovare nuove idee. La luna in quel caso è stata un po’ una compagna di viaggio, sia la sera quando portavo i cani che la mattina quando partivo con i pescatori. Nei vari momenti di silenzio, un po’ per la magia del paesaggio, un po’ perché anche ero un po’ rinco… dal sonno, la luna mi ha portato a delle riflessioni.

Immagino poi che Capraia in inverno non sia molto popolosa, poche persone con cui parlare…

No infatti ci sono dalle 80 alle 130 persone, praticamente un condominio (ride)

La luna e la notte hanno una potenza ispiratrice da sempre: è così anche per te quindi?

Credo che la notte in generale sia la culla di momenti più riflessivi, a prescindere. Penso che la sera sia la risposta a ciò che succede di giorno: come quando dopo un giorno al mare, la sera affiora il colore sulla pelle, così guardare la luna di sera ti fa pensare e ripensare alle cose. Va bene qualsiasi luna, non solo quella di Capraia.

Tornando sul brano, nell’inciso c’è la frase “Che la paura di sbagliare è il tifo più importante”: ti capita spesso di avere questa paura?

Ho sempre continuato a vivere con la costante paure di sbagliare. Ma se vogliamo è proprio questo il motore che non mi fa riposare. Io non mi sono mai seduto sugli allori e forse non mi sono mai goduto a pieno quello che sto vivendo, perché vedo sempre il bicchiere mezzo vuoto. Ma proprio per questo non ho mai cambiato modo di vivere, anche se il mio mestiere è quello di scrivere canzoni, e sto cercando di farlo sempre meglio.

È per questo che, nonostante tu arrivi dalla partecipazione a ben due talent, non sei molto mediatico?

Diciamo che me piace stare tra la gente ma facendo cose semplici. A volte in alcuni posti mi sento un po’ un pesce fuor d’acqua. Preferisco scrivere di quello che vivo e vivere come voglio. Ci ho messo tanto a poter fare della musica il mio lavoro, è una scala lunghissima, e per questo ora i gradini voglio salirli come voglio, perché mi sembra giusto così. Perché è il modo con cui sono riuscito ad arrivare fino qua e così voglio continuare.

Ti riferisci anche al fatto di scrivere per te stesso e non più per altri artisti?

Scrivere per gli altri mi è capitato. Ho scritto per la Pausini, per Ramazzotti e per la Nannini. Poi non ho più continuato anche se avevo richieste, perché mi sono concentrato su me stesso. Ad esempio, ho delle richieste importanti per un libro: non lo faccio perché voglio avere il tempo giusto per fare le cose per bene. Adesso voglio concentrarmi sulle mie canzoni, poi magari penserò a fare altro.

Nel brano, tu dici che somigliamo alla luna perché anche noi abbiamo un lato da nascondere

Penso che tutti noi abbiamo una parte nascosta, che ogni tanto viene fuori. Non per forza deve essere oscura, anzi, può essere anche una parte molto sensibile che proprio per questo tieni per te. Credo che per riuscire a mostrarsi per come si è, anche nei lati più nascosti ed emozionali, bisogna avere dall’altra parte qualcuno con cui riuscire ad aprirsi. È impossibile essere sempre liberi di mostrare tutto al 100%. Mentre invece davanti alla natura, alla notte, alla luna, nei momenti in cui siamo soli, li sì, siamo veramente sinceri.

Ormai siamo abituati a far vedere ogni cosa, ma non è mai completamente la realtà. La sincerità vera si raggiunge solo quando siamo soli con noi stessi.

Tu sei un bravissimo cantautore, ormai questa è una conferma, ma scrittura e musica sono arrivati nello stesso momento?

Io ho cominciato con la chitarra, nemmeno pensavo di arrivare a scrivere canzoni. Avevo una band da piccolo ma suonavo e basta. Le canzoni sono arrivate verso i 18 anni, ma non ho mai pensato che sarei diventato un cantautore. È un dono che mi sono ritrovato tra le mani, fino a che ad un certo punto non ho deciso di provarci davvero, seriamente, ed è andata bene. Direi che è una cosa di cui mi sono reso conto “da grande”.

Ha influito il contesto in cui vivevi anche? (Livorno è una città di mare molto vissuta dai propri cittadini n.d.r.)

Beh Livorno è sempre stata una città molto viva, sempre tanta gente in strada che suonava, persone al mare con le chitarre, nei locali: ho sempre visto queste situazioni e vedere chi suonava mi ha sicuramente un po’ ispirato, un po’ perché volevi essere come loro. C’è da dire poi che io non sono mai stato appassionato di calcio, che invece a Livorno è molto presente, e quindi ho seguito la musica.

A proposito di seguire la musica, adesso che finalmente si inizia a intravedere la luce in fondo al tunnel, parte il tuo tour a fine 2021: nel frattempo cosa pensi di fare?

Sto scrivendo e continuo a scrivere ovviamente, poi spero che si riesca a fare qualche data quest’estate; mi auguro proprio che accada. Io sono pronto.

Anche noi, su questo ci puoi contare.

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