Eminem: la recensione di “Music To Be Murdered By”

di Alessia Bisini

Stanotte Eminem ha rilasciato a sorpresa un nuovo album, Music to Be Murdered By, l’11esimo della sua carriera e seguito di “Kamikaze“, altro progetto discografico uscito nel 2018 con la stessa modalità.

Il disco è composto dalla bellezza di 20 tracce e contiene molteplici featuring con artisti molto interessanti e variegati, del calibro di Ed Sheeran (“Those Kinda Nights“), Skylar Grey (“Leaving Heaven“), Black Thought, Q-Tip, Royce Da 5’9″(“Yah Yah“, con Royce anche “You Goin’ Learn“), Anderson .Paak (“Lock It Up“), Young M.A. (“Unaccomodating“) e un featuring postumo di Juice WRLD (“Godzilla“). Inoltre, tre quarti del supergruppo Slaughterhouse: Royce, Joell Ortiz e Kxng Crooked, hanno preso parte al brano “I Will“.

Il rapper di Detroit non ha perso il suo caratteristico flow, men che meno la potenza evocativa di scrivere versi che rimangano impressi nella mente delle persone e che facciano parlare di sè, che riflettano la società americana e il suo rapporto complesso con l’uso improprio di armi. Un tabù che nemmeno il Congresso è riuscito ancora ad affrontare, a causa delle continue divergenze tra i Democratici e i Repubblicani.

Per accompagnare l’uscita del disco, Eminem ha rilasciato anche il video ufficiale del brano “Darkness”, una ballata per pianoforte accompagnata da batterie che campiona “The Sound of Silence” di Simon & Garfunkel e che racconta i lati più oscuri di un ragazzo in estrema difficoltà. Il video e l’intero disco diventa così una denuncia della diffusione delle armi nella società americana, specialmente nel momento in cui l’artista fa esplicitamente riferimento alla strage di Las Vegas del 2017, quando un uomo sparà sulla folla durante un festival uccidendo 58 persone prima di togliersi la vita.

Qui trovate il video di “Darkness”, estratto dal nuovo album di Eminem:

Eminem ha annunciato il disco su Twitter pubblicando la copertina e scrivendo che il disco gli è stato ispirato dal cineasta Alfred Hitchcock – e infatti l’interludio “Alfred” è una clip del regista che presenta il suo album di instrumental, anch’ intitolato Music to Be Murdered By, del 1958.

Per gli amanti del genere e soprattutto del “Rap God”, questo disco si presenta come una vera e propra conferma, con degli spunti ancora più interessanti di “Kamikaze“. Se quest ultimo era un centrifugato di dissing e quindi parole al vetriolo contro altri colleghi del settore, al contrario “Music To be Murdered By” vuole essere una denuncia aperta alla sua nazione. Una “wake-up call” che non può essere in alcun modo ignorata e che solo il potere della musica può raccontare in maniera del tutto immediata e convincere.

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