Emilio Stella: presentazione del disco “Suonato” al Parco Shuster (live report)

È stato suonato, cantato e ballato il nuovo disco di Emilio Stella lo scorso sabato al Parco Shuster. L’8 settembre, a due passi dalla Basilica di San Paolo c’è stata una grande festa. Tra le canzoni, le birre, i brindisi di compleanni e l’amore, è stato presentato Suonato, l’album atteso da 7 anni anni, dove Emilio ci ha messo tutto il suo cuore.

Disponibile nei negozi da oggi, 14 settembre, „Suonato” è un piccolo grande capolavoro del cantautore della scena indipendente romana, pieno di amore non solo, ma sopratutto per Roma. Nato dalla necessità di raccontarsi e raccontare la società di oggi, la periferia, le difficoltà ma anche gioia di vivere, cantare, creare e amare. “Suonato” perché, come dice stesso Emilio, dopo anni di concerti, insieme alla sua band sembrava giusto riproporre anche nel disco un effetto live, concedendo poco spazio ai “trucchi” di un computer, così popolari ultimamente tra tutti i cantanti. Ma anche un riferimento al pugilato, racconto di uno, che ne ha prese tante, ma ha sempre avuto forza e coraggio di rialzarsi.

Caldissimo sabato sera di settembre, bambini che giocano sotto al palco con le biciclette e i pattini. Cani in passeggiata, famiglie, gruppi di amici, le coppie innamorate e il tramonto. Si percepisce da subito, entrando al Parco Shuster, un clima di festa, spensieratezza degli ultimi giorni senza scuola, di persone che ancora per un po’ vogliono trattenere l’estate e ridere.

Con un leggero ritardo, ma che poco importava ai radunati a pochi passi dalla Basilica di San Paolo, perché presi dalla voglia di stare insieme e di festeggiare, ha aperto il concerto di Emilio Stella il gruppo musicale Lontano da qui, un trio nato a Roma, composto dalla cantante elbana Elisa Castells e dei due chitarristi romani Matteo Uccella e Michele Bellanova. Dopo una breve ma intensa esibizione, i ragazzi lasciano spazio alla stella della serata: Emilio e la sua band composta da Primiano Di Biase (hammond, piano, fisarmonica), Ruggero Giustiniani (batteria), Samuel Stella (chitarre, mandolino, armonica e cori) e Davide Costantini (basso).

Il cantautore inizia con Attenti al cool il brano che ha anticipato l’uscita del nuovo disco lo scorso giugno. Dalle prime note si percepisce un grande entusiasmo sia sul palco, che sotto, da tutte le persone che amano Emilio e cantano insieme a lui. Successivamente Stella ci porta in un viaggio tra i suoi nuovi e vecchi brani. Con la Paura del diverso racconta il difficile problema del razzismo. Con Gli alieni siamo noi ci porta nello spazio con la voglia di lasciarsi alle spalle il mondo crudele e pieno di guerre, l’umanità che non esiste quasi più, e la voglia di ricominciare, cambiare qualcosa sognando e cantando ancora. A seguire il cantautore ci mostra la Vita di cantiere e ci invita ad affrontare la quotidianità A testa alta. Ci racconta la storia di un amore finito con Pesa più un ricordo di un vinile e ci fa brindare alla vita e all’amore con Le birre.

Affascinato dalla voce di Emilio il pubblico, sempre più numeroso e più divertito sotto al palco, accoglie con entusiasmo il primo degli ospiti, Alessandro Pieravanti, uno dei componenti del gruppo Il Muro Del Canto, che ci racconta Roma da un lato un po’ grigio con Palazzinari. Stella invece ci fa fare una passeggiata Alle case popolari. Un altro ospite speciale della serata, attore Ariele Vincenti, legge la poesia del poeta anonimo Er Pinto intitolata Er futbol portandoci cosi nel passato, nella nostra infanzia.

Non si stanca Emilio e nemmeno noi sotto al palco, che abbiamo proprio fame di ascoltare tutti i racconti del cantautore. Così sentiamo la storia di Marcella che si è messa a piangere, quando ha visto L’Accatone e Mamma Roma parla di sua madre, ma lei chi è Pasolini non lo sa. Seguiamo La gattara nella sua passeggiata quotidiana per Roma a sfamare i gatti, balliamo con le note della tarantella d’amore Leilalú e torniamo indietro nel tempo con La storia delle donne passate.

Continua cosi la Festa e si sposta al mare con Capocotta non è Kingston, tormentone reggae-rap del 2014, passando per il mondo animale con La pecora fa ‘mbe, per poi ritornare a Roma con la Pontina che racconta non solo lo stato disagiato della capitale tra buche, smog, monnezza e puttane, ma è anche una metafora della vita, infatti tutte le mattine ogni uomo si sveglia per raggiungere un obiettivo percorrendo spesso vari ostacoli o deviazioni. Da lì partiamo per un altro mare: La terra di Calabria, dove ha origini la famiglia del cantautore e sogniamo insieme a lui il diritto di libertà per tutti con Vorrei essere libero.

Un po’ per malinconia e forse perché dalla cena sono passate alcune ore, Emilio invita di nuovo sul palco Alessandro Pieravanti che ci ricorda la Domenica A Pranzo Da Tu Madre e invece Ariele Vincenti con il sonetto di Aldo Fabrizi ci dà la ricetta perfetta di un piatto must romano: Carbonara.

Emilio insieme alla sua band non se ne vuole andare. E nemmeno noi sotto al palco vogliamo che il concerto finisca. Così il cantautore ci ripropone Attenti al cool e purtroppo ci saluta con la canzone più significativa, più sentita, emozionante e vera E io te amo. Una dichiarazione d’amore per Roma, la città più bella del mondo, nata dalla collaborazione tra il cantautore e Er Pinto (Poeti der Trullo).

È stato un viaggio bellissimo, tra ironie, sorrisi, amori, balli e anche con qualche lacrimuccia. Dopo tanti saluti, selfie dal palco e ringraziamenti per chi, oltre  al grandissimo Emilio, ha reso possibile questo spettacolo; con il cuore pieno di emozioni e felicità si torna a casa salutando così anche l’estate quasi finita.

E con il ricordo di quel sabato speciale, con ancora tanta voglia di fare festa, vi invito ad acquistare Suonato disponibile in tutti i negozi e digital stores. Un disco vero, perché raccontato da chi osserva tutto da vicino. Le storie che sono un po’ anche nostre, descritte da chi, con le parole ci sa fare e arriva dritto al cuore. E se volete conoscere questo ragazzo geniale avrete l’occasione già il 22 settembre alla Discoteca Laziale di Roma in un instore. Tutte le informazioni su Emilio e i suoi eventi troverete sulla sua pagina Facebook.

Justyna Alicja Roslon

Piena di sogni, malinconie, ansie e paure. Con l’anima ricucita, ma ancora viva, grazie alla pizza, la poesia, la birra, la musica e il gelato.

2018-09-14T18:20:28+00:00 14 settembre 2018|Live Report, News|0 Commenti