Emilio Stella con “Salva” vuole far apprezzare le piccole cose

di Alessia Andreon

Alla vigilia della presentazione ufficiale, il 17 giugno alle 21 al Parco Schuster di Roma, del suo nuovo album dal titolo “Salva”, abbiamo avuto il piacere di incontrare il cantautore romano Emilio Stella.

“Salva” è un album ricco di contaminazioni sonore, dal folk al reggae, dal rock al rap, e di collaborazioni importanti, a partire dal featuring di Simone Cristicchi nel brano di apertura dell’omonimo album, proseguendo con “Consumatore” che vede la partecipazione del gruppo storico della scena rap romana Bestierare, del quale fa parte anche l’attore Elio Germano, e la romantica “Sul pianeta degli amanti” con il feat. Frances Alina Ascione, protagonista del programma “Radio 2 Social Club” con Luca Barbarossa e Andrea Perroni e corista Calcutta e Tommaso Paradiso.

Il messaggio centrale dell’intero lavoro discografico di Emilio Stella invita ad individuare le cose importanti nella vita, a dare valore alle piccole cose che sono le più importanti da salvare, soprattutto nell’epoca attuale.

Ciao Emilio, la presentazione al parco Schuster si avvicina. Quando si consegna un lavoro nelle mani del pubblico c’è sempre un po’ di timore. Come stai?

Bene… Sotto botta, come si dice a Roma! Stasera abbiamo le prove…è sempre una grande emozione presentare un nuovo album!

In quasi tutti i brani di “Salva” evochi il mare, che legame hai con questo elemento?

Da 3 anni sono venuto a vivere al mare, quindi ogni mattina ce l’ho davanti agli occhi ed era impossibile che non mi influenzasse…

Mi affascina il suo moto perpetuo, il fatto che anche quando è calmo è in continuo movimento, un po’ come me e come tutti noi….

È anche il tuo primo album da quando sei padre e questo, indubbiamente, cambia le prospettive….

La scrittura dell’album ha avuto diverse fasi: la maggior parte è avvenuta prima, un’altra parte durante la gravidanza e “Una stella viola” è il brano che ho dedicato, per la nascita di mia figlia, alla bimba e sua madre.

“Mare” cronologicamente è la più recente.

La nascita della mia bambina, per rimanere nel concept dell’album, è stata la mia salvezza: ogni mattina, quando mi sveglio, la guardo negli occhi e mi salva la giornata appena iniziata.

”Salva” ha diversi significati. Fondamentalmente è inteso come preservare la bellezza delle piccole cose, che sono anche le più difficili da vedere ma, appunto per questo, le più importanti da salvare. In passato mi son focalizzato sulle cose meno belle, ora voglio raccontare la bellezza di un fiore.

Ci saranno degli amici a farti compagnia sul palco?

Purtroppo non ci sarà nessuno di loro con me sul palco, ma saranno presenti nelle canzoni… Sono felice per loro, perché ognuno è impegnato con i suoi progetti lavorativi. Sicuramente, ad agosto, avremo modo di recuperare nel concerto al Castello di Santa Severa.

Il titolo che hai scelto, “Salva”, è inteso come salvare per ricordare in un secondo momento. È una sorta di istantanea di ciò che stai vivendo. Cosa vedi nel tuo futuro da aggiungere a questa fotografia?

Sono abbastanza contento del presente, soprattutto perché nel periodo che stiamo vivendo si fa difficoltà ad immaginare un futuro in maniera nitida.

Sono concentrato su quello che ho di bello adesso.

Fare musica è anche un modo per lasciare una traccia nel futuro; quindi, nel futuro vedo quello che ho costruito nel passato.

Essendo uno dei cantautori più brillanti della attuale scena romana, ti chiedo, come sta la famosa “scuola romana”?

Una volta c’erano più punti di ritrovo per cantautori, c’era più unione…

La musica è essenzialmente condivisione, però si fa sempre fatica a trovare degli spazi come qualche anno fa erano il “Folkstudio” o “Il Locale” a Trastevere. Locali storici per la musica dove sono nate le carriere di tanti protagonisti della scena romana: negli anni ‘70 artisti come De Gregori, Venditti, Rino Gaetano e poi, negli anni 2000, Silvestri, Gazzè, Cristicchi, Fabi.

Adesso, con l’avvento dei social, è tutto più aperto ma è più difficile  identificare una “scuola romana” vera e propria. È come se ci fosse una disgregazione tra generi; ci sono talmente tanti sottogruppi: dalla trap, agli indie- pop, al cantautorato purista…

Quello che manca a Roma oggi è una vera e propria unione di tutti questi generi e di questi artisti, malgrado ci sia parecchio fermento.

Dopo questo evento hai già in programma qualche altra data?

Partiamo il 17 di giugno con la presentazione dell’album al Parco Schuster e poi ci saranno altre date: il 24 ad Aprilia.

Farò anche un’improvvisata al mercato di Testaccio e poi ci sono diversi appuntamenti durante l’estate che culmineranno, appunto, nel concerto al Santa Sev

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