Elisa, la biosong dell’artista friulana attraverso cinque sue canzoni

Più di vent’anni di carriera, sempre fedele al suo stile originale e mai uguale fino in fondo, in nessun caso banale e sempre nella manica quel guizzo in più da far saltare sulla sedia chi la ascolta. E’ con queste parole che si può descrivere il percorso artistico di Elisa Toffoli, artista riconoscibile, emozionante, onesta, qualitativamente eccelsa e dalla risata contagiosa.

Elisa

Interprete, cantautrice, compositrice, musicista, produttrice, regista, doppiatrice e molto altro, Elisa ci ha abituati a continui cambi di genere, il suo repertorio spazia dal rock alternativo al pop rock, dal trip hop al pop elettronico. C’è chi la preferisce nelle canzoni in inglese e chi in quelle italiane, chi in ballate più ricercate e chi in quelle più commerciali, per quanto mi riguarda la voce celestiale della friulana doc riuscirebbe a far trovare interessante anche Papaveri e Papere. Proviamo ora a ripercorrere il percorso artistico della cantante italiana attraverso una biosong, ovvero cinque canzoni più rappresentative che racchiudono la sua vera essenza.

Con Pipes & Flowers, album di respiro internazionale, Elisa nel 1997 inaugura la sua stagione artistica, entrando a gamba tesa nel panorama della musica, sovvertendo ogni tipo di tradizione musicale nostrana. Una grinta rock e una credibilità esecutiva tutte racchiuse in Labyrinth, brano dall’originalità inconfutabile, scritto a sedici anni e nato irrazionalmente, sui gradini di un pub mentre era in fuga, alla ricerca di una boccata d’ossigeno: “Just like a spy through smoke and lights, I escaped through the back door of the world”/“Proprio come una spia attraverso il fumo e la luce sono fuggita attraverso la porta sul retro del mondo”.


Dopo essersi fatta conoscere dal pubblico con canzoni in inglese, Elisa, spinta da Caterina Caselli, decide di calcare nel 2001 il palco prestigioso del Teatro Ariston con Luce (tramonti a Nord Est), primo grande successo in italiano, che le varrà il gradino più alto del podio a Sanremo oltre il premio della critica Mia Martini. A dirla tutta, Luce nasce proprio in inglese con il titolo “Come speak to me” per poi essere tradotta grazie alla collaborazione di Zucchero Sugar Fornaciari. Una canzone senza tempo, un testo bello e profondo che parla di coesione e di rapporti interpersonali, in cui spiega l’essenza della fiducia tra due persone attraverso una metafora naturale “parlami come il vento fra gli alberi, parlami come il cielo con la sua terra”. Il singolo è contenuto nella ristampa di “Asile’s World”, disco intimo e privato, dalle venature elettroniche che strizza l’occhio a Biork, idolo della cantante.

Dopo aver messo in cantiere diverse perle rare, Elisa nel 2008 esce con “Dancing”, una raccolta di canzoni prese dai precedenti album, un collage di cui andare fieri ed orgogliosi, dei diamanti grezzi frutto di una discografia ormai di un certo rilievo. Un disco da collezione, prodotto per l’estero e che privilegia il suo lato dark, consacrandola definitivamente negli Stati Uniti e in Canada. Un successo nato proprio da Dancing, la titletrack della raccolta, singolo pubblicato nel 2002 ed estratto dal terzo album dell’artista friulana “Then Comes the Sun”. Dopo essere stata scelta come colonna sonora delle pellicole cinematografiche “Casomai” e “A time for dancing”, nel 2007 il brano viene inserito come sottofondo musicale per una coreografia del talent show statunitense “So You Think You Can Dance?”, trasmesso per Fox America, così la voce di Elisa irrompe oltreoceano. Una ballade eterea, delicata e poetica, un invito a lasciarsi andare, dipinta da una melodia soave, che sa di leggerezza. Un brano da ascoltare al buio e ad occhi chiusi, lasciandosi trapassare dalla sua magia. Dancing è stata inserita da Billboard tra le 1001 canzoni da ascoltare prima di morire, vedete un po’ voi!

Nel 2013 arriva un album interamente in italiano “L’anima vola” che non tradisce uno stile ormai originale, conquistato e consolidato nel tempo, in cui le atmosfere dilatate si fondono perfettamente con la grinta di un sound tipicamente anglosassone. Un lavoro nato dalla volontà di Elisa di togliersi ogni maschera e raccontarsi senza barriere. E’ il caso di A modo tuo, frutto del sodalizio artistico con Luciano Ligabue nato nel 2006 e che continua nel tempo, senza scalfirsi minimamente. Una canzone che “il Liga” ha dedicato alla figlia Linda e che ha avuto l’esigenza di regalarla ad Elisa che a sua volta l’ha dedicata alla figlia Emma Cecile. Nel testo l’impronta del cantautore emiliano è molto marcata e si sposa perfettamente con la voce cristallina dell’interprete friulana. Un brano angelico ed intenso che tocca uno dei temi più delicati, quello del rapporto tra un genitore e un figlio. Una ninna nanna che racconta la difficile, ma necessaria, crescita di una madre che diventa adulta e dev’essere pronta e preparata alle domande curiose della bambina che scopre il mondo e a quelle di una futura adolescente alle prese con delle scelte importanti, in cui spesso gli si deve delle scuse per la mancanza di risposte efficaci. Una madre consapevole che deve trovare il coraggio di lasciare andare la figlia per la sua strada e a modo suo lasciarla cadere, proteggendola da lontano.

Dopo il ritorno all’inglese con l’album elettropop “On”, in occasione della prima tappa del Together Here We Are – nel settembre del 2017 ha fatto quattro concerti-evento all’Arena di Verona per festeggiare il ventennale di carriera – ha presentato in anteprima il nuovo singolo Ogni istante, un inno alla vita offerto proprio come dono al suo pubblico, una lettera d’amore dedicata ai fan riproposta a fine concerto anche nella sua versione inglese originale Yours To Keep, così come è nata dalla penna della cantautrice prima che la adattasse alla nostra lingua. Una perfetta ballata pop-rock che racchiude l’Elisa di ieri con l’Elisa di oggi. Un brano che testimonia l’escalation artistico della cantautrice di Monfalcone, un falsetto presente ed imponente che al contempo fa da cornice al ritmo energetico e magnetico, frutto di un arrangiamento in cui miscela pop, rock, elettronico e i nuovi ritmi urban gestiti  in un modo magistrale.

La carriera artistica di Elisa Toffoli continua, e continua alla grande. Dopo il duetto poetico e commovente con “il Principe” dalla canzone italiana Francesco De Gregori in Quelli che restano, Elisa ha presentato Se piovesse il tuo nome, canzone dolce, capace di creare intorno all’ascoltatore un’atmosfera incantata. Il singolo è il preludio del nuovo album “Diari aperti” in uscita il 26 ottobre. Se il buongiorno si vede dal mattino ci dobbiamo aspettare un disco autorale, un ritorno agli albori dell’artista, lontano dal pop-rock più commerciale degli ultimi anni. Insomma, avremo pane (di qualità) per i nostri denti.

Elisa Diari Aperti

Sognatrice ad occhi aperti. Non ha mai voluto fare la ballerina o la velina. Le parole sono il suo mestiere, la musica il suo pane quotidiano. Scrive per passione, nella sua borsa non manca mai lo spirito critico, a volte sarcastico e a volte pungente. E’ in costante ricerca del bello.

2018-10-11T15:36:46+00:00 11 ottobre 2018|Approfondimenti e Curiosità|0 Commenti