Elio e le storie tese, tour di addio a Napoli: ennesimo finale finto o termine di un’epoca?

Avevano annunciato anche la presenza di Liberato, in realtà del misterioso rapper non si è vista nemmeno l’ombra ma non sono certo mancate le soprese nell’ultimo concerto napoletano degli Elio e le storie tese, “’O famoso Cuncerton’”.
Nelle ultime settimane, ad apertura attivata dei ticket per grandi eventi, non abbiamo non potuto notare come questi abbiano spesso dovuto annullare le date, ricollocarsi in location meno capienti, rasentando comunque picchi di vendite in negativo. Situazione similare si è verificata anche per gli Elio, i quali dal palazzetto iniziale (Palapartenope) sono stati ridimensionati alla più contenuta “Casa della Musica”.
Una realtà generale che ovviamente si è riscontrata anche sul particolare: il pubblico non era variegato, ma un target di età adulta. Ci ha piacevolmente – al contempo – colpito anche la presenza di intere famiglie.

Ore 21:30 lo spettacolo ha inizio con “Servi della gleba”, gli otto protagonisti arrivano sul palco con i soliti vestiti stravaganti tra i quali spicca la riccia parrucca del leader Stefano Belisari, nei panni di Caparezza o Giovanni Allevi quando indossa gli occhiali.
Il pubblico è coinvolto, le ugule sono calde, e gli smartphone sono in tasca, una delle piacevoli immagini del “ritorno all’autenticità del passato”, come gli accendini oscillanti a prendere il posto dei led digitali.  Lo show continua, i fan storici accompagnano la band anche nei pezzi meno cult, fino ai giochi cromatici da palco, con coni di luci che si aprono a ritmo di “Fossi figo”. Sicuramente uno dei maggiori contributi vocali al successo degli Elio è stato l’ingresso di Paola Folli, “capace di armonizzare finanche gli starnuti, il rumore delle maniglie, i cigolii delle porte…” – sostiene il frontman – ed a lei è dedicata “Essere donna oggi”.  Il fulcro dell’estro, il cuore pulsante del gruppo resta l’architetto Mangoni, che veste i panni di rapper e di ballerino di lap dance sulle note di “Discomusic”, regalando un momento di pura goliardia. Grande annuncio a questo punto, “Campovolo” – famosa pista aerea nota ai più come base operativa della fanbase di Ligabue – nel 2021 avrà l’onore di accogliere proprio quel gran genio della star, amico storico della band, quasi membro onorario.
Napoli è stata eletta capitale del ballo, e i nostri veri eredi artistici sono partenopei. Come noi anche i The Kolors hanno sempre privilegiato la bellezza e l’aspetto fisico!” – esclama Elio.
Il pubblico è in trepidante attesa di uno dei grandi classici, si infiamma su “Il vitello dai piedi di balsa”, cantandola a squarciagola in mush-up con “Despacito”, versione deluxe in vista di Campovolo.
Altra personalità di spicco è Christian Meyer alias Dj Mendrisio, definito extracomunitario per le sue origini svizzere, nazione di cui ci offre un dj set dedicato, con melodie tirolesi e non. Intanto Vittorio Cosma – all’ombra delle sue tastiere – si diletta in un insolito Mario Biondi, accogliendo gli ospiti della serata “giunti Per Caso”, a detta di Elio, ovvero i Neri Per Caso.
Il condensato di maggiore popolarità artistica dell’inconsueto gruppo milanese è riservato alla chiosa finale del “Concertone”, un degno saluto ai fan con i brani che maggiormente hanno avuto il loro consenso. “Con questo pezzo abbiamo partecipato ad un concorso canoro sperando di arrivare ultimi, ma per nostra inesperienza quasi lo vincevamo”, tocca alla “Canzone mononota” introdurre quest’ultima tranche di live,  seguita da un brano riproposto alla stessa kermesse dove “siamo riusciti a fare addirittura peggio, vedendoci soffiata la vittoria all’ultimo respiro”, La terra dei cachi”, “poi per fortuna ce l’abbiamo fatta”, ed ecco l’ultima classificata “Arrivedorci”.

Un saluto in musica che prosegue con un ulteriore invito, quello al concerto conclusivo di Barolo, ove presiederà di nuovo Rocco Tanica, il quale – come un parassita e il suo corpo ospite – dopo lo scioglimento della band, rischierà di estinguersi artisticamente anch’egli.

Noi di Inside Music non potevamo mancare all’evento che segna l’epilogo di una band che ha fatto la storia della musica italiana, che possa piacere o meno. Trasgressivi ed avanguardisti, Elio & Co. ci hanno abituato in questi quasi quarant’anni di carriera a veri e propri show e colpi di scena, come l’annunciata fine durante il “Concerto Definitivo” del Forum a Milano salvo poi ripresentarsi a Sanremo e chissà che questo “Tour d’Addio”non sia solo un arrivederci, anzi di un “arrivedorci”.

A cura di Fabiana Criscuolo e Lorenzo Scuotto

Partenopeo DOC classe 1995 con una spiccata passione per lo sport e per la musica. Assiduo frequentatore di concerti, live reporter a tutto tondo, si occupa anche di recensioni ed interviste. Nel tempo libero si diletta a suonare la tastiera da autodidatta.

2018-05-15T13:54:10+00:00 15 maggio 2018|Live Report|0 Commenti