Nel giorno in cui Dolores O’Riordan avrebbe compiuto 47 anni, un’inchiesta del Tribunale di Westminster fa trapelare dettagli sulla sua morte. La cantante dei The Cranberries sarebbe annegata nel bagno a causa di una intossicazione da alcool.

Era il 15 gennaio 2018 quando, a soli 46 anni, Dolores O’Riordan fu trovata senza vita da una cameriera entrata nella camera 2005 dell’Hotel Hilton a Park Lane, a Londra, verso le 9.00 del mattino. La cantante dei The Cranberries, che si trovava nella capitale britannica per una sessione di registrazione, era immersa a faccia in giù nel bagno con indosso una camicia a maniche lunghe e pantalone del pigiama. Quando arrivarono i paramedici e la polizia locale, non c’era più niente da fare, alle ore 9.16 è stato costato il decesso.

Per tutti si è tolta la vita. Una convinzione (quasi) unanime, fino a questa mattina, quando il Tribunale di Westminster ha sradicato ogni dubbio sulla questione, rendendo pubblica l’indagine: non si tratta di suicidio. Nella relazione post mortem del dott. Adam Combe si legge che Dolores O’Riordan è annegata a causa di una intossicazione da alcool. Il medico legale, il dottor Shirley Radcliffe, ha dichiarato: “Non ci sono prove che sia stato qualcosa di diverso da un incidente. Non c’era intenzione, sembra essere stato solo un tragico incidente.

L’inchiesta ha rivelato che il livello di alcool presente nella cantante era di 330 mg per 100 ml di sangue, oltre quattro volte il limite legale per la guida. Inoltre, sono state trovate prove di consumo di alcolici pesanti, fumo e uso di farmaci da prescrizione, compreso il lorazepam. Sono state scoperte cinque bottiglie vuote nel mini-bar, che erano state lette alle ore 2.10 del mattino, e una bottiglia di champagne da 35 cl.

Un disturbo bipolare quello di Dolores O’Riordan, citato anche dalla Corte, che l’ha resa fragile e vulnerabile. Nel corso della sua vita ha attraversato lunghi periodi di astensione dall’alcool, ma anche periodi di consumo eccessivo. Abusata sessualmente da un amico di famiglia, ha sofferto di anoressia prima di iniziare a pensare al suicidio, bevendo pesantemente. Tuttavia, il medico psichiatra che l’aveva in cura, Robert Hirshifield, aveva dichiarato durante l’inchiaesta: “Stava andando bene, non stava bevendo, era un pò triste il giorno di Natale. Nessun pensiero di suicidio”. Un altro psichiatra, il dott. Seamus O Ceallaigh, ha detto che ha parlato con Dolores il 9 gennaio e che era “di buon umore”.

In una dichiarazione rilasciata dopo l’udienza, i ragazzi dei The Cranberries hanno ringraziato i numerosi fan per i loro messaggi e il loro supporto: “Continuiamo a lottare per venire a patti con quello che è successo. Le nostre sentite condoglianze vanno ai bambini di Dolores e alla sua famiglia e oggi i nostri pensieri sono con loro: Dolores vivrà eternamente nella sua musica”.

Una voce autentica, penetrante, sorprendente quella di Dolores O’Riordan. Un’anima indie prestata al pop-rock che ha scolpito nei cuori dei fan, e non solo, quelle ballade irlandesi riconoscibili, in cui ha avuto la capacità di sviluppare una sensazione dell’immaginazione, andando al di là dalle consuete sensazioni percettive. La sua morte è stata un uragano nella musica, ancora impreparata a dire “addio” ad una delle madrine degli anni ’90.

A cura di Isabella Insolia