“Open”, l’eurofolk di Dog Byron tra Roma, Londra e Berlino – Intervista-

di Paola Pagni

Open” è il titolo del nuovo album del progetto Dog Byron, band del musicista romano Max Trani, da aprile su tutte le piattaforme digitali per Tiny House Records.

“Open” è una raccolta di canzoni scritte e registrate tra agosto 2019 e ottobre 2021 a Roma, Berlino e Amburgo. Frutto di esperienze, incontri e collaborazioni internazionali maturate nel corso degli anni di tour in Europa.

Questo nuovo lavoro mostra una naturale evoluzione dalle sonorità grunge rock più aggressive verso atmosfere più riflessive fatte di chitarre folkritmiche profonde e qualche insert elettronico.

I testi evocano naturalmente l’esperienza dell’esposizione al sentire tutte le cose che ci circondano e del respiro come elemento di congiunzione immediata tra le emozioni più profonde e il corpo.

Nel nostro scambio di battute, Max Trani, ci ha spiegato meglio il progetto Dog Byron, le loro ispirazioni ed i loro prossimi progetti.

Open è un album dal respiro internazionale, sia perché è stato registrato tra Roma, Berlino e Amburgo, sia perché è frutto di esperienze, incontri e collaborazioni internazionali maturate nel corso degli anni di tour in Europa. In che percentuale questa compenetrazione è stata determinante per la vostra musica?

Quello scriviamo è naturale frutto delle nostre esperienze. Al netto di percentuali impossibili da valutare, la nostra musica è ovviamente espressione dei motivi d’ispirazione che l’hanno mossa, dei luoghi dove è nata, dove è stata realizzata, degli incontri e delle collaborazioni che l’hanno resa possibile.

Nonostante il taglio intimo, i vostri brani non hanno niente di classico, ma presentano invece sonorità moderne: secondo voi in Italia c’è spazio per questo sound o il tuo target è rivolto oltre confine?

Ci sono senz’altro dei luoghi come Germania e Olanda -solo per citarne un paio- che dal punto di vista musicale hanno una ricettività storica e sono più immediatamente sensibili al nostro sound. Allo stesso tempo, in Italia recentemente stiamo avendo piacevoli soddisfazioni. Al momento non saprei dire se troverà uno spazio che possa essere definito tale, ma sicuramente il nostro sound ad oggi è oggetto d’attenzione.

La scelta di cantare in inglese è quindi strettamente legata al genere musicale?

No, non si tratta esattamente di una scelta. La band è nata all’estero, da musicisti che hanno sempre suonato all’estero permeati di musica anglofona. Per il futuro abbiamo in progetto di sperimentare dialetto romanesco e francese. Scopriremo poi che impatto avrà sul sound.

Leggo che “Open” sta per l’anima che si apre ad una nuova maturità emotiva: puoi spiegarmi meglio questo concetto?

“Open” sta per l’anima che si apre al sentire. L’album ha come intento quello di raccontare una nuova maturità emotiva appunto, e vorrebbe tracciare una sorta un percorso di educazione sentimentale. I testi evocano naturalmente l’esperienza dell’esposizione al sentire tutte le cose che ci circondano e del respiro come elemento di congiunzione immediata tra le emozioni più profonde e il corpo. 

Una mia considerazione personale: i vostri pezzi sembrano perfetti per una colonna sonora di un film dark… ci avete mai pensato?

Beh dark sì, ma romantico. L’accostamento al cinema è un bel complimento che riceviamo spesso, ne siamo onorati e saremmo ben lieti di dare seguito a questi consigli.

Mentre invece sicuramente state già pensando a come portarli live: quanto conta per voi il live e soprattutto quanto ha contato nel vostro percorso artistico?

I concerti sono l’esperienza intorno alla quale si muove tutto il “sistema musica” e sono a mio parere fondamentali. Dog Byron è sempre stato un progetto “live”. Passare nottate in studio a registrare dischi è meraviglioso, portarli in giro è una naturale conseguenza.

Quale sarà il vostro prossimo step dopo l’uscita dell’album?

Siamo a lavoro per un nuovo videoclip, in estate delle date italiane -mirate- e poi di nuovo in studio; nel 2023 mi auguro riprenderemo a girare in Europa. Grazie per il tempo speso per noi.

0

Potrebbe interessarti