Dile: fuori “Rewind”, il suo primo disco ufficiale

di Adriana Santovito

“Se si potessero misurare in Euro il numero delle notti passate a fissare il soffitto o i cazzotti tirati contro il muro probabilmente sarei miliardario. Questi momenti sono diventati parole, queste parole canzoni, queste canzoni un album, il mio primo album.”

È così che nasce Rewind, il primo album ufficiale di dile uscito il 20 novembre per Artist First/OSA Lab su tutte le piattaforme digitali. È un disco che nasce dal forte mix di sofferenza, alcool e notti in bianco.

Ogni brano attraversa consapevolezze differenti e forma un disco che, lavorato in un anno, segna il cambiamento artistico di dile. Rewind è un album che ha visto la collaborazione di diverse anime oltre a quella dell’artista. Sono infatti presenti 4 produttori: Federico Nardelli (Tangenziale, Perdersi e Rewind), Marta Venturini (vatuttobene e Venezia) Francesco Rigon (finoallesette, La verità, America, Vodka, Domani e Giganti) Michael Tenisci (Stavamo bene veramente e Per caso). Inoltre, 3 autori hanno affiancato la penna di dile: Federico Galli (finoallesette, vatuttobene, Perdersi, Venezia, Tangenziale, Stavamo bene veramente, America, Vodka, Per caso), Francesco Rigon (Rewind, Domani, Giganti), Alessandro Di Domizio (La verità). Il sound di Rewind fonde una radice acustica con una prevalenza di pianoforte mischiata a suoni prettamente elettronici. E ora, ognuno di noi può leggere un diverso dile in ogni brano.

Ecco come dile descrive tutti i brani del suo Rewind:

vatuttobene

È quella fase in cui le due persone che hanno vissuto una relazione ormai finita si incontrano nuovamente: e questo lascia inevitabilmente un peso differente in uno dei due. Va tutto bene è quella zona di amore tossico in cui rimani incastrato, appeso tra la gioia del momento vissuto nuovamente e l’angoscia di una nuova fine.

Rewind

Rewind non è una canzone normale o almeno non lo è per me. È venuta lei a cercarmi, non la stavo cercando. Rappresenta forse il periodo più duro della mia vita ma nonostante tutto mi sento di volerle un gran bene (e anche di odiarla con tutto me stesso).

finoallesette

È una nottata incredibile. È la voglia di restare a tutti i costi con una persona e trovare qualsiasi scusa per far durare una notte tutta la vita.

Perdersi

È un ricascarci di nuovo. Una sorta di flashback, vissuto dai protagonisti una volta divenuti più grandi con la consapevolezza di quello che è già stato e di come ora sono cambiati. Forse contiene una delle mie frasi più belle.

Venezia

È la distanza. Non è la mia città ma della ragazza a cui ho dedicato il brano. È anche la distanza figlia della quarantena.

La verità

Si può cantare una canzone tantissime volte ma ci sono delle emozioni che difficilmente riesci a tirare fuori in tutte le altre take che non siano la prima, che rimane quella più vera. Quando ho registrato La verità è stato così.

Tangenziale

È un brano in cui mi sono preso bene, in cui ho razionalizzato una situazione un po’ triste che ho rigirato e reso solare e volevo mostrare al mio pubblico un lato di me un pochino più leggero.

Stavamo bene veramente

È la fine. Una fine che lascia il segno per la forza della normalità della relazione appena vissuta.

America

È la schiena di una ragazza. E da lì nasce tutto.

Vodka

È un viaggio tutto mio.

Per caso

È un incontro casuale in cui non ho avuto il coraggio di dire niente. Tutto ciò che non ho detto, l’ho messo in questa canzone.

Domani

È la presa di coscienza della fine di una relazione, con la certezza che “domani” si avrà molto più paura prima di riaprirsi.

Giganti

È la mia tristezza.

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